
Il GP d’Austria si corre a fine giugno tra le fresche frasche del circuito di Spielberg. No, non è di proprietà del famoso papà di E.T.
Quest’anno, però, di fresco non c’è stato proprio nulla. L’Europa è stretta in una morsa di calore e anche il Red Bull Ring si è trasformato in una gigantesca sauna a cielo aperto: 30°C nell’aria, 50°C sull’asfalto, oltre i 60°C nell’abitacolo. Altro che biosauna.
E proprio nel “centro benessere” di Spielberg, il weekend si preannunciava interessante.
Grandi attese per gli aggiornamenti delle principali scuderie, la conferma del buono stato di salute della Ferrari, il riscatto Red Bull proprio sul circuito di casa, la lotta interna piloti Mercedes e Ferrari. Sullo sfondo, ma nemmeno troppo, il mercato piloti. Insomma, piatto ricco mi ci ficco.
Sul fronte tecnico la Red Bull si è presentata con ben sette componenti nuovi. Ferrari ha portato il primo aggiornamento della power unit consentito dal regolamento ADUO. McLaren, invece, ha portato a Spielberg una nuova ala posteriore sperimentale, rimasta tuttavia in garage dopo non aver superato i test statici FIA. Mercedes, da parte sua, ha preferito concentrarsi sull’affidabilità, intervenendo sulle batterie che hanno creato non pochi grattacapi a Toto Wolff nelle ultime gare.
Le prove libere avevano incoronato la Freccia d’Argento di Antonelli, con le McLaren che sembravano aver ritrovato smalto.
Poi, le qualifiche hanno ribaltato tutto, grazie a un finale mozzafiato: Verstappen a muro, bandiera gialla, doppia bandiera gialla, bandiera gialla e verde…nessuno ci ha capito più nulla, salvo Russell – freddo, lucido, pole davanti alle Ferrari.
E il popolo italico ha cominciato a fare i gorgheggi per scaldarsi le corde vocali.
E invece. Alla faccia di aggiornamenti e componenti nuovi altrui, le Mercedes si sono confermate anche sul suolo austriaco le monoposto da battere. Vittoria di Russell – bravo George, oggi ci sei piaciuto – Verstappen il solito leone in grado di fare la differenza, Antonelli pasticcione ma il più veloce in pista nel terzo stint.
Ferrari e McLaren? Le Rosse ci hanno fatto sognare nei primi giri, poi si è capito subito che su una pista dove il motore conta e parecchio, il ritmo Mercedes era irraggiungibile. Per McLaren un’altra gara anonima.
Le grandi aspettative di fuochi d’artificio si sono infrante dopo pochi giri. Dobbiamo ringraziare Max se non ci siamo addormentati sul divano.
Nel frattempo, a più di un pilota sarà rimasta sullo stomaco la cena di giovedì sera offerta da Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1. Una specie di riunione di classe: tutti insieme appassionatamente.
Confessatelo: anche a voi viene da chiedervi di cosa parlino in queste occasioni. Di racing? Di passioni oltre la F1?
Tra una portata e l’altra, il tema che avrà aleggiato sopra il tavolo è uno solo: il mercato piloti.
Dopo l’ormai certo rinnovo di Russell con Mercedes, nel paddock si rincorrono rumors su un clamoroso contatto tra Verstappen e McLaren per uno scambio di sedile con Piastri. Anche se la Red Bull vista in gara potrebbe far cambiare idea all’olandese.
Fantamercato o qualcosa di più? Per ora restiamo nel campo delle indiscrezioni – ma che indiscrezioni!
Next stop: Silverstone.
Stay tuned
Russell wins from Verstappen and Antonelli! 😮💨👏
These are your points finishers at the Red Bull Ring 👇#F1 #AustrianGP pic.twitter.com/oDoVi6bMQY
— Formula 1 (@F1) June 28, 2026

















