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venerdì, Settembre 4, 2026
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IndyCar | Kirkwood domina a Washington, Palou crolla: mondiale riacceso

A Washington, per la primissima edizione della Freedom 250 Grand Prix, Kyle Kirkwood domina dall'inizio alla fine e conquista la sua seconda vittoria stagionale, davanti a Christian Lundgaard e al compagno di squadra Will Power. Giornata da incubo per il leader del mondiale Alex Palou, scivolato addirittura al ventesimo posto dopo una serie di errori: il suo vantaggio in classifica crolla da 133 a 91 punti. Andretti Global e Chip Ganassi Racing si dividono la scena in un pomeriggio che riaccende clamorosamente la lotta per il titolo a tre gare dal termine.

Kyle Kirkwood (Andretti Global) - NTT IndyCar Series (2025) Photo credits: Kyle Kirkwood via X.com

La NTT IndyCar Series è arrivata a Washington per il Freedom 250 Grand Prix. 147 giri per un evento che, probabilmente, non rivedremo più. La gara è stata vinta da Kyle Kirkwood (Andretti Global), davanti a Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Will Power (Andretti Global). Gara da dimenticare per il leader del campionato Alex Palou (Chip Ganassi Racing), che vede scendere il suo vantaggio da 133 punti a 91.

Andretti Global conferma il feeling particolare con i circuiti cittadini. Dopo tre gare opache, Kyle Kirkwood domina dall’inizio alla fine e tiene aperta la lotta per il titolo. Straordinaria prestazione di Will Power, terzo e a podio per la quinta volta in stagione. Forse, allo stato attuale, in Penske si stanno mangiando letteralmente le mani per averlo lasciato andar via. Non vorrei fare l’uccellaccio, ma lo scorso anno l’ho detto a più riprese che Power meritasse di essere riconfermato. Andretti mette anche Marcus Ericsson in quarta posizione, segno che la squadra ha funzionato decisamente bene. Adesso i punti di distacco dalla vetta sono novanta. È difficile, ma si può fare.

Arrow McLaren è decisamente il team più illeggibile della IndyCar. A volte bisognerebbe poter entrare nella testa di Zak Brown e compagnia, perché lasciar andar via un pilota come Christian Lundgaard è semplicemente senza senso. “Non va forte sugli ovali”. Sì, e allora? Sembra la stessa situazione di Penske 2025: Will Power il migliore del terzetto e lasciato andar via. Come è andata a finire lo sappiamo tutti. Il sesto posto di Nolan Siegel (altro pilota che andrà via – NDR) e il sedicesimo di Pato O’Ward (dopo un lungo – NDR) sono la cartolina perfetta della filosofia papaya: scambiamo con Ganassi il più forte che abbiamo e prendiamo Scott Dixon che è il parente alla lontana del pilota ammirato fino allo scorso anno. Poi magari il prossimo anno Dixon vince il titolo, ma insomma, i presupposti sono un po’ diversi.

Chip Ganassi Racing limita i danni con Kyffin Simpson quinto e Scott Dixon settimo. Battuta a vuoto di Alex Palou che, dopo la pole position, ha commesso un errore ai box urtando una delle gomme approntate dal Rahal Letterman per Mick Schumacher. Per questo tipo di episodi, la IndyCar non perdona e lo spagnolo è finito in fondo al gruppo dopo un drive through. Da lì la gara è stata tutta in salita, culminata con un errore che lo ha costretto ai box per diversi giri. Queste sono le corse, il problema è che Kirkwood vincendo gli ha mangiato praticamente cinquanta punti. Staremo a vedere le ultime tre gare. Il contatto con il pneumatico approntato in corsia box è una disattenzione che andava evitata, ma ormai è fatta e non resta che guardare avanti. Alla luce di quanto fatto ultimamente da Kyffin Simpson, su Ganassi urge una riflessione: il nativo delle Barbados sta iniziando a ingranare dopo un 2025 semplicemente da film horror. Nonostante questo, il team non gli ha mai fatto mancare il supporto, gli ha messo accanto due piloti di riferimento assoluto come Alex Palou e Scott Dixon e, adesso, ne raccoglie i frutti. Se Ganassi è il team di riferimento da qualche anno a questa parte, forse, c’è un motivo.

Team Penske attraversa un momento di oscillazione tra due stati d’animo: “meno male che Newgarden c’è” e “non ci resta che piangere”. Sì, perché se Josef Newgarden la mette in ottava posizione, David Malukas la mette a muro e Scott McLaughlin lo imita nel tentativo di sorpassare Kyle Kirkwood in ripartenza dalla penultima caution. Se da un lato McLaughlin era in crescita da alcune gare e ha comprensibilmente provato a vincerla, lato Malukas sarebbe meglio iniziare a preoccuparsi. Ormai fuori dalla lotta per il titolo, il giovane di casa Penske è letteralmente in bambola da tre gare. Aver perso la Indy500 per 23 millesimi ha lasciato più di un segno, ma occorre trovare il modo di invertire presto la rotta, perché finire la stagione in questo modo potrebbe rivelarsi dannoso anche per la prossima. David ha bisogno di un risultato, ma ancora di più ha bisogno di un reset.

Menzioni di merito per Caio Collet (A.J. Foyt Racing), Romain Grosjean (Dale Coyne Racing) e Mick Schumacher (Rahal Letterman Lanigan Racing). Nono il brasiliano, decimo lo svizzero e undicesimo il buon Mick che, per una volta, è riuscito a non combinarla grossa. Il fatto è che questi piloti, soprattutto Collet e Schumacher, hanno bisogno di trovare continuità e risultati per poter sperare di trovare un sedile per il prossimo anno. La IndyCar, purtroppo, non aspetta. I piloti che vogliono entrare sono sempre di più e c’è quasi la sensazione che ai rookie venga dato poco tempo per poter dimostrare di che pasta sono fatti.

Mentre la stagione entra nel vivo e si prepara alle ultime tre gare, nonostante ci sia un lungo inverno prima dell’inizio del 2027, non possiamo fare a meno di notare che, le tessere del mosaico, si stanno inesorabilmente posizionando. Per diverse cose manca solo l’ufficialità e ne parleremo a tempo debito, ma anche a livello “politico” stanno cambiando alcuni equilibri. Vi basti pensare che il team Juncos-Hollinger Racing che attualmente schiera Rinus VeeKay e Sting Ray Robb, verrebbe interamente rilevato da Hollinger e diventerebbe un team affiliato ad Arrow McLaren. Allo stesso tempo, Andretti Global sarebbe in procinto di lasciare i motori Honda e tornare con Chevrolet, con la quale vinse il titolo nel 2012 con Ryan Hunter-Reay. Ma queste, al momento, sono altre storie.

Non andate via, perché il prossimo weekend si va a Milwaukee per il doppio appuntamento di sabato e domenica!