In F1 è andato in scena il GP d’Italia sul circuito di Monza, con la Ferrari protagonista in negativo dinanzi ai propri tifosi. Prima il sabato con la mancata pole position, poi in gara con Hamilton solo sesto al traguardo, e Leclerc subito fuori dal GP per via di un’uscita di pista alla Parabolica. Ma andiamo con ordine: partendo dal fatto che l’importante è che il monegasco non si sia fatto male nell’incidente, è chiaro che quanto emerso da Monza è evidente: la Ferrari non potrà lottare per il mondiale. Almeno quest’anno.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#F1 #ItalianGP
Nonostante l’introduzione dell’ADUO 2 per quel che riguarda la power-unit, e di altri aggiornamenti tecnici sulla SF-26, il Cavallino non ha potuto far nulla contro lo strapotere della Mercedes. Ma non solo, anche Red Bull (con Verstappen) e McLaren hanno mostrato di essere più competitivi della Rossa nella pista brianzola. Insomma un GP di casa da dimenticare, nel giorno dove i tifosi del Cavallino hanno comunque avuto da festeggiare la clamorosa vittoria di Kimi Antonelli. Peccato solo che il bolognese guidi una vettura tedesca.
Detto ciò, un episodio che si sarebbe potuto gestire al meglio è il via della corsa, quando i due ferraristi sono entrati in bagarre tra loro alla prima chicane. Il risultato? Leclerc che accompagna verso l’esterno Hamilton, con l’inglese che è scivolato in undicesima posizione. Poi l’incidente di Charles, che ha costretto i commissari ad esporre la bandiera rossa. Alla ripartenza Lewis è riuscito a rimontare sino alla terza posizione, salvo poi dover far i conti con un set di medie che non hanno performato bene. E poi le continue lamentele di Lewis via radio, con l’inglese che si è sempre lamentato di mancanza di potenza sulla sua Ferrari.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#F1 #ItalianGP
Il ritmo gara mostrato dall’unica Ferrari superstite è stato troppo altalenante. Hamilton faceva un giro buono, e poi due tre successivi 1″ più lento. Inspiegabile ed imbarazzante al tempo stesso la mancanza di potenza della power-unit in diversi frangenti della corsa. Mentre i motorizzati Mercedes e Ford (con Verstappen) potevano disporre di più potenza nell’arco di diversi giri. Ed in un circuito come Monza se non hai una potenza costante la paghi in termini di performance.
Forse la prima sessione di libere aveva illuso i tifosi della Rossa, poi man mano che il weekend è proseguito è emersa la superiorità degli avversari. In F1 basta davvero poco perchè le cose cambino, e dalle FP2 in avanti per la Ferrari è andato sempre meno meglio. Il verdetto di Monza lascia davvero poche speranze. Il Cavallino dovrà dire addio al mondiale piloti di F1, ma anche a quello costruttori. Monza doveva essere una sorta di “sliding doors”, invece si è rivelata una sconfitta tecnica ma anche morale probabilmente. Ora tra una settimana la F1 correrà nuovamente nel tracciato inedito di Madrid, poi sarà la volta di Baku. Ma la sensazione è che il Cavallino abbia alzato definitivamente bandiera bianca dopo la debacle di oggi.
Alberto Murador
















