
Gara splendida quella di Elkhart Lake, Wisconsin. 55 giri su uno dei tracciati permanenti più suggestivi degli Stati Uniti. La vittoria è andata a Christian Lundgaard (Arrow McLaren), secondo posto per David Malukas (Team Penske), terzo per Will Power (Andretti Global). Alex Palou, che partiva dalla pole, è giunto quinto dopo che un drive through lo ha inizialmente relegato a centro gruppo.
Arrow McLaren stavolta le azzecca tutte. Coefficiente fortuna altissimo, va detto, ma alla fine queste sono le corse. Pensate che Christian Lundgaard, alla fine del primo giro, era ultimo con l’ala anteriore rotta. Seconda vittoria stagionale per il pilota danese, mentre Pato O’Ward è stato autore dell’ennesimo weekend anonimo (tredicesimo posto finale — NDR). Se il messicano continua così, rischia di vedersi sopravanzato nelle gerarchie interne del team papaya. Peccato per Nolan Siegel che, dopo una buona gara, è finito nelle ultime posizioni dopo un testacoda.
Team Penske ritrova costanza. Secondo Malukas, settimo Scott McLaughlin. Nono posto per Josef Newgarden, convalescente e in dubbio fino all’ultimo (era già pronto Felipe Nasr — NDR). Bel weekend dei ragazzi di The Captain che, per una volta, si trovano bene anche con le strategie. Sembra che, lentamente, la squadra e i piloti si stiano ricordando di come si stia nelle parti alte della classifica e, tutto questo, non può far altro che bene. David Malukas ancora una volta vicino alla prima vittoria ma, oggi, contro il poker d’assi di Lundgaard proprio non ce n’era.
Andretti Global, nell’incubo Kirkwood, spunta Will Power. La pista amica di Road America sembra dare nuovi slanci all’australiano che, nel tentativo di sorpassare Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan Racing) per portargli via il podio, lo manda per le terre. Terzo posto finale, e che bel Power questo weekend! Veloce, consistente e con quella grinta dei giorni migliori che male non fa mai. Rimane, tuttavia, il tema Kyle Kirkwood: giunto undicesimo più per le disavventure altrui che per i suoi meriti, sembra di rivedere pericolosamente il copione dello scorso anno, quando il numero 27 si era completamente eclissato nella seconda parte di stagione. La speranza è che il trend si inverta, ma al momento la realtà racconta la stessa storia.
Chip Ganassi Racing la butta via, per l’ennesima volta. Alex Palou, in testa e in totale controllo della gara, rientra ai box e supera il limite di velocità in pit lane. Risultato? Drive Through, poi la caution ci mette una pezza e lui, ogni occasione possibile, la sfrutta per sorpassare. La botta di Power a Graham Rahal e il motore in fumo di Marcus Armstrong gli valgono il quinto posto finale. Tenendo conto che Kyle Kirkwood ha passato un weekend orribile, siamo di fronte all’ennesimo risultato massimizzato. Tuttavia, dopo la quinta pole position consecutiva, buttare via una vittoria ampiamente in mano dà fastidio. Ottimo risultato per Kyffin Simpson, giunto quarto. Scott Dixon dodicesimo.
Nelle parti basse della classifica, Mick Schumacher sembra aver perso fiducia nella sua avventura a stelle e strisce. Il feeling con il team Rahal proprio non decolla e, per sua stessa ammissione, se entro fine mese le cose non dovessero migliorare, si farà da parte. Lo abbiamo già detto, ripetuto e sostenuto più volte: venire in IndyCar pensando di fare la voce grossa è pura utopia, Mick dovrebbe darsi forse un po’ più di tempo. E, ultimo ma non per importanza, non si può non dare una menzione di merito a Marcus Armstrong: il motore che va in fumo a quattro giri dalla fine è crudeltà pura, ma questo non intacca gli evidenti progressi suoi e di Meyer Shank Racing. Hanno già vinto la Indy 500 con Felix Rosenqvist, ma arriveranno sicuramente altre soddisfazioni.
Adesso un po’ di pausa, poi tra due settimane si andrà a Mid-Ohio per la prima delle due gare di luglio.
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— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) June 21, 2026
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