Ad
domenica, Ottobre 11, 2026
Home Notizie Interviste - Pit Talk Turrini: «Vigna ed Elkann non sanno niente di Formula 1»

Turrini: «Vigna ed Elkann non sanno niente di Formula 1»

Da Montezemolo a Marchionne, i presidenti della Ferrari hanno sempre trasmesso un coinvolgimento diretto nelle corse. Oggi, secondo Leo Turrini, Frédéric Vasseur si trova davanti l'amministratore delegato Benedetto Vigna e il presidente John Elkann, entrambi lontani dal mondo della Formula 1. Un vuoto ai piani alti che pesa su qualsiasi team principal, con Piero Ferrari, 81 anni, unico riferimento rimasto in famiglia.

John Elkann, Presidente Ferrari

Quando si discute del futuro di Frédéric Vasseur di solito si parla di risultati, strategie sbagliate e rapporti con i piloti. Leo Turrini alza lo sguardo di un paio di piani, fino agli uffici dove si prendono le decisioni che contano. E lì, a suo giudizio, la Ferrari di oggi ha un vuoto che le gestioni del passato non avevano.

«È assolutamente evidente: io non voglio fare il nostalgico di Montezemolo, che per me è stato un presidente straordinario. Ma posso dirti che, pur avendo idee certamente diverse nell’approccio alla materia, anche Marchionne era un presidente che trasmetteva quanto ci teneva.»

Da Montezemolo a Elkann

Luca di Montezemolo ha guidato Maranello dal 1991 al 2014, gli anni della ricostruzione affidata a Jean Todt e dell’era Schumacher. Dopo di lui è arrivato Sergio Marchionne, presidente fino alla morte nel luglio del 2018: un manager con un’idea di corse molto diversa, esigente fino all’eccesso, che però in pista si faceva vedere e di Formula 1 parlava in prima persona. Da allora la presidenza è di John Elkann, mentre dal settembre 2021 l’amministratore delegato è Benedetto Vigna, fisico di formazione arrivato dalla STMicroelectronics.

«Oggi abbiamo John Elkann, che ha uno stile completamente diverso. E allora siamo schietti: quando il curato di campagna, alias Fred Vasseur, ormai alla fine del suo quarto anno in quel ruolo, va a parlare con i vertici dell’azienda, trova Benedetto Vigna, l’amministratore delegato, molto probabilmente un genio su altre cose ma che non sa assolutamente niente di Formula 1, e John Elkann, che non sa niente di Formula 1 neanche lui.»

Un team principal senza sponda

Il giudizio è durissimo e va preso per quello che è, l’opinione di chi Maranello la frequenta da decenni. Il problema che solleva però è concreto. Un team principal ha bisogno di qualcuno sopra di sé che capisca davvero cosa gli sta chiedendo quando domanda tempo, soldi o un tecnico da un’altra squadra. Senza quella sponda, ogni decisione diventa una trattativa con chi ragiona da azienda quotata in Borsa.

In famiglia resta un solo nome, e Turrini lo fa con una punta di affetto e parecchia amarezza.

«Quindi chi sono i referenti di Vasseur? Il mio amico Piero Ferrari ha 81 anni.»

Piero Ferrari, figlio del fondatore e vicepresidente dell’azienda, è rimasto l’ultimo legame diretto con la storia sportiva della Rossa. Ma non si può chiedere a lui di fare da parafulmine alla Gestione Sportiva. Chiunque siederà sul muretto nel 2027, che sia ancora Vasseur o un suo successore, rischia di trovarsi nella stessa posizione: solo, con un amministratore delegato che guarda ai conti trimestrali e un presidente che ha molti altri fronti aperti, da Stellantis alla Juventus. Cambiare il team principal, in queste condizioni, basterà?