La NTT IndyCar Series ha fatto tappa sul circuito di Milwaukee per il doppio appuntamento sull’ultimo ovale della stagione. Entrambe le gare da 250 giri sono state vinte da Pato O’Ward (Arrow McLaren), autore di un vero e proprio sweep ai danni degli avversari. Secondo classificato nella prima gara è stato Scott McLaughlin (Team Penske), terzo l’altro pilota papaya Christian Lundgaard. Nel secondo appuntamento, dietro al messicano di Arrow McLaren si sono classificati rispettivamente David Malukas (Team Penske) e Rinus VeeKay (Juncos Hollinger Racing). Alex Palou (Chip Ganassi Racing), con un quinto e un decimo posto, si è confermato campione per la quinta volta (quarto titolo consecutivo come Sébastien Bourdais, N.d.R.).
Il weekend, funestato dalla pioggia, ha costretto la direzione gara a sospendere la gara del sabato, concentrando il programma alla domenica. Come prima gara è stata svolta quella che sarebbe dovuta essere Gara 2 da 250 giri e, qualche ora dopo, sono stati recuperati i 160 giri rimanenti della gara del sabato.
Apriamo subito con Arrow McLaren e, soprattutto, con un Pato O’Ward che si è evidentemente alzato dalla parte giusta del letto. Passo gara e costanza incredibile del messicano, ma va detto che gli avversari ci hanno messo del loro. Nella gara domenicale probabilmente l’avrebbe spuntata Will Power (Andretti Global), poi penalizzato per eccessiva velocità in pit lane. Nel recupero della manche del sabato, altro dramma sportivo per David Malukas che, proprio all’ultima ripartenza, viene tradito da un problema al motore. Dettagli di poco conto comunque, chi vince prende tutto e, così facendo, il messicano fa tre successi in stagione dopo quello di Mid-Ohio. Buon weekend anche di Lundgaard (terzo e sesto), mentre Nolan Siegel ha veleggiato nelle parti medio basse della classifica in entrambe le gare. Il discorso dei papaya è sempre quello: dominano un weekend e poi spariscono negli altri due o tre appuntamenti successivi.
Team Penske sfiora la vittoria con Malukas, poi un problema al motore ci mette lo zampino e la numero 12 vede vincere ancora qualcun altro. Grande prestazione del giovane pilota di The Captain, secondo e quarto nel computo delle due gare. Stesso risultato per Scott McLaughlin, disastro per Josef Newgarden che, in gara 2 arriva al contatto con Romain Grosjean e conclude settimo nel recupero di gara 1. La nota positiva è il finale di stagione in crescendo per tutti e tre i piloti: Malukas tiene sempre in piedi la baracca, Josef Newgarden ha portato le vittorie e Scott McLaughlin sta finalmente tornando il pilota veloce e che ci prova sempre. Rispetto allo scorso anno stiamo parlando finalmente di un team di livello, che ha vinto due gare e ha rischiato di vincerne altre tre. La strada è quella giusta, adesso c’è da mettere tutto insieme e pensare seriamente al 2027 dove lo stesso Malukas è atteso al definitivo salto di qualità.
Andretti Global sogna con Will Power in gara 2, poi la penalità per eccessiva velocità in pit lane lo relega al quattordicesimo posto. Il ritiro nel recupero di Gara 1 sancisce un weekend con tanta amarezza per l’australiano che, tuttavia, deve essere consapevole di essere finalmente tornato competitivo come lo era stato l’anno scorso in Penske. L’insistenza delle voci di un ritorno di Andretti ai motori Chevrolet potrebbe essere una carta vincente in ottica 2027, perché Power ha sempre corso con quel motore e potrebbe portare tanta esperienza alla squadra. La nota assolutamente negativa, ovviamente, è dettata dal weekend di Kyle Kirkwood. Da assoluto dominatore a Washington D.C., a un incidente nelle prove libere che lo ha fatto partire praticamente dal fondo. Nel momento in cui Alex Palou cambia il motore e ha penalità in griglia, non puoi commettere errori di questo genere se vuoi raccontarti la favola di tenere aperto il campionato. È sempre la solita storia, che ripeto dopo ogni gara: finché non si riesce a cambiare mentalità, si guarderanno sempre vincere gli altri. Weekend in top ten per Marcus Ericsson, ma è chiaro che la squadra era chiamata a puntare ad altro.
Chip Ganassi Racing provocatoriamente lasciato per ultimo perché, ancora una volta, è la squadra che mette tutti d’accordo. Tra tre o quattro litiganti, gode sempre lui: Alex Palou. Sei vittorie, costanza impressionante e qualche errore qua e là per rendere tutto meno monotono. Perché è di questo che dobbiamo parlare. Senza il weekend disastroso di Washington D.C., lo spagnolo avrebbe vinto con tre gare di anticipo. Il dato preoccupante è che non è stata assolutamente la miglior stagione dell’iberico, perché a intervalli regolari si è concesso diverse sbavature. Penalità, errori in pista ma, nonostante questo, ha vinto il titolo letteralmente in carrozza. E finiamola di raccontarci la storiella che gli avversari hanno tenuto aperta la lotta fin quasi alla fine. Il campionato era letteralmente finito a metà stagione, poi qualcuno ha iniziato a parlare di “Crisi Palou” e lui, per accontentare tutti, ha piazzato l’uno-due a Nashville e a Portland. È il più forte, è il pilota che è stato capace di adattarsi immediatamente ai motori turbo-ibridi, vincendo a cavallo di due epoche differenti. Vince su ogni tipo di circuito, che sia ovale, permanente o cittadino. Possiamo parlare di avvicendamenti in altri team, di cambio generazionale, ma i discorsi li porta via il vento, le biciclette, i livornesi e i campionati se li porta via Palou. Quinto titolo, il quarto consecutivo. Davanti a lui, nella storia della IndyCar, ci sono soltanto A.J. Foyt e Scott Dixon, compagno di squadra ancora per una gara e che partirà poi con destinazione Arrow McLaren. E, in tutto questo, Chip Ganassi gode.
La menzione di merito per questo weekend la diamo a Rinus VeeKay (Juncos Hollinger Racing). Terzo e settimo, ennesimo weekend solido. Per il 2027, l’olandese vuole un team che gli permetta di vincere le gare. E meno male! Mick Schumacher (Rahal Letterman Lanigan Racing) dodicesimo e tredicesimo: dai che forse il buon Mick ha capito che invece di cambiare continuamente ingegnere di pista è meglio fare con quello che si ha e mettere qualche piombino nella scarpa destra. Ha un sacco di soldi nella valigia e si dice certo di avere una squadra per il prossimo anno. Speriamo per lui.
Ancora un sorso di borraccia e poi via con l’ultima gara del 2026 sul mitico tracciato di Laguna Seca, il 6 settembre!

















