
In F1 è ancora Andrea Kimi Antonelli il leader di questo mondiale, nonostante due ritiri in tre gare, ed un terzo posto ottenuto in Austria nel penultimo GP. Il bolognese della Mercedes continua a mostrare grande padronanza del mezzo, continuando ad andare più veloce del team-mate Russell. E domenica scorsa senza il problema tecnico sulla sua monoposto, Antonelli avrebbe raggiunto e passato Leclerc nei giri finali del GP di Gran Bretagna.

Credits: Mercedes AMG Petronas F1 Team via X
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Dalla sua il bolognese ha la consapevolezza di essere l’indiscusso leader del team di Brackley, e (forse) solo i problemi d’affidabilità della Mercedes potranno eventuale rallentare la scalata mondiale del pilota italiano. In una situazione normale in F1 (così come in altri sport) un ritiro in un GP quando si è in piena lotta per la vittoria a poche tornate dal termine avrebbe delle ripercussioni negative in un pilota, ma nel caso di Antonelli la cosa è diversa. Kimi dentro di se ha acquisito una sicurezza nei suoi mezzi in questi ultimi mesi che lo rendono “immune” in queste situazioni.
Secondo Emanule Pirro intervenuto ai microfoni di Pit-Talk, Antonelli ha raggiunto una forza anche dal punto di vista mentale in F1. In pratica il pilota classe 2006 lascia Silverstone con la magra consolazione di aver vinto la Sprint Race (e la pole conquistata), ma dentro di se sa di poter contare sulla sua dominanza psicologica. In pratica secondo il cinque volte vincitore della 24 ore di Le Mans Antonelli ha tutte le carte in regola per metabolizzare rapidamente un weekend negativo come quello di Silverstone:

“Per un pilota, se perdi una gara per motivi non dipendenti da te ma ti senti forte, la cosa scivola via. Nel Campionato Europeo di F3 nell’83 vinsi le prime due gare, nella terza ero in testa e finimmo la benzina a due curve dalla fine. Una gara buttata via, ma pensai: “Sono forte, guardiamo avanti”. Questo aiuta Kimi. È meglio perdere punti che perdere sicurezza in se stessi e prestazioni. Quando Hamilton ha vinto a Barcellona, alla fine Antonelli ne è uscito vincitore perché ha dominato finché non è rimasto a piedi con la macchina. Il problema arriva quando perdi competitività e l’altro ti batte.”
O se vogliamo vedere la cosa sotto un altro punto di vista, si potrebbe affermare che è peggio per Russell essere arrivato secondo nel GP di casa con la consapevolezza di non aver mai avuto il passo del tuo team-mate. Anzi, Russell a Silverstone non aveva nemmeno il passo delle due Ferrari se vogliamo dirla tutta. È proprio Antonelli che riesce a fare la differenza in pista, non solo dal punto di vista della velocità. Ma soprattutto dal fattore psicologico, di questo inedito Kimi 2.0 del 2026, molto maturato e conscio dei suo mezzi rispetto al 2025. Ovvero la stagione di esordio in F1 per il bolognese.

Credits: @MercedesAMGF1 via X
Poi la grande forza mentale che ha ora Kimi lo dice anche il fatto di aver voluto proseguire il GP nonostante il problema tecnico sulla sua Mercedes. Russell al posto di Antonelli avrebbe forse scelto la soluzione di ritirarsi prima della fine della gara. E questo la dice lunga su come Kimi stia “cucinando” lentamente a fuoco lento il “baronetto” inglese. Anche da queste piccole cose, un pilota di F1 può maturare ulteriormente e diventare campione del mondo.
Alberto Murador












