Ad
lunedì, Settembre 7, 2026
Home Gli altri volti del motorsport IndyCar | Scott McLaughlin mostro della Laguna, Kirkwood vice-campione

IndyCar | Scott McLaughlin mostro della Laguna, Kirkwood vice-campione

Laguna Seca chiude la stagione 2026 di IndyCar: vittoria di Scott McLaughlin, con Kirkwood vice-campione e Lundgaard terzo alle spalle del dominatore Alex Palou. Il bilancio squadra per squadra tra Penske ritrovata, Andretti a corrente alternata, il futuro Ed Carpenter a Westfield e la rivoluzione Arrow McLaren con Dixon e Rosenqvist per il 2027. Chiude il racconto la dedica ad Alex Zanardi, a cui Laguna Seca ha intitolato lo storico Cavatappi.

Scott McLaughlin, IndyCar 2026

La NTT IndyCar Series ha concluso la stagione 2026 sul meraviglioso tracciato di Laguna Seca. Pole position e vittoria per Scott McLaughlin (Team Penske), secondo posto per Kyle Kirkwood (Andretti Global), terzo Alexander Rossi (Ed Carpenter Racing). Delineati quindi i primi tre classificati del campionato. Oltre al vincitore Alex Palou (Chip Ganassi Racing), Kirkwood si conferma vice-campione, terzo Christian Lundgaard (Arrow McLaren).

Team Penske termina la stagione con un’iniezione di fiducia incredibile, soprattutto perché Scott McLaughlin sembra finalmente ritrovato. Pole position e gara condotta dall’inizio alla fine, senza mai una sbavatura. Weekend perfetto per il neozelandese, in crescendo per tutta la seconda parte di stagione. David Malukas quinto, sorpassato sul finale di gara da Felix Rosenqvist, certifica un’annata di apprendistato, anche se rimane l’unico dei Penske Boys senza vittorie. Gara scialba di Josef Newgarden, alle prese con una stagione particolarmente sfortunata. Il 2026 dice tre vittorie e diversi podi per i ragazzi di The Captain. Dopo il 2025 serviva un cambio di passo e, decisamente, lo abbiamo visto. Adesso serve un cambio di passo in vista della prossima stagione, ma è chiara l’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno. Penske è tornato, e non potremmo esserne più contenti.

Andretti Global tenuto a galla da Kyle Kirkwood che, arrivando secondo, fa secondo anche in campionato dietro al marziano Palou. Nono posto per Marcus Ericsson, gara da dimenticare per Will Power, terminata nelle retrovie. A parte il secondo posto finale di Kirkwood, per Andretti non c’è molto da sorridere. L’anno di Will Power è stato difficile e Marcus Ericsson continua a essere seduto sulla 28 senza motivo apparente. Speriamo che la lunga pausa invernale porti consiglio, ma la sensazione è che si dovesse verificare il ritorno ai motori Chevrolet, per la squadra sarà un altro anno di transizione.

Ed Carpenter Racing chiude in bellezza con una gran bella prestazione di Alexander Rossi, giunto sul gradino più basso del podio. Stagione decisamente sotto tono per il team di Ed Carpenter ma, in vista del prossimo anno, si può sperare in qualcosa di buono. Il team lascerà la vecchia sede per trasferirsi a Westfield, in Indiana, dove la squadra avrà a disposizione strutture all’avanguardia e un quartier generale molto più grande del precedente. Sia Rossi che Christian Rasmussen sono stati confermati, quindi non ci rimane che attendere. Indianapolis sta diventando quello che l’Inghilterra rappresenta per la Formula 1. Nella capitale dell’Indiana, infatti, possiamo trovare quasi tutti i team che partecipano al campionato: Arrow McLaren, Andretti Global, Rahal Letterman Lanigan Racing, AJ Foyt Racing e, adesso, Ed Carpenter Racing.

Arrow McLaren mette Christian Lundgaard in sesta posizione, Pato O’Ward in undicesima e Nolan Siegel nelle ultime posizioni con tanto di escursione sull’erba. Sarà il team che cambierà di più nel 2027 (fuori Lundgaard e Siegel, dentro Dixon e Rosenqvist – NDR), ma se non cambiano le cose ai piani alti, sarà dura. Il Dixon che arriva sembra sempre più lontano parente del sei volte vincitore della IndyCar e O’Ward è troppo discontinuo per pensare che possa diventare di colpo un pilota costante. Staremo a vedere, ma le premesse, al momento, non ci sono. Il terzo posto finale di Lundgaard in campionato non deve assolutamente illudere: il team Papaya è tra i più incostanti della griglia e questo non va bene se si vuole avere ambizioni di vittoria.

Chip Ganassi Racing anche stavolta per ultimi, ma solo perché meritano un discorso a parte. Alex Palou partiva secondo, ma ha dovuto fare un pit stop in più probabilmente per una foratura. Nonostante questo, ottavo posto a meno di trenta secondi dal vincitore. Il fatto che sia stato comunque il miglior pilota di Ganassi la dice lunga sulla stagione fallimentare da parte di Scott Dixon. Kyffin Simpson ha chiuso la top ten, tanto per ribadire i progressi evidenziati in tutto il 2026. Sei vittorie finali per Alex Palou, condite da otto pole position. Per farvi capire a cosa stiamo assistendo, vi basti pensare che nessun team può dire di avere le stesse vittorie del 5 volte campione IndyCar nemmeno mettendo insieme i successi di tutti i suoi piloti. Se guardiamo il ruolino di marcia, lo scenario per gli avversari diventa semplicemente apocalittico: dodici volte in Top 5 su diciotto gare, quindici volte in Top Ten e 673 giri in testa. Mamma mia.

Dennis Hauger di Dale Coyne Racing ha vinto il rookie of the year, ovvero il miglior debuttante del 2026. Il dominatore della Indy NXT 2025 e il vincitore della Formula 3 nel 2021, infatti, è stato autore di una stagione senza alcun acuto e ha concluso il campionato con un ritiro che gli ha comunque permesso di concludere davanti agli altri rookie, ovvero Mick Schumacher (Rahal Letterman Lanigan Racing) e Caio Collet. Nonostante questo, Hauger non ha ancora un sedile per il 2027, mentre Schumacher ha annunciato la firma con Meyer Shank Racing. Collet potrebbe essere confermato da A.J. Foyt Racing, ma non sottovalutiamo l’interesse anche di Hollinger Racing. Anche qui, abbiamo di fronte un lunghissimo inverno e rimarremo sintonizzati sui rumors.

Terminata la gara di Laguna Seca, la IndyCar si appresta a una lunghissima pausa invernale. Si ripartirà, infatti, il 7 marzo a St. Petersburg. Ahinoi, sei mesi esatti. Tanto per darci un antipasto, andranno in scena i primi Open Test a Phoenix, in programma tra il 23 ed il 24 febbraio 2027.

Per concludere questa stagione straordinaria, non può certo mancare una doverosa dedica ad Alex Zanardi, che è tornato a correre sulle piste celesti il 1 maggio 2026, con l’Oriente Eterno a dipingerne i colori dell’iride sul casco. Da quest’anno, infatti, per celebrare il trentennale dello storico The Pass, il leggendario “Cavatappi” porta il suo nome. Come si legge da una nota del profilo ufficiale del circuito di Laguna Seca:

“Durante l’ultimo giro della gara conclusiva della stagione CART del 1996 a Laguna Seca, Bryan Herta era in testa alla gara, con Zanardi alle sue spalle. All’ingresso del Cavatappi, Zanardi ha reso possibile ciò che sembrava impossibile. Una manovra che è diventata uno dei momenti più iconici della storia di Laguna Seca e dell’automobilismo. Oggi dedichiamo ufficialmente questa curva iconica e la ribattezziamo Zanardi Corkscrew, in onore di un pilota il cui legame con Laguna Seca e la cui eredità nell’automobilismo vanno ben oltre la pista. Grazie, Alex”