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sabato, Agosto 15, 2026
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IndyCar | Alex Palou si prende Nashville davanti ai Penske Boys

Alex Palou interrompe un digiuno di tre gare senza podio e coglie una vittoria pesante a Nashville, davanti al trio Penske di Newgarden, Malukas e McLaughlin. Grande rimonta di David Malukas dopo il botto in prove del sabato, mentre Kyle Kirkwood paga una caution sfortunata dopo essere partito dalla pole. Arrow McLaren si spegne dopo due vittorie consecutive, ma la giornata resta storica per il mercato piloti 2027: addio di Scott Dixon a Ganassi in favore di Christian Lundgaard, e doppio colpo Arrow McLaren con Dixon e Felix Rosenqvist al posto di Lundgaard e Nolan Siegel.

Alex Palou, vincitore dell'edizione 2026 di Detroit, nella sua Dallara di Chip Ganassi Racing con la livrea HRC Credits: NTT IndyCar Series

Dopo il rinvio di domenica a causa del maltempo, la NTT IndyCar Series ha corso a Nashville di lunedì. A vincere è stato Alex Palou (Chip Ganassi Racing), davanti al trio dei piloti Penske: secondo Josef Newgarden, terzo David Malukas, quarto Scott McLaughlin. Distanza di gara accorciata a 225 giri (originariamente erano 300) a causa del caldo proibitivo.

Erano tre gare che Alex Palou non andava a podio e qualcuno iniziava già a parlare di “momento difficile” per il campione in carica. La realtà è che il pilota spagnolo è stato fin qui autore di un campionato regolarissimo, a differenza dei suoi diretti inseguitori in classifica. Forse era il momento di dare un segnale, della serie “state tranquilli, sto solo facendo il mio passo”. Gli ovali sono insidiosi, specialmente quelli corti come quello di Lebanon, dove i doppiati arrivano presto e, per regolamento, non sono tenuti a spostarsi. Fuori traiettoria, per giunta, i marbles (pezzi di gomma – NDR) si accumulano rapidamente e finire fuori traiettoria significa quasi sicuramente andare a muro. Attendere e leggere l’evoluzione della gara è cruciale, perché gli errori a questo punto della stagione non sono assolutamente ammessi.

Chip Ganassi Racing, come volevasi dimostrare, mette lì la prestazione perfetta nel momento in cui i diretti avversari vanno a vuoto. Kyle Kirkwood penalizzato dall’ultima caution, McLaren non pervenuta e allora cosa fai? Ti piazzi davanti al trittico Penske per trenta giri e porti a casa la vittoria. Pazzesca prestazione di Alex Palou, che monta le gomme dure nell’ultimo stint e fa bottino pieno. Alzi la mano chi, alla ripartenza della caution con ancora trenta giri da percorrere, ha scommesso un euro sulla vittoria della monoposto numero 10, inseguita dai Penske Boys con gomme morbide. Allungo inevitabile in campionato, nel giorno dell’addio a Ganassi di Scott Dixon (diciottesimo dopo gran botta – NDR), destinazione Arrow McLaren. Nono posto per Kyffin Simpson, che denota una crescita graduale ma consistente.

Team Penske sembra essere tornato quello dei vecchi tempi. Come detto in apertura di articolo, Josef Newgarden secondo, David Malukas terzo e Scott McLaughlin quarto. Dopo il botto di Malukas al sabato, tutti si aspettavano una gara in sofferenza, ma così non è stato. Ottima strategia e gran velocità da parte del neo arrivato in squadra, ma il più forte dei piloti di The Captain sugli ovali si dimostra ancora Newgarden. Finalmente una prova convincente anche di McLaughlin, in attesa di sbloccarsi, visto che non vince praticamente da due anni. Tutto ha funzionato bene oggi, pit stop compresi. Bene così.

Andretti Global un po’ a due facce. Ottima performance di Kyle Kirkwood (partito dalla pole – NDR), sfortunato per via della caution uscita proprio mentre era in corsia box. Decimo posto finale per lui, dopo aver militato nelle posizioni da podio per tutta la prima parte di gara. Brutta gara di Will Power che, dopo un contatto con il muro, è stato costretto al rientro ed è ripartito nelle ultime posizioni. Ottima prestazione di Marcus Ericsson, giunto sesto. Rispetto allo scorso anno, Kirkwood non sembra essere sparito, a tutto vantaggio dello spettacolo.

Arrow McLaren, dopo le due vittorie consecutive, piomba nel totale anonimato. Christian Lundgaard sedicesimo, sottolinea il motivo per cui il management ha deciso di lasciarlo libero, ovvero una totale mancanza di feeling con i circuiti ovali, mentre Pato O’Ward, giunto comunque settimo, è stato semplicemente anonimo. Nolan Siegel, già certo di aver perso il sedile per il prossimo anno (tornerà in papaya Felix Rosenqvist – NDR), è stato lungamente in top ten e, curiosamente, nonostante l’undicesimo posto finale, è sembrato il pilota McLaren più in forma. L’unica soddisfazione del week end per il team arancione deriva dall’annuncio dell’arrivo di Scott Dixon a partire dal 2027. Nessuno mette in dubbio il talento di Christian Lundgaard, ma la scelta di passare in Ganassi lascia un po’ perplessi. Chip ha già il pilota che va forte sugli ovali, ma anche quello che va forte sui permanenti e sui cittadini. In sostanza, al buon Christian, tocca Alex Palou l’anno prossimo, mica pizza e Siegel. Vedi te, ciao core!

Stavolta a chi la diamo la menzione di merito? Ovviamente a Mick Schumacher (Rahal Letterman Lanigan Racing). Ottavo al traguardo, miglior rookie e di gran lunga il migliore della sua squadra. Questo ragazzo è difficilissimo da leggere, perché sta andando forte su una tipologia di pista notoriamente difficile per i debuttanti, ovvero gli ovali. Sui circuiti cittadini e sui permanenti fa una gran fatica, ma quando la pista gira in tondo, Mick ci dà del gran gas. Se mettesse un momento in fila i pensieri e si concentrasse sul fare esperienza seriamente, senza cambiare ingegneri di pista ogni volta che qualcosa va storto, forse parleremmo di qualcosa di diverso. Al momento il suo futuro è in dubbio, ma chissà, forse queste prestazioni convinceranno qualcuno a dargli un nuovo contratto per il 2027. Dai Mick, vai forte anche sulle altre piste così zio Ralf è contento e si mette a fare l’opinionista anche in IndyCar! Grande prestazione anche di Felix Rosenqvist (Meyer Shank Racing) che, dopo aver vinto la Indy500, conferma di trovarsi bene su questi tracciati. Zak Brown lo ha scelto per questo motivo in ottica 2027: i papaya, l’anno prossimo, vogliono sbancare a Indianapolis. Al momento, la raccolta di amuleti per questa missione annovera: Tony Kanaan come Team Principal, Ryan Hunter-Reay come Direttore Sportivo (e pilota part time all’occorrenza), Scott Dixon che arriverà nel 2027 e, ovviamente, Felix Rosenqvist. In tutto hanno in casa tre vittorie alla Indy500: Kanaan l’ha vinta nel 2013, Hunter-Reay nel 2014 e Rosenqvist nel 2026. Io, fossi in loro, tanto per stare ancora più coperto, una telefonata al buon Helio Castroneves la darei: porterebbe in dote altre quattro vittorie, sette in totale, simbolo di “perfezione spirituale” per antonomasia. Se poi ci mettiamo che sarebbe il back-to-back di Rosenqvist, l’ansia da prestazione è servita. Zak, sei il numero uno!

Tornando seri, adesso piccola pausa, poi abbassiamo il visierino per le ultime sei tutte in fila. Si inizia il 9 agosto a Portland!

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