Leo Turrini mette uno accanto all’altro i due team principal che hanno guidato la Ferrari negli ultimi otto anni e arriva a una conclusione che a Maranello non farà piacere a nessuno: Frédéric Vasseur, al suo quarto anno, sta percorrendo la stessa strada di Mattia Binotto.
«Vasseur, al suo quarto anno in Ferrari, ricalca Binotto, che aveva avuto quattro anni. In sostanza, il punto con cui ci stiamo confrontando è che è cambiato poco o quasi niente sul piano dei risultati: non hai vinto mai, e in questi dodici anni una macchina, dico un prodotto tecnico di cui si possa dire “la Ferrari è il punto di riferimento per il resto della concorrenza”, non l’hai mai avuta. Quindi, attraverso gestioni diverse e personalità distinte, dobbiamo partire da questa premessa.»
Vittorie sì, titoli no
Quel «non hai vinto mai» va letto in chiave iridata, perché di gare la Ferrari ne ha vinte con entrambi. Binotto, al comando dal 2019 al 2022, ha portato a casa i successi di Spa, Monza e Singapore nella sua prima stagione e poi un 2022 partito da favorita, con Charles Leclerc in testa al campionato nelle prime gare prima del crollo tra errori di strategia e problemi di affidabilità. Vasseur ha chiuso il 2024 con cinque vittorie e il secondo posto tra i costruttori a 14 punti dalla McLaren, e quest’anno ha già festeggiato con Lewis Hamilton a Barcellona e con Leclerc a Silverstone.
Il Mondiale però è rimasto sempre altrove. L’ultimo titolo costruttori è del 2008, e nel frattempo sono passati per la Gestione Sportiva team principal, direttori tecnici e progettisti di ogni scuola. Se il risultato resta uguale mentre cambiano le persone al vertice, forse il problema non sta solo nelle persone al vertice.
Il bivio di fine stagione
Vasseur ha rinnovato il contratto nell’estate del 2025. In Ferrari, però, i contratti hanno sempre contato fino a un certo punto. Turrini è convinto che a fine anno i conti verranno fatti comunque, tra Maranello e la sede di Exor.
«Io immagino che alla fine di questa stagione, a Maranello o a Torino, sarà fatta una riflessione, perché a quattro anni si tirano le somme: quattro anni Binotto, quattro anni Vasseur. Devono capire se ci credono in questa gestione oppure no.»
Il paragone con Binotto non è un complimento, e a Maranello lo sanno. L’ingegnere di Losanna uscì a fine 2022 dopo un secondo posto nel Mondiale costruttori, cioè con un piazzamento che oggi molti firmerebbero. Se il criterio resta quello, anche Vasseur ha poco da stare tranquillo. Resta un dubbio che nessun cambio al muretto ha mai sciolto: a cosa servirebbe il sesto team principal dal 2014, se la macchina “punto di riferimento” dal reparto corse non esce da così tanto tempo?

















