Zack Zhu: «Il mio idolo è Lewis Hamilton. Come me, suo padre era il suo primo meccanico»
Zack Zhu è nato a Melun, in Francia, figlio di genitori cinesi. Corre sotto bandiera francese ma porta con sé anche l’altra metà della storia. Sul circuito nessuno gli chiede di spiegare chi è. Lo ha già fatto con se stesso:
«Le due parti della mia identità non entrano in conflitto. Sono un mix di entrambi i background.»
A quattordici anni, Zack corre in categoria OKJ con VictoryLane (VL Karting), il team co-fondato da Victor Martins — campione FIA F3 2022, Test Driver Williams in Formula 1 e pilota Alpine WEC nel 2026. La stagione include il FIA Karting European Championship, il Champions of the Future, la WSK Super Master Series e, a novembre, il Mondiale FIA in Bahrain. È un calendario da professionista, vissuto da un ragazzo che la mattina va a scuola e il pomeriggio si allena. È un ragazzo che non spreca parole.

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Il rombo del motore, il padre meccanico, e Lewis Hamilton
Il 17 aprile 2019, all’ASK Rosny 93 — il club karting dove è iscritto anche il pilota di Formula 1 Esteban Ocon — un bambino di sette anni sale su un kart per la prima volta.
«Il rombo del motore mi ha colpito duramente. Mi sentivo nervoso ma esaltato, e mi sono innamorato immediatamente della guida.»
È una data che Zack ricorda.
Da quel giorno il motorsport è diventato un progetto collettivo. Il padre si è occupato della meccanica, la madre dell’organizzazione, il figlio ha pensato a correre. Ci sono stati momenti di stanchezza e delusione, come Zack ammette senza reticenze, ma la passione non ha mai vacillato. Poi, dopo la fine del 2025, suo padre ha scelto deliberatamente di fare un passo indietro, lasciando al ragazzo la gestione di una parte crescente del lavoro.
«Questo mi ha aiutato a maturare moltissimo.»
Il suo idolo è Lewis Hamilton. La ragione non è quella del tifoso che conta i titoli:
«Come me, suo padre lavorava come meccanico e sosteneva le sue gare quando era giovane. Voglio diventare un pilota di Formula 1 proprio come lui.»
Non il campione che Hamilton è diventato — il percorso che lo ha portato fin lì.
Tra due mondi: la sintesi come vantaggio competitivo
Crescere in Francia con radici cinesi, in una famiglia che ha portato con sé una cultura intera, potrebbe essere vissuto come una complessità da gestire. Zack sceglie di vederlo come una risorsa:
«Avere un background culturale doppio porta solo punti di forza. Mi permette di adattarmi facilmente ad ambienti di paesi diversi e di interagire con gli altri con calma, senza alcuno svantaggio.»
Quella sintesi ha trovato una forma concreta nel 2024, a Zhuzhou, dove Zack ha gareggiato per la prima volta nel China Karting Championship. Pista nuova, avversari diversi, contesto inedito per un pilota che ha costruito tutta la sua formazione nei circuiti francesi e italiani.
«Mi sentivo un po’ estraneo all’inizio, eppure dentro c’era qualcosa di profondamente caldo. Ho imparato moltissimo.»
Non è solo la competizione che lo ha colpito: è la sensazione di correre, per la prima volta, in un posto che era anche suo.
L’educazione familiare cinese ha lasciato tracce precise nell’approccio alla gara, più di quanto si possa cogliere guardando i suoi numeri.
«La mia educazione familiare cinese mi ha insegnato pazienza, resilienza e rispetto per avversari e team. Questa mentalità pacata si adatta perfettamente agli ambienti ad alta pressione delle gare.»
Quanto alla bandiera che porterà quando arriverà il momento delle monoposto — e più avanti, forse, ai massimi livelli — la risposta è pragmatica e affettiva allo stesso tempo:
«La mia base è in Francia, quindi continuerò a correre con licenza francese. Sarò sempre orgoglioso di rappresentare la mia eredità cinese.»

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Il metodo: come si costruisce una rimonta
Il 2025 ha segnato il debutto in categoria Junior, un salto tecnico rilevante rispetto alla Mini. Velocità più elevate, ritmo di frenata diverso, un gruppo gara più fisico e più rapido.
«Passare alla categoria Junior, adattarsi a velocità più elevate e a un ritmo di frenata diverso è stata la sfida più grande.»
La soluzione non è stata affidarsi all’istinto:
«Mi sono adattato rapidamente attraverso l’allenamento della forza e ripetute analisi comparative dei dati.»
Dati, non sensazioni. È un dettaglio che dice molto sullo stile con cui Zack affronta i problemi.
Lo stile di guida che ne è uscito è già riconoscibile per chi ha seguito la sua stagione:
«Il mio stile è agile, con forti capacità di sorpasso. I miei punti di forza sono la resistenza alla pressione, la gestione intelligente dei pneumatici e un ritmo costante nella seconda metà delle gare.»
È questa ultima caratteristica — il passo che cresce invece di calare — a rendere le sue rimonte un dato strutturale, non un episodio di fortuna.
Quando si trova in posizione arretrata, il processo è deliberato:
«Prima analizzo i punti deboli del pilota davanti. Aspetto con pazienza il momento giusto. Eseguo sorpassi puliti solo quando è sicuro — non mi faccio mai largo in modo sconsiderato.»
Nella stessa logica rientra la gestione degli episodi negativi: contatti, risultati persi, finali compromesse da circostanze fuori dal suo controllo.
«I contatti che mi costano risultati mi lasciano contrariato per un breve momento, ma una volta riviste le immagini e confermato che non era colpa mia, mi reindirizzo completamente sull’evento successivo.»
Il ciclo è chiuso nel giro di ore. Avanti.
VictoryLane, Victor Martins, e il primo Campionato Europeo
VictoryLane non è solo un team di kart. È un’agenzia 360° che lavora simultaneamente su performance, management e comunicazione. Per Zack, questo si traduce in qualcosa di concreto e misurabile:
«Il Team VL offre supporto completo che include gare, management e promozione. Libero dalle distrazioni secondarie, posso concentrarmi completamente sulla pratica e sul miglioramento.»
Il nome che attraversa la storia del progetto è quello di Victor Martins. Co-fondatore del team, campione FIA F3 2022, ex membro dell’Alpine Academy: nel 2026 è Test Driver Williams in Formula 1 e pilota Alpine WEC Hypercar. Per Zack è un riferimento operativo:
«Il fondatore del team Martins ha percorso personalmente ogni gradino della scala del motorsport giovanile. I suoi standard rigorosi mi motivano costantemente a progredire con metodo nelle categorie superiori.»
Non molti karisti di quattordici anni hanno il co-fondatore del proprio team come prova che quella strada funziona davvero.
Ad aprile 2026, a La Conca, Zack ha disputato il suo primo round del FIA Karting European Championship. Prima partecipazione assoluta alla competizione più prestigiosa del karting europeo, davanti ai migliori della categoria.
«Partecipare al campionato europeo per la prima volta mi ha riempito di orgoglio e di tensione. Il mio risultato nel primo round non era ideale, ma ogni giro ha costruito un’esperienza di gara di primissimo livello che non ha prezzo.»
Non è rassegnazione — è che Zack tiene i conti separati: il risultato da una parte, quello che ha imparato dall’altra.

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La vita a quattordici anni: scuola, resistenza al calore, e nessuna superstizione
Gareggiare tra Francia, Italia, Spagna e Cina a quattordici anni richiede una logistica che la maggior parte dei coetanei fatica anche solo a immaginare. Il calendario dei campionati si sovrappone ai programmi scolastici senza rispettare vacanze né periodi di esame. La soluzione che Zack ha trovato è semplice nella forma, meno semplice nell’esecuzione:
«Di giorno seguo le lezioni regolarmente. Nel pomeriggio mi alleno. Durante le settimane di gara, svolgo il lavoro scolastico online per bilanciare gli impegni scolastici con il mio calendario di gara.»
La preparazione per il Mondiale FIA in Bahrain, a novembre, ha aggiunto una variabile specifica che non si affronta nelle gare europee: il caldo.
«Sto completando un allenamento mirato per la resistenza al calore per prepararmi, pronto a battagliare con i piloti d’élite del mondo nella mia categoria.»
Fuori dalla pista, pallamano e nuoto completano il quadro atletico.
«La pallamano migliora le mie capacità di lavoro di squadra e comunicazione, mentre il nuoto aumenta la resistenza. Gli sport di squadra attenuano anche la pressione mentale delle gare in solitaria.»
L’abbinamento è pensato, non casuale: Zack cerca nello sport di squadra quello che il kart — disciplina individuale per definizione — non può dargli.
Quanto ai rituali pre-gara: stretching completo, verifica della messa a punto con i meccanici. Niente musica. Niente scaramanzie.
«Non seguo rituali scaramantici.»
In un paddock dove quasi ogni pilota ha la sua playlist e le sue abitudini consolidate, è una risposta che dice qualcosa di preciso sul suo carattere.
Il futuro, la bandiera, e un messaggio ai bambini cinesi
Gli obiettivi del 2026 sono formulati con la stessa precisione con cui sceglie il momento per sorpassare:
«Conquistare una qualifica nella top-20 del campionato europeo e raggiungere il podio in almeno un round finale.»
Non è ambizione generica. È un piano di lavoro con misuratori concreti.
A novembre c’è Bahrain. C’è un dettaglio del calendario 2026 che vale la pena raccontare: in quello stesso fine settimana, sul circuito automobilistico adiacente al kartodromo, Victor Martins gareggerà nel WEC con Alpine. Il co-fondatore di VictoryLane e il pilota più giovane del team si troveranno nello stesso posto, nello stesso momento — su categorie distanti anni luce, sulla stessa strada. Ai giovani piloti cinesi che sognano di percorrere la sua stessa strada — gareggiare in Europa, costruire una carriera nel motorsport partendo da zero — Zack manda un messaggio che riflette esattamente ciò che è:
«Mantenete un allenamento costante, date priorità alla forma fisica, costruite le competenze passo dopo passo, e tenete stretta la vostra passione — è quello che vi porta attraverso le difficoltà.»
Sul suo profilo Instagram campeggia «Born to race, race for life.» Gliene chiediamo il significato.
«Il motorsport è la mia priorità assoluta in questo momento. Tutte le mie routine quotidiane e il mio allenamento sono orientati alla crescita a lungo termine come pilota professionista.»


















