A Baku Kimi Antonelli ha vissuto il weekend più complicato da diversi mesi a questa parte. Il contatto con il muro alla curva 1 in Q1 lo ha costretto a partire sedicesimo, da lì ha rimontato fino al quinto posto, mentre il compagno George Russell vinceva partendo dalla pole. In classifica il vantaggio del bolognese è sceso da 81 a 66 punti, 302 contro 236, a otto gare dalla fine.
Alla domanda se, al posto di Antonelli, con 66 punti di margine si sentirebbe tranquillo, l’ingegner Gabriele Tredozi, per anni responsabile tecnico della Minardi, ha risposto senza esitazioni.
«Tranquillo è impossibile. Credo che Kimi abbia fatto un campionato che molti non si aspettavano. Secondo me è molto forte. Russell è un campione, ricordiamo il compagno di squadra.»
Un errore pagato, un risultato salvato
Sul weekend azero il giudizio di Tredozi è comprensivo. L’errore in qualifica c’è stato ed è costato caro. In gara però Antonelli ha fatto quello che la situazione chiedeva.
«Ha fatto un errore quest’anno e l’ha pagato. In una stagione così competitiva, in mezzo a tutti quanti, ci sta, non c’è niente di male. Sicuramente non è stato un weekend brillante, però credo abbia fatto la cosa giusta nella condizione in cui era. Ha portato a casa un risultato non stupido, che gli ha permesso di perdere solo 15 punti.»
I punti lasciati per strada
Il margine, del resto, poteva essere ancora più ampio. Antonelli ha perso due risultati pesanti per problemi tecnici, uno in più di Russell, rimasto a piedi in Canada mentre era in testa. A Barcellona era secondo quando la sua Mercedes si è fermata a pochi giri dalla bandiera a scacchi. A Silverstone lottava con Charles Leclerc per la vittoria quando, a undici giri dalla fine, ha ceduto lo schermo della ruota anteriore sinistra: sosta ai box per rimuoverlo, cinque secondi di penalità per i limiti della pista superati con la macchina ormai poco guidabile e un sedicesimo posto finale, senza punti.
«Gli auguro di vincere il campionato del mondo. Credo che sarà sempre presente nei prossimi Gran Premi. Poi quello che può succedere è difficile da sapere, è imprevedibile.»
Da pilota forte a candidato al titolo
A inizio anno, ricorda Tredozi, Antonelli non era considerato il grande favorito. Lo si vedeva come un pilota forte in una squadra forte, niente di più. Oggi, a 20 anni e alla seconda stagione in Formula 1, ha già vinto otto Gran Premi, più di qualsiasi altro pilota nel 2026.
«A 20 anni, alla sua seconda stagione di Formula 1, ha dimostrato di andare molto forte, ha vinto 8 Gran Premi. Quindi credo abbia le capacità e le qualità per poter vincere il mondiale. Poi ci sono tanti fattori. Se le cose vanno in modo normale, senza sfortune o cose inaspettate, credo abbia la capacità di mantenere questo vantaggio.»
Sessantasei punti sono più di due vittorie e mezza di vantaggio. Basta però un altro guasto come quelli di Barcellona e Silverstone, o un altro weekend storto come quello di Baku, per rimettere in gioco un Russell che dopo la pausa estiva sembra aver ritrovato il suo passo. Le gare Antonelli ha già dimostrato di saperle vincere. Nelle prossime otto dovrà gestire un campionato da leader, che è un altro mestiere.

















