È stato pubblicato. Anzi, sbandierato ai quattro venti: il calendario 2027 della Formula 1 è diventato realtà.
Le gare saranno ancora 24 ma l’ordine è stato parecchio rimescolato. Mi torna in mente una vecchia canzone che più o meno diceva: “questo circuito qua devi metterlo lààà”. Le ragioni sono soprattutto logistiche, legate a trasferimenti e trasporti. Insomma, la famigerata “sostenibilità”, parola che piace talmente tanto da aver preso definitivamente il posto dell’ormai abusata “resilienza”.
La prima cosa che salta all’occhio, però, qualche perplessità la solleva.
Le prime due gare del 2027 saranno infatti Bahrain e Arabia Saudita: esattamente le due che quest’anno, per motivi geopolitici, sono state cancellate.
Ora, sperando che nel frattempo la situazione migliori per ragioni ben più importanti delle corse, una domanda sorge spontanea: FIA e Formula 1 sono proprio sicure che tra pochi mesi tutto sarà cambiato?
Nel peggiore dei casi, immaginiamo che nella stanza dei bottoni abbiano già un paio di circuiti pronti in lista d’attesa. Se non per aprire il campionato, almeno per tappare i buchi strada facendo. Dite che “dare per scontato” sia un errore? No dai, non siate perfidi.
Nel frattempo, salutiamo Barcellona e Zandvoort.
La pista catalana non sparisce davvero: entrerà nell’alternanza con Spa-Francorchamps. Un anno corre una, quello dopo l’altra. Una specie di affidamento condiviso, versione Formula 1.
E rientrano due vecchie conoscenze: bentornata Portimão, che non si vedeva dalle due edizioni del 2020 e del 2021, e bentornata Istanbul, assente anche lei dal 2021. Perché in Formula 1, evidentemente, pure i circuiti hanno i loro ritorni di fiamma.
E poi ci sono loro: le Sprint Race.
Nel 2027 passeranno da sei a dieci. I numeri dicono che nei weekend con la Sprint il pubblico televisivo cresce di circa il 12% rispetto a quelli tradizionali. Insomma: “Two gust is megl che uan”. Qualcuno, evidentemente, si è ricordato di un famoso spot.
Cinque delle dieci Sprint si correranno su circuiti che hanno già ospitato il format: Montréal, Silverstone, Monza, San Paolo e Losail.
E proprio Monza merita una piccola nota storica: nel 2021, anno d’esordio delle Sprint, il Gran Premio d’Italia ospitò la seconda Sprint in assoluto nella storia della Formula 1.
Le altre cinque saranno invece una novità per Sakhir, Melbourne, Suzuka, Monaco e Abu Dhabi.
Stefano Domenicali, CEO di Formula 1, l’ha raccontata così:
“Ancora più intensità, tensione emotiva e quell’azione ruota a ruota che rende la F1 così speciale”.
Tutto molto bello.
Peccato che “ruota a ruota” e Monaco nella stessa frase facciano un certo effetto.
La scelta di portare una Sprint sul circuito monegasco ha già fatto discutere parecchio sui social, e non è difficile capire perché. Monaco è famosissima per glamour, yacht, champagne e muri a pochi centimetri dalle macchine. I sorpassi, invece, non sono esattamente la specialità della casa.
Il rischio è abbastanza evidente: due qualifiche che decidono due gare in cui superarsi potrebbe essere un’impresa. Una corta il sabato, una lunga la domenica.
Detto questo, aspettiamo prima di giudicare. Magari la Sprint in salsa monegasca sarà una sorpresa.
In tutto ciò, però, rimane una certezza.
Il calendario 2027 è già stato definito. Quello del 2026, con le tappe mediorientali di fine stagione ancora in bilico, è invece un work in progress.
A volte è veramente strana la vita.

















