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domenica, Ottobre 11, 2026
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Imola ultima gara del Mondiale? Minardi: «Io sono ottimista»

Qatar e Abu Dhabi restano appesi alla crisi nello stretto di Hormuz e Imola si candida a ospitare il gran finale del Mondiale 2026 a inizio dicembre. Gian Carlo Minardi si dice moderatamente ottimista: il Golfo, secondo lui, non avrà il suo Gran Premio e il freddo romagnolo non è un ostacolo. L'unica vera incognita, semmai, è la nebbia.

Foto: Jmmuguerza, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La data cerchiata in rosso era il 15 settembre: entro quel giorno la Formula 1 avrebbe dovuto decidere come chiudere una stagione ancora condizionata dalla crisi in Medio Oriente. Nell’attesa, a Imola gli alberghi tengono bloccate le prenotazioni dei team per l’inizio di dicembre. Gian Carlo Minardi, che l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari lo conosce come casa propria, un’idea su come andrà a finire ce l’ha già.

Il presidente della Commissione Velocità in Circuito di ACI Sport ha pesato ogni parola, senza però nascondere come la pensa.

«Per quanto riguarda Imola Formula 1, sono moderatamente ottimista, al di là degli interessi internazionali che ritardano le decisioni: credo che Imola sarà lì a contendersi l’ultima gara del campionato mondiale, anche se questa è una mia supposizione, dettata da un insieme di valutazioni. È ovvio che, per farlo, ci vuole l’aiuto di Abu Dhabi, che ovviamente cerca di difendere il più possibile i propri interessi, non solo quelli della F1 ma anche quelli del turismo e di tante altre cose che gravitano attorno ad Abu Dhabi.»

Poco dopo ha ribadito il concetto.

«No, io sono ottimista. Ottimista nel senso che penso che l’ultima gara sarà lì.»

Il Golfo, un finale sempre più in bilico

In primavera sono saltati i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita. Il primo è stato recuperato con una formula mai vista prima: si correrà il 4 ottobre a Sepang, in Malesia, con il Bahrain che finanzia l’evento e ne mantiene i diritti. In forte dubbio restano il Qatar, in calendario il 29 novembre, e Abu Dhabi, atteso il 6 dicembre come ultimo atto della stagione.

Lo scenario più accreditato vede Imola al posto di Yas Marina nel weekend del 4-6 dicembre, con il Qatar destinato a sua volta a saltare. Ufficialmente la F1 continua a ripetere che il calendario resta quello attuale finché non verrà annunciato un cambiamento. In questo quadro il riferimento di Minardi all’«aiuto di Abu Dhabi» ha un senso preciso: con Sepang il Bahrain è rimasto titolare della gara pur spostandola dall’altra parte del mondo, e lo stesso schema potrebbe ripetersi con Imola.

Negli ultimi giorni, intanto, dallo stretto di Hormuz sono arrivate altre brutte notizie: una nave mercantile colpita, con una vittima, e poi una petroliera esplosa dopo aver urtato una mina. Sulla possibilità che questo scenario comprometta definitivamente le gare nella regione, Minardi non ha avuto esitazioni.

«E credo, quindi, che loro non avranno il loro Gran Premio.»

Freddo, pioggia e nebbia

Resta il tema che più di tutti fa storcere il naso, cioè correre a Imola a dicembre. A luglio l’ex ingegnere Ferrari Luigi Mazzola aveva sollevato più di un dubbio, ricordando l’umidità, le poche ore di luce e le foglie in pista durante i test invernali degli anni Novanta. Minardi ha un’opinione diversa.

«Ma guarda, questo non è un problema, per tanti motivi: a Imola, a dicembre, ci sono ancora temperature più o meno equivalenti a quelle di Las Vegas quindici giorni prima, quando di notte si corre a 7-8 gradi. Quindi non è quello il problema: non è la temperatura, non è la pioggia, perché se piove, piove per tutti. L’unico problema potrebbe essere la nebbia. Però devo anche dire che, negli ultimi anni, siamo stati fortunati: abbiamo avuto uno o due giorni più avanti nella stagione rispetto a quanto si temeva. Quindi credo che il problema atmosferico non sia un ostacolo per creare un piano di riserva: Imola deve essere pronta, Imola si sta preparando, e credo che sarà pronta a ospitare, come ha già fatto nel 2020 per il Covid e nel 2021, eventuali esigenze della F1. Poi ci vuole un po’ di fortuna, e speriamo che questa fortuna sia a mio favore. Ma io sono moderatamente ottimista.»

Sul calendario il paragone con Las Vegas regge: la gara sulla Strip è in programma il 21 novembre, quindici giorni prima dell’eventuale finale romagnolo. Anche lì il freddo notturno ha messo in difficoltà più di un team nel portare le gomme in temperatura, eppure nessuno ha mai proposto di cancellarla per questo.

Sulla nebbia Minardi ha ragione a considerarla l’unica vera incognita. Il motivo ha poco a che fare con la visibilità in pista e molto con una regola precisa: se l’elicottero medico non può alzarsi in volo, le monoposto restano ai box. E nella pianura dove sorge Imola, a dicembre, le giornate grigie non mancano. I precedenti danno comunque ragione all’autodromo. Nel 2020 il circuito fu ripescato in piena pandemia per un weekend compresso in due giorni, tra il 31 ottobre e il 1° novembre, e nel 2021 tornò in calendario ad aprile. In entrambi i casi l’organizzazione rispose presente.

Una questione che va oltre Imola

Imola a dicembre avrebbe dei limiti evidenti e resterebbe comunque una soluzione seria. Il tracciato piace ai piloti e l’organizzazione ha già dimostrato di reggere le emergenze. Con Kimi Antonelli lanciato verso il titolo, chiudere la stagione a pochi chilometri da Bologna avrebbe poi un fascino particolare per il pubblico italiano.

Negli ultimi anni la F1 ha spostato sempre più gare verso il Golfo, attratta da contratti che nessun circuito europeo può permettersi, mentre Imola usciva dal calendario. Adesso che quella scelta mostra i suoi rischi, è proprio all’autodromo romagnolo che si torna a bussare. Con ogni probabilità si farà trovare pronto anche stavolta, e sarebbe utile che a Liberty Media se ne ricordassero quando si tratterà di scrivere i calendari dei prossimi anni.