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venerdì, Ottobre 2, 2026
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Bahrain-Malesia: il varco di Ferrari tra Mercedes e McLaren

Sepang riapre le porte alla Formula 1 per la prima volta dall’ultima edizione del 2017, ospitando il GP del Bahrain: caldo, umidità e un meteo incerto promettono un weekend duro per gomme e gestione dell’energia. Mercedes e McLaren partono davanti nel pronostico e la Ferrari ha qualche carta da giocare, dal comportamento degli pneumatici alla ripresa vista a Zandvoort, mentre Red Bull può sperare in qualifica o sotto la pioggia.

Oscar Piastri, McLaren, GP Cina 2026

A Sepang la velocità dovrà durare. Curve veloci, frenate impegnative e due lunghi rettilinei quasi consecutivi: il ritorno della Formula 1 in Malesia, dal 2 al 4 ottobre, con il GP del Bahrain ospitato sul circuito malese, metterà alla prova la completezza delle monoposto. Nel pronostico Mercedes e McLaren partono davanti. La Ferrari ha un paio di carte da giocare, e la prima riguarda le gomme.

Meteo: caldo, umidità e pioggia da non escludere

Il caldo sarà parte della sfida: sono attesi circa 31-33 °C nell’aria e 46-54 °C sull’asfalto, con umidità molto alta. Sulla pioggia le previsioni divergono. Alcuni modelli vedono il rischio calare da venerdì a domenica, altri lasciano possibili temporali pomeridiani in tutti e tre i giorni, gara compresa.

Per i team significa preparare un weekend sull’asciutto tenendo pronto un piano per il bagnato. Basta un temporale per cambiare condizioni e strategie in pochi minuti.

Circuito: Sepang mette alla prova la completezza delle vetture

Sepang richiede un assetto da medio-alto carico. La sequenza iniziale delle curve 1 e 2 richiama quella di Shanghai: servono una vettura composta in frenata e un posteriore capace di garantire trazione nella successiva discesa. Curva 4 ripropone il binomio frenata-accelerazione, prima che il settore centrale sposti l’attenzione sulle qualità in percorrenza.

Le curve 5 e 6, insieme al doppio destra 7-8, chiedono carico aerodinamico, stabilità del telaio e precisione nei cambi di direzione. È qui che pesano soprattutto le forze laterali. Curva 9 è un tornante lento e rimette sotto esame la trazione; nel settore finale, dopo le veloci 12 e 13, la sequenza curva 14-rettilineo-curva 15-rettilineo restituisce centralità alla power unit.

Le quattro zone di straight mode previste (rettilineo di partenza, tra le curve 3 e 4, tra la 8 e la 9 e sul rettilineo opposto fino alla 15) rendono meno oneroso caricare la macchina per il tratto guidato. L’aerodinamica attiva riduce la resistenza aprendo gli elementi mobili delle ali, e questo lascia margine per cercare prestazione nel settore centrale. Restano determinanti l’efficienza delle parti fisse della vettura e la disponibilità di energia elettrica.

Energia: due rettilinei e una batteria da gestire

L’energia sarà uno dei nodi del weekend, anche se non il più estremo del calendario. Sepang si colloca nella media delle piste 2026, vicino a Canada e Austria, e dovrebbe essere meno punitiva di Baku. Le staccate di curva 1, 4 e 15 offrono occasioni di recupero, mentre i tratti veloci richiedono un’erogazione prolungata. Il passaggio più delicato sono i due rettilinei finali: quasi due chilometri separati dal solo tornante 15, con poco spazio per ricostituire quanto speso.

Le simulazioni indicano che il vero clipping, cioè il calo dell’erogazione elettrica prima della staccata, dovrebbe limitarsi agli ultimi 100-300 metri dei rettilinei. I team dovranno comunque scegliere con attenzione dove concentrare il contributo elettrico. Con queste temperature, in più, raffreddamento e gestione termica del sistema ibrido pesano sull’efficienza complessiva.

Pneumatici: il degrado termico può decidere la gara

La variabile decisiva potrebbe essere la durata delle gomme. Pirelli ha scelto le mescole C2, C3 e C4, rispettivamente hard, medium e soft, con l’obiettivo di allargare le possibilità strategiche e avvicinare i tempi complessivi tra una e due soste. Le simulazioni del venerdì diranno se in condizioni asciutte il secondo pit stop diventa un’ipotesi concreta.

L’asfalto è abrasivo e non viene rifatto dal 2017. Con il caldo e le sollecitazioni delle curve veloci non sarà semplice tenere gli pneumatici nella corretta finestra di temperatura. L’anteriore sinistra lavorerà molto nelle lunghe curve del settore centrale, mentre il posteriore dovrà sopportare la coppia scaricata a terra nelle ripartenze dalle curve 9 e 15. Il grip iniziale sarà basso e l’evoluzione forte: trovare subito il bilanciamento giusto varrà parecchio.

McLaren: curve veloci e un punto interrogativo sulle gomme

Su queste basi McLaren sembra avere le caratteristiche più adatte. La stabilità nelle curve veloci e la capacità di generare carico possono diventare un vantaggio proprio nella parte di Sepang in cui la vettura resta a lungo in appoggio. Lo straight mode aiuta a contenere il prezzo della resistenza aerodinamica e la motorizzazione Mercedes offre una base solida per i tratti più dispendiosi.

Le gomme, però, sono il tema aperto. A Madrid Norris aveva costruito oltre sei secondi su Antonelli nel primo stint prima che la virtual safety car gli togliesse la vittoria, mentre Piastri ha parlato di una gara da incubo per il graining. A Baku, dove il team aveva portato un grosso pacchetto di aggiornamenti, la curva 1 è stata da dimenticare: Norris eliminato in un contatto dopo la ripartenza, Piastri finito nella via di fuga mentre difendeva dall’attacco di Hadjar. Sepang offrirà subito occasioni per misurare i progressi.

Mercedes: un nuovo pacchetto per difendere il primato

Mercedes conserva credenziali fortissime. La qualità della power unit, l’efficienza energetica, il drag contenuto e la prestazione nelle accelerazioni sono risorse utili su un circuito così vario.

Arriva inoltre un nuovo pacchetto di aggiornamenti, con interventi su fondo, pance e ali pensati per aumentare il carico senza intaccare l’efficienza sul dritto. Il team ne attende un passo avanti nell’ordine dei tre decimi. La pista dirà se è davvero così, e se il salto basta per allungare sulla McLaren.

Ferrari: la carta delle gomme e il limite dei rettilinei

Ferrari arriva con opportunità precise e limiti altrettanto riconoscibili. Nel settore centrale e nelle curve 12-13 può sfruttare il carico, e la finestra di funzionamento relativamente ampia aiuta su un tracciato che alterna richieste molto diverse.

La gestione delle gomme è la carta più interessante per Maranello. A Zandvoort la SF-26 ha mostrato in gara più di quanto dicessero le posizioni di partenza (quinto e sesto posto in qualifica): il nuovo fondo ha funzionato subito e la conservazione degli pneumatici ha permesso di arrivare alla gara con un set nuovo di soft. In Olanda il problema era scaldare le gomme sul giro di lancio, tanto che Leclerc e Hamilton avevano bisogno di due giri. Il caldo di Sepang dovrebbe attenuare proprio quel difetto.

Madrid, però, ricorda il rovescio della medaglia: Leclerc ha tenuto la hard per 48 giri con il pieno di carburante, sperando in una virtual safety car o in una safety car che non sono mai arrivate. Se a Sepang il degrado termico sarà alto, questa pazienza potrebbe invece pagare e tenere la Ferrari agganciata al gruppo di testa.

La difficoltà sarà contenere il ritardo nelle ripartenze e sui rettilinei, dove trazione e rendimento della power unit possono pesare sul tempo complessivo. Anche il posteriore richiederà attenzione, perché la buona conservazione delle gomme vista altrove dovrà reggere alle temperature malesi.

Red Bull: qualifica e pioggia per sperare nella sorpresa

Red Bull arriva con una power unit sviluppata con Ford che molti considerano il riferimento del lotto. A Madrid Verstappen ha mancato la pole per poco più di un decimo e ha preso il via dalla seconda fila: la velocità in qualifica c’è, e Sepang può offrire il terreno per ripeterla grazie alla bassa resistenza e a un buon comportamento nel veloce.

Resta da capire se quel passo reggerà in gara. Il bagnato cambierebbe il peso relativo dei limiti della monoposto e delle qualità del pilota, aprendo un weekend molto diverso da quello preparato sull’asciutto.

Pronostico: Mercedes e McLaren davanti, Ferrari cerca spazio

Il quadro alla vigilia vede Mercedes e McLaren come principali candidate alla pole e alla vittoria, con Ferrari e Verstappen pronti a inserirsi.

In gara la Rossa può provare a far valere la tenuta degli pneumatici. Per riuscirci dovrà limitare ciò che perde tra una curva e l’altra: a Sepang il vantaggio di una gomma ancora efficace deve sopravvivere fino alla fine dei due rettilinei.