
Ci siamo. È ufficialmente iniziata la settimana che ci porterà al Gran Premio di casa.
Benvenuti nel Tempio della Velocità. Benvenuti a Monza.
Come ogni anno, il circuito brianzolo si prepara a tingersi di rosso. Aumentano le iniziative, si moltiplicano le bandiere, spuntano cappellini e magliette Ferrari ovunque. L’attesa cresce, insieme a emozioni, aspettative e speranze.
Il “Cuore Rosso”, il gigantesco striscione con lo scudetto Ferrari al centro che siamo abituati a vedere sotto il podio al termine della gara, ha cominciato a palpitare.
Ma il vero elemento di novità del weekend monzese è un altro.
Dopo “soli” 73 anni, un pilota italiano torna a presentarsi a Monza da leader del Mondiale. Si chiama Kimi Antonelli. L’ultimo era stato Alberto Ascari, nel 1953.
Ed ecco che si apre uno splendido dilemma sportivo: il popolo italiano dei motori tiferà Ferrari o Antonelli?
Sulle tribune e sul prato dell’Autodromo vedremo la consueta marea rossa oppure il rosso si mescolerà con l’argento? Tra i cappellini con il 16 e il 44 spunteranno anche quelli con il 12?
Già solo poter formulare queste domande mette un brividino sulla schiena.
Fino a un paio d’anni fa, chi l’avrebbe mai detto? Un pilota italiano competitivo in Formula 1 era già un sogno. Vederlo arrivare a Monza da leader del Mondiale apparteneva quasi alla fantascienza.
E allora facciamo un piccolo sondaggio.
Se andassimo in mezzo ai tifosi e chiedessimo: “Ferrari o Antonelli?”, quale sarebbe la risposta più gettonata?
Io, dovessi scommettere, punterei sulla soluzione più diplomatica possibile: “Speriamo in un bel doppio podio Ferrari e Antonelli terzo”. Game, set, match — per usare un gergo tennistico.
Già, perché non tifare per un pilota italiano fa brutto. Ma al cuor non si comanda. E il cuore dei tifosi italiani ha quasi sempre il Cavallino impresso sopra. Quindi la passione viscerale per la Ferrari resterà probabilmente sopra ogni cosa. Ed è perfettamente comprensibile.
Il problema è che quando di mezzo c’è il tifo, la diplomazia tende ad avere la stessa durata di una gomma morbida a fine gara.
A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato proprio Mercedes. Kimi partirà dal fondo della griglia per la gara di domenica a causa della sostituzione del motore. La scelta del team era nell’aria da settimane: Monza è un circuito dove sorpassare è possibile.
E così il dilemma potrebbe diventare improvvisamente molto più semplice. “Certo, tiferemmo volentieri per una vittoria di Kimi… ma vista la penalità…”
E via libera al tifo Ferrari.
Oppure no.
Perché, a pensarci bene, quella penalità potrebbe trasformare Kimi nell’eroe perfetto. Quello che parte ultimo e prova a risalire tutto il gruppo. Una rimonta pazzesca, sorpasso dopo sorpasso, fino a giocarsi la vittoria davanti a un Autodromo impazzito. Standing ovation, abbraccio collettivo.
Perché a volte la fantasia supera la realtà. E in Formula 1, ogni tanto, l’impossibile decide di diventare possibile.
Come si dice? Non succede, ma se succede…
Aspettiamo allora l’accensione dei motori. E soprattutto quella del tifo. Per capire da che parte soffierà il vento.
Ma comunque vada, questo sarà un weekend speciale. Perché la maggior parte di noi, per ragioni anagrafiche, non ha mai vissuto la vigilia di un Gran Premio d’Italia con un pilota italiano in testa al Mondiale.
Ferrari o Kimi?
Forse, per una volta, non saremo costretti a scegliere.
Ferrari, Kimi: sognate e fateci sognare!
















