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martedì, Settembre 8, 2026
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Gran Premio di Monza: che botta!

Il Gran Premio d'Italia 2026 regala tre emozioni fortissime: il violento incidente di Charles Leclerc al secondo giro, la storica vittoria di Kimi Antonelli, primo italiano a trionfare a Monza dopo sessant'anni, partito addirittura diciannovesimo, e il sorpasso su George Russell che riapre il discorso leadership in Mercedes. Un racconto in presa diretta dagli spalti di Monza, tra lacrime, standing ovation e la marea rossa che ha invaso la pista a fine gara.

Kimi Antonelli festeggia la sua vittoria al Gran Premio d'Italia 2026 a Monza

Il Gran Premio di Monza ci ha riservato una tripla “botta.

La prima, purtroppo negativa, è avvenuta al secondo giro, quando Charles Leclerc ha perso il posteriore andando a sbattere a forte velocità. Bandiera rossa e nuova partenza. Per fortuna il monegasco, anche se visibilmente stordito, sta bene.

L’intero autodromo si è ammutolito. Tifosi in lacrime, bandiere Ferrari ammainate.

Sì, perché a Monza i tifosi amano Charles.

Sabato ero sugli spalti ed era palpabile. Ad ogni suo passaggio erano tutti in piedi a urlare. E Sir Lewis? È un pilota Ferrari, è vestito di rosso, quindi certo il tifo per lui non manca. Ma credetemi. Non è la stessa cosa.

E quindi tutti in fila verso l’uscita a testa bassa? Certo che no.

Il Gran Premio d’Italia aveva in serbo per tutti gli amanti del motorsport la seconda botta.

E che botta!

Dopo un’attesa di sessant’anni, un pilota italiano è salito sul gradino più alto del podio. E già questo basterebbe. Ma aggiungiamo pure che il pilota in questione è partito diciannovesimo, per la penalità inflitta dopo il cambio del motore.

Questo pilota si chiama Kimi Antonelli. Il nuovo re di Monza.

L’avevamo detto.

Non succede, ma se succede.

È successo.

Lo stesso autodromo che si era ammutolito per la prematura uscita di scena di Leclerc ha ripreso vita, per poi esplodere di gioia.

Standing ovation.

Kimi ha fatto un’impresa. Con buona probabilità siamo di fronte a uno di quei talenti che non capitano tutti gli anni. Ora lo possiamo dire.

Non basta guidare la migliore monoposto. Servono talento, coraggio e il fuoco negli occhi. Sono queste le caratteristiche che dividono un ottimo pilota da un fuoriclasse.

Vero George? La terza “botta” te la sei presa tu: partito secondo, sei stato raggiunto e superato dal tuo compagno di squadra. Hai ancora dubbi su chi sia la prima guida in Mercedes?

Kimi: settimo sigillo su tredici gare.

Per carità, Toto Wolff avrà pure ragione quando dice:

“Voi italiani siete sempre molto eccitati. Noi in Mercedes siamo molto pragmatici. La strada è ancora lunga.”

Ma come non esaltarsi di fronte ad una impresa del genere? Magari evitiamo i paragoni con Senna, Schumacher e gli altri grandissimi. Perché qui sì che la strada è ancora lunga.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino.

Sul podio lacrime e champagne si sono mescolati. Le emozioni hanno preso il sopravvento. Come è giusto che sia. Non dimentichiamoci che dentro quei caschi colorati ci sono ragazzi molto giovani che rincorrono il loro sogno. E quel sogno, a volte, diventa anche il nostro.

Prima della gara tutti a chiedersi da che parte sarebbe andato il tifo. Ferrari o Antonelli? Sabato in Fan Zone, durante la presentazione prima dei piloti Ferrari e poi di Antonelli, posso testimoniare che il calore non è stato il medesimo. Ma molto molto vicino.

E tutti abbiamo potuto assistere alla consueta invasione di pista a gara finita, con i tifosi ferraristi a correre sotto il podio. È stato bello vedere, nella ripresa dall’alto, la marea rossa intonare l’inno italiano e festeggiare uno storico risultato per la Formula 1 e per il nostro Paese.

Monza è Ferrari, sì.

Ma oggi Monza è stata Italia.