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sabato, Agosto 15, 2026
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Ungheria: sprofondo rosso e bentornata McLaren

Il GP d'Ungheria doveva essere il weekend di riscatto della Ferrari su una pista storicamente favorevole alla Rossa, e invece si trasforma in un'altra giornata da dimenticare: Leclerc quarto, Hamilton quinto con un'ulteriore penalità, mentre Verstappen firma un sorpasso da campione. Dall'altra parte del paddock, la McLaren di Lando Norris torna alla vittoria dopo 259 giorni grazie a un pacchetto di aggiornamenti mirato, chiudendo un primo tempo di stagione in cui Antonelli comanda la classifica davanti a un gruppo sempre più compatto.

La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton in azione sul Circuito di Barcellona-Catalunya durante il Gran Premio edizione 2026.

Il GP d’Ungheria arrivava con aspettative altissime per il popolo ferrarista. I risultati delle ultime gare, ottenuti tra l’altro su circuiti che, almeno sulla carta, sembravano poco favorevoli alla SF-26, avevano acceso l’entusiasmo dei tifosi.

Era quindi lecito aspettarsi fuochi d’artificio su una pista che storicamente strizza l’occhio alla Ferrari: meno motore, più bilanciamento, tanta trazione in uscita curva e gestione delle gomme. Esattamente il terreno di caccia ideale per la Rossa.

E invece…

Abbiamo assistito al remake del celebre film di Dario Argento. Solo che, per l’occasione, il titolo era leggermente diverso: “Sprofondo rosso”.

Può sembrare un’esagerazione. In fondo Leclerc ha chiuso quarto e Hamilton quinto. Non proprio gli ultimi della classe.

Ma il problema non è il piazzamento. È quello che si è visto in pista. La Ferrari non è mai sembrata davvero in lotta. Per la vittoria? Nemmeno per il podio.

Charles, partito secondo grazie all’ennesima penalità rimediata dal compagno di squadra, è stato risucchiato già alla partenza. Da quel momento ha disputato una gara anonima: troppo lento per impensierire chi stava davanti, abbastanza veloce per controllare chi inseguiva. Una magra consolazione, soprattutto considerando il divario ormai evidente tra i quattro top team e il resto della compagnia.

E Sir Lewis?

Dopo aver scavalcato Verstappen grazie alla strategia ai box, si è visto restituire il favore nel giro di poco. Max gli rifila un sorpasso da campione, con una staccata da far venire i brividi. Diciamolo senza troppi giri di parole: oggi Verstappen resta il pilota più forte della griglia. Fa cose che gli altri semplicemente non fanno.

Nel frattempo, al muretto Ferrari sembra quasi mancare il coraggio di rischiare la gomma rossa. Red Bull invece osa. Mercedes spariglia completamente le strategie con soste sfalsate e… ciao, grazie e arrivederci.

Sir Lewis chiude quarto, ops no scusate, quinto. Perché vogliamo farci mancare un’altra penalità di cinque secondi? Ovviamente no. Siamo arrivati a quota quattro in stagione. Quattro. Numeri da rookie, non certo da un sette volte campione del mondo.

Viene quasi da chiedersi se Lewis abbia fatto una scommessa al pub con gli amici: “riuscirò a prendermi una penalità in almeno metà dei Gran Premi?” Dai Sir Lewis, un po’ più di concentrazione!

Questa Ferrari continua a essere un gigantesco ottovolante emotivo.

Sorprende quando meno te lo aspetti, alimenta sogni, illusioni e aspettative… poi basta una piccola distrazione e, come la maionese fatta in casa, impazzisce completamente.

La pausa estiva arriva probabilmente nel momento giusto. A Maranello servirà per riordinare le idee, perché la sensazione è che il potenziale della vettura sia superiore a quello che si sta riuscendo a raccogliere.

E davanti? Bentornata McLaren?

Calma. Ormai questa Formula 1 ci ha insegnato una cosa: appena incoroni qualcuno, la gara successiva arriva puntualmente la smentita.

Però un dato resta.

A Budapest la McLaren è tornata a vincere dopo 259 giorni. Un’eternità per una squadra campione del mondo piloti e costruttori.

Il team di Woking ha portato in Ungheria un importante pacchetto di aggiornamenti: nuovo fondo, elementi aerodinamici rivisti e una nuova ala posteriore sperimentale. L’obiettivo dichiarato dal team principal Andrea Stella era chiaro: recuperare terreno rispetto a Mercedes e Ferrari soprattutto nelle curve lente.

Missione compiuta.

Lando Norris conquista pole position e vittoria, firmando un weekend praticamente perfetto. La sensazione è che il titolo mondiale dello scorso anno – arrivato più per allineamento dei pianeti che per bravura, scusa Lando – gli abbia regalato quella serenità e maturità che in passato gli era spesso mancata. Quest’anno gestisce tutto meglio: le partenze, la pressione, la strategia, perfino gli errori. Piastri, invece, deve alzare bandiera bianca per un problema tecnico.

Bilancio di metà stagione. Archiviamo così la prima metà del mondiale.

Antonelli resta saldamente al comando della classifica, Mercedes continua a essere il riferimento pur con qualche problema di affidabilità, Ferrari alterna lampi a giornate da dimenticare, McLaren sembra aver ritrovato la strada giusta e Red Bull continua a cercare una propria identità.

Con una certezza.

Finché dall’altra parte del box c’è Max Verstappen, la Red Bull non può mai essere considerata fuori dai giochi. Perché lui trova sempre il modo di rendere possibile l’impossibile.

Next stop: Zandvoort.

Stay tuned!

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