Ad
venerdì, Ottobre 2, 2026
Home Notizie Interviste - Pit Talk Mercedes a Baku, Tredozi: il segreto non è solo il motore

Mercedes a Baku, Tredozi: il segreto non è solo il motore

A Baku George Russell ha centrato il primo grand slam della carriera, mentre Max Verstappen, partito ottavo, ha chiuso a soli 196 millesimi. L'ingegner Gabriele Tredozi, per anni responsabile tecnico della Minardi, spiega perché la forza della Mercedes sta nel pacchetto e non solo nel motore, visto che per la FIA il miglior termico è quello della Red Bull Ford, e perché l'overtake mode ha tenuto l'olandese attaccato alla W17 fino al traguardo.

Mercedes W17, GP Cina 2026 - Credito: Liauzh via Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Il sabato di Baku ha consegnato a George Russell il primo grand slam della carriera: pole position, vittoria, giro più veloce e tutti i giri in testa. Nel suo giorno perfetto non è mancato però il brivido, perché sul rettilineo d’arrivo la Red Bull di Max Verstappen, partito ottavo, gli si è affiancata e ha tagliato il traguardo a 196 millesimi. L’ingegner Gabriele Tredozi, per anni responsabile tecnico della Minardi, ha riletto la gara partendo da due domande: da dove arriva la superiorità della Mercedes, e quanto c’era di Verstappen in quella rimonta.

Una macchina completa

Interpellato sul vantaggio della Mercedes e sul peso del motore e della gestione dell’energia, Tredozi allarga il discorso a tutta la vettura.

«Secondo me è una macchina completa: è un pacchetto che funziona molto bene e ha buoni piloti, questa è la prima cosa. Ed è ottima anche perché la Mercedes non è l’unica macchina che usa quel motore: lo usano la McLaren, l’Alpine, la Williams. È un pacchetto di power unit molto forte.»

I numeri gli danno ragione. Dopo quindici Gran Premi la Mercedes ne ha vinti 11, otto con Kimi Antonelli e tre con Russell, e ha conquistato altrettante pole. Le altre quattro partenze dal palo sono andate a Lando Norris con la McLaren, tre volte, e a Pierre Gasly con l’Alpine a Monza. Tutte monoposto spinte dal motore di Brixworth: quest’anno, in qualifica, nessun altro propulsore è mai scattato davanti.

Il miglior termico? Quello della Red Bull Ford

Guardando al solo motore termico, però, la graduatoria cambia. Nelle valutazioni della FIA per l’ADUO, il meccanismo che concede occasioni di sviluppo supplementari ai costruttori in ritardo, il riferimento è l’endotermico della Red Bull Ford, al debutto assoluto come motorista in Formula 1. Nella prima verifica la Mercedes era stata collocata fra il 2 e il 4% più indietro, Ferrari, Honda e Audi oltre il 4%.

«Fa pensare che un team che fa per la prima volta un motore di Formula 1 faccia il motore migliore. Dobbiamo credere ai dati effettivi, però la differenza è molto poca, stiamo parlando di cose molto piccole. Parlando di motore termico, quello Mercedes non è il migliore, però secondo me il pacchetto endotermico più elettrico, gestito come lo gestisce la Mercedes, probabilmente è il migliore.»

Il resto lo fa il telaio. La W17, osserva Tredozi, è costante, veloce in gara e con tutte le mescole. L’unica ad averle dato davvero fastidio è stata la McLaren, capace di prestazioni molto buone su alcune piste ma mai con continuità.

Verstappen, la gara migliore della stagione

Poi c’è Verstappen. In qualifica una Q3 andata storta lo aveva relegato all’ottava casella, eppure in gara ha tenuto un passo da Mercedes, mentre il compagno Isack Hadjar, al rientro dopo sei settimane di stop, completava il podio in terza posizione. Per Tredozi non è stato un exploit legato alla pista.

«In gara ha fatto secondo me la miglior gara dell’anno, e credo sia un guadagno solido, non un fatto a spot di una pista o dell’altra. Ha fatto una gara incredibile, il passo che aveva era a livello della Mercedes, anche se stando dietro hai sempre il vantaggio di essere in scia.»

Quel vantaggio, a Baku, ha un nome preciso: overtake mode. Con le regole 2026 chi transita dal punto di rilevamento a meno di un secondo dalla vettura che lo precede riceve energia elettrica in più da spendere nel giro successivo. Su un rettilineo di circa due chilometri da fare in pieno, quella spinta vale parecchio.

«Lui perdeva comunque nel giro, però rimaneva sotto il secondo e nell’ultimo detection point riusciva di nuovo a ridurre il suo svantaggio di 3-4 decimi. Rimaneva attaccato nel secondo, poi riusciva a guadagnare quel mezzo secondo su due chilometri di rettilineo grazie alla condizione che glielo permetteva.»

Senza quell’aiuto, ammette Tredozi, Russell se ne sarebbe andato. Il meccanismo ricorda un po’ il fungo di Super Mario Bros: chi insegue riceve la sua dose di energia e resta in partita. Si può sorriderne. Sabato però ha tenuto aperta la sfida fino all’ultimo metro.

«Le regole sono queste e dobbiamo accettarle. Bravo comunque Max a spingere: ha rischiato tantissimo, perché ha spinto al massimo, e forse, se avesse avuto la possibilità di arrivare alla fine del giro con 5-6 decimi, avrebbe passato.»

Lo stesso Verstappen, a fine gara, ha ridimensionato quei 196 millesimi. Nell’ultimo stint il distacco era rimasto sempre intorno al secondo, e sul traguardo Russell aveva perso spinta per un ritardo di risposta del turbo, dopo aver alzato il piede per le bandiere gialle causate dall’incidente di Valtteri Bottas. Anche partendo secondo, ha riconosciuto l’olandese, con quel passo della Mercedes passare sarebbe stato molto difficile.

Resta il fatto che Verstappen, ancora a secco di vittorie nel 2026, a Baku è arrivato più vicino che mai al primo successo stagionale. Se il passo avanti della Red Bull è solido come pensa Tredozi, nelle ultime otto gare la Mercedes potrebbe ritrovarsi davanti un avversario in più.