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venerdì, Ottobre 9, 2026
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Sprint F1 2027: dieci e pure Monaco, la F1 ha scelto la TV

Dieci Sprint su ventiquattro Gran Premi, una delle quali a Monaco, dove nel 2024 i primi dieci arrivarono nello stesso ordine in cui erano partiti. E una stagione che torna ad aprirsi in Bahrain e Arabia Saudita, sei mesi dopo la cancellazione di quelle gare per il conflitto in Medio Oriente. Alberto Malinverno, ascoltatore e follower di Pit Talk, ci ha regalato il suo editoriale sul calendario 2027: una Formula 1 che sembra pensare prima agli ascolti e poi allo sport.

Max Verstappen con la Red Bull durante la Sprint Qualifying

Questo editoriale non nasce in redazione. Ce l’ha regalato Alberto Malinverno, ascoltatore e follower di Pit Talk, che dopo la presentazione del calendario 2027 ha voluto dire la sua su Sprint, Monaco e Medio Oriente. Lo ringraziamo e gli lasciamo volentieri la parola.

La Formula 1 ha presentato il calendario 2027 e, a quanto pare, la parola d’ordine è semplice: Sprint. Tante Sprint. Dieci, per la precisione, contro le sei del 2026. Su 24 Gran Premi significa che quasi un weekend su due avrà la gara breve del sabato.

La F1 sostiene che il format stia funzionando anche in termini di pubblico televisivo, con un’audience globale più alta del 12% nei weekend con la Sprint. E probabilmente è proprio questo il punto. Una parte consistente degli appassionati continua a guardare alle Sprint con scarso entusiasmo ma, assegnando punti mondiali, la Formula 1 ha trovato un sistema piuttosto efficace per renderle difficili da ignorare: se segui il campionato, devi guardarle. Magari non ti piacciono nemmeno. Però, se non lo fai, rischi di perderti un pezzo della lotta per il titolo.

Per broadcaster e diritti TV è comprensibilmente un ottimo affare. Per il pubblico potrebbe esserlo un po’ meno. Trasformare sempre più sessioni in eventi “imperdibili” può aumentare gli ascolti nel breve periodo; resta da capire se, nel lungo, insistere su un format divisivo non finisca semplicemente per stancare una parte della fanbase.

Tra le dieci Sprint, però, ce n’è una che merita una menzione speciale: Monaco.

Già la scelta di portare per la prima volta la Sprint a Singapore quest’anno poteva apparire quantomeno discutibile: Marina Bay è un tracciato cittadino stretto, tortuoso e storicamente poco incline ai sorpassi. Evidentemente qualcuno in Formula 1 ha guardato Singapore e ha pensato: possiamo fare di meglio. E così, nel 2027, avremo una Sprint a Monaco.

Monaco è il circuito dove nel 2024 i primi dieci partirono e arrivarono esattamente nello stesso ordine, una prima volta assoluta nella storia della Formula 1. Non proprio il curriculum ideale per aggiungere un’altra gara.

E il problema è persino più profondo. Monaco vive di qualifica. Il suo fascino moderno sta nel vedere venti piloti giocarsi il weekend cercando il limite tra un giro perfetto e un cerchione appoggiato contro il guardrail. È una pista “del sabato” molto più che “della domenica”.

Con il format Sprint avremo invece Sprint Qualifying, Sprint, qualifiche e gara. Due qualifiche significano anche due occasioni per mostrare la velocità sul giro secco. L’idea del singolo momento decisivo, dell’unico giro folle che può determinare l’intero weekend, inevitabilmente si diluisce. Una soluzione curiosa al problema dello scarso spettacolo domenicale: indebolire proprio la parte del weekend che funzionava meglio.

Poi c’è la geografia.

I test prestagionali si svolgeranno in Bahrain e il campionato partirà proprio da lì, per trasferirsi subito dopo in Arabia Saudita. Una scelta quantomeno coraggiosa, considerando che appena sei mesi fa i Gran Premi di Sakhir e Jeddah sono stati cancellati proprio a causa del conflitto in Medio Oriente. E ad oggi la situazione nella regione resta tutt’altro che stabilizzata.

Forse a casa di Stefano Domenicali la televisione non prende e nessuno ha avuto il coraggio di raccontargli cosa sta succedendo nel mondo.

Oppure siamo noi a non aver capito nulla e Domenicali è un genio assoluto dell’intrattenimento. Immaginate Leclerc aprire la radio con un tranquillo «Ragazzi, questo weekend si corre davvero?». E il muretto rispondere: «Charles, per ora sì. Resta sulle slick e tieni d’occhio le notizie: il calendario potrebbe cambiare prima della bandiera a scacchi».

Anche i titoli si scriverebbero da soli: «Singapore, pericolo caldo: obbligatorio il giubbotto refrigerante. Bahrain e Arabia Saudita: obbligatorio incrociare le dita».

Altro che Sprint Race. Questo sì che sarebbe un format mai visto prima.

Scherzi a parte, il calendario 2027 dà la sensazione di una Formula 1 sempre più concentrata sul moltiplicare il prodotto televisivo e un po’ meno sul chiedersi se ogni aggiunta migliori davvero il prodotto sportivo.

Dieci Sprint, Monaco compresa, sono un esperimento importante. E come tutti gli esperimenti potrebbero funzionare. Ma se per convincere il pubblico a guardare qualcosa bisogna renderlo praticamente obbligatorio ai fini del Mondiale, forse qualche domanda sulla bontà del format sarebbe il caso di farsela.

Alberto Malinverno