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martedì, Agosto 18, 2026
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Pirro torna su Abu Dhabi 2021: “Michael Masi aveva scelto la soluzione più sensata”

A quasi cinque anni da Abu Dhabi 2021, Emanuele Pirro torna sulla gestione di quel finale controverso e rivaluta l'operato di Michael Masi. Secondo l'ex commissario sportivo FIA, il direttore di gara scelse la soluzione più logica per garantire una ripartenza, anche se non prevista dal regolamento. Pirro resta convinto che il risultato finale non sarebbe comunque cambiato. L'intervista arriva a pochi giorni dal discusso epilogo del GP di Silverstone 2026, anch'esso deciso dietro Safety Car.

doppiati abu dhabi 2021

Ci sono episodi che non appartengono più soltanto alla cronaca sportiva. Diventano ferite aperte, spartiacque capaci di dividere tifosi, addetti ai lavori e perfino la stessa Federazione.

Il finale del GP di Abu Dhabi 2021 è uno di questi.

A quasi cinque anni di distanza, quella Safety Car entrata dopo l’incidente di Nicholas Latifi continua a essere uno dei momenti più controversi nella storia della F1 moderna. Una decisione che consegnò a Max Verstappen il suo primo titolo mondiale e costò a Lewis Hamilton quello che sarebbe stato l’ottavo iride.

Eppure, proprio mentre il tema è tornato d’attualità dopo il discusso finale di Silverstone 2026, Emanuele Pirro ha scelto di prendere una posizione netta.

L’ex pilota, già commissario sportivo FIA per tredici stagioni, non assolve completamente Michael Masi, ma ne rivaluta pubblicamente l’operato.

Una lettura destinata a far discutere.

“Ha scelto l’unica soluzione non prevista”

Intervenuto ai microfoni di Pit Talk, Pirro ha ricostruito quei minuti che cambiarono la storia recente della Formula 1.

Secondo lui il direttore di gara australiano aveva davanti tre possibilità.

Lasciare tutti i doppiati al loro posto, facendo terminare la corsa dietro Safety Car.

Far sdoppiare tutte le vetture, come previsto dal regolamento, sapendo però che il tempo residuo non avrebbe consentito di ripartire.

Oppure tentare una soluzione intermedia.

Ed è proprio quella che Michael Masi scelse.

“Lui ha pensato di velocizzare perché far ripartire la gara, specialmente una così cruciale, era la priorità numero uno.”

Masi autorizzò infatti soltanto le vetture comprese tra Hamilton e Verstappen a sdoppiarsi, facendo ripartire immediatamente la corsa.

Una procedura che la stessa FIA avrebbe poi riconosciuto come non conforme al regolamento, pur sottolineando che il direttore di gara aveva agito in buona fede.

Un errore regolamentare, ma non sportivo?

È qui che arriva la riflessione più interessante di Pirro.

Per l’ex commissario FIA, il problema non fu tanto l’intenzione della decisione, quanto il fatto che quella specifica procedura non fosse prevista dal regolamento.

“Lui ha scelto la cosa più sensata, ma l’unica non contemplata dal regolamento.”

Una distinzione sottile, ma fondamentale.

Pirro non sostiene che Masi abbia applicato correttamente il regolamento.

Sostiene invece che abbia cercato la soluzione più logica per garantire una ripartenza, evitando che il Mondiale si decidesse dietro la Safety Car.

Una valutazione che sposta il dibattito dal terreno politico a quello operativo.

“Il risultato non sarebbe cambiato”

La parte più forte dell’intervento arriva però subito dopo.

Pirro è convinto che, comunque fossero andate le cose, Max Verstappen avrebbe conquistato il titolo mondiale.

“Se non avesse fatto sdoppiare nessuno, il risultato non sarebbe cambiato perché quei tre si sarebbero volatilizzati.”

Va detto con chiarezza: si tratta della ricostruzione di Pirro, non di un dato verificabile. Nessuno può sapere con certezza come sarebbe finita una gara che non si è mai corsa in quei termini.

Il ragionamento è semplice.

Verstappen montava pneumatici Soft nuovi.

Hamilton era rimasto in pista con gomme ormai molto usurate, scegliendo di mantenere la posizione quando entrò la Safety Car.

Secondo Pirro, se anche tutti i doppiati fossero rimasti davanti ai due contendenti, al momento della ripartenza sarebbero stati rapidamente superati, lasciando Verstappen nelle condizioni ideali per attaccare Hamilton.

Viceversa, facendo sdoppiare tutte le vetture secondo la procedura ordinaria, il tempo necessario avrebbe portato la gara a concludersi neutralizzata.

Ed è proprio questo, secondo Pirro, il vero paradosso.

Qualunque scelta avrebbe generato polemiche.

“La Formula 1 ha perso un direttore di gara”

C’è infine una frase che pesa quasi quanto tutto il resto dell’intervista.

Pirro rivela di aver parlato con Michael Masi proprio nei giorni scorsi.

Un dettaglio che rende ancora più significativo il suo giudizio.

“Penso che la Formula 1 abbia perso un direttore di gara di valore.”

Una dichiarazione destinata inevitabilmente a dividere il paddock.

Dopo Abu Dhabi 2021, la FIA rimosse Masi dal ruolo di direttore di gara e riformò profondamente Race Control, introducendo nuove procedure e modificando anche il regolamento relativo alla Safety Car proprio per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Silverstone ha riaperto una ferita mai chiusa

Non è un caso che Pirro abbia affrontato proprio oggi quell’episodio.

Il finale del GP di Silverstone 2026, concluso dietro Safety Car dopo un errore del sistema informatico che aveva inizialmente annunciato una ripartenza, ha inevitabilmente riportato tutti con la memoria ad Abu Dhabi.

La differenza, questa volta, è stata evidente.

La Direzione Gara ha applicato il regolamento alla lettera, anche a costo di sacrificare lo spettacolo.

Proprio per evitare che si ripetesse ciò che accadde nel dicembre 2021.

E forse è proprio questo il messaggio che emerge dalle parole di Pirro.

Abu Dhabi non è stata soltanto una pagina controversa della storia della Formula 1.

È diventata il punto da cui è nata una nuova filosofia arbitrale: meno discrezionalità, più rispetto delle procedure.

Ma questo non cancella una domanda che continuerà a dividere gli appassionati ancora per molti anni.

Michael Masi commise un errore?

Secondo Emanuele Pirro sì.

Ma fu l’errore di un uomo che cercò di far vincere lo sport, non di piegare il risultato.

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