Diciannove millesimi di secondo. È il margine con cui Julia Angelard ha vinto a Poznań, nella seconda tappa del Campionato Polacco di karting 2026, firmando il giro più veloce del weekend proprio nell’ultimo giro dell’ultima gara, con le gomme ormai consumate. È bastato per diventare la prima donna a vincere in quell’evento in quindici anni. C’è però un dettaglio della sua vita che nemmeno chi la segue da vicino conosce: ha un fratello gemello.
A 14 anni, polacca di nascita e ormai di casa in Italia, Julia Angelard corre in OK Junior e segue in parallelo sette programmi diversi, tra cui il Campionato Polacco, il FIA Karting Europeo, la Richard Mille Young Talent Academy, More Than Equal e la neonata selezione F1 Academy Discover Your Drive. Nel 2024 è entrata nella scuderia di Giovanni Minardi, che ne segue oggi il percorso verso il salto dalle monoposto. Nei primi sette mesi del 2026 ha totalizzato 107 giorni in pista e 62 voli, senza mai smettere di andare a scuola: quest’anno si è diplomata con lode.
Un kart con gli adesivi RK
Di quel primo giorno su un kart, a quattro anni, Julia non conserva un ricordo vero e proprio. “Vorrei rispondere con qualcosa di interessante ma avevo quattro anni e semplicemente non ricordo”, ammette con onestà disarmante. Quello che sa, perché glielo hanno raccontato, è che quando il fratello maggiore Maks era in pista, la famiglia intera lo seguiva: lei, l’altro fratello Aleks, i genitori. Un giorno lei e Aleks ebbero l’opportunità di sedersi in un piccolo kart e provarlo per la prima volta. Piacque a entrambi, tanto che i genitori comprarono il primo kart di famiglia, uno con gli adesivi del marchio RK che Julia ricorda ancora bene. Poi le strade dei due fratelli si separarono: “A un certo punto Aleks ha deciso che non gli piaceva più. A me invece piaceva moltissimo, e mi divertivo così tanto che cercavo ogni occasione per guidare.”
Da quel kart di famiglia è nata, dieci anni dopo, una macchina organizzativa che oggi tiene insieme sette programmi sparsi per l’Europa. All’inizio se ne occupava soprattutto il padre: “i miei genitori avevano deciso che il karting e le corse sarebbero state responsabilità di mio padre.” Poi le cose si sono fatte più intense, anche perché nel frattempo Maks è diventato pilota professionista nel Michelin Le Mans Cup, categoria LMP3, e i compiti si sono divisi tra i due genitori: il padre tiene un calendario di famiglia condiviso online, la madre si occupa dei voli, il padre di hotel e noleggi auto. Non sempre basta: “A volte è difficile ricordare tutto, anche solo le tute e le divise giuste, perché con tutti i programmi e le accademie ho una tuta per Champions of the Future Academy, che corre insieme a F1 Academy Discover Your Drive, una diversa per le gare FIA Europeo e WSK, e un’altra ancora per il Campionato Polacco. Ho anche vestiti e accessori diversi per le attività di More Than Equal.” Quando è a casa, comunque, il karting resta anche un gioco tra fratelli: “Vado ancora spesso ai kart a noleggio con i miei fratelli.”
Qualcosa, in mezzo a tutto questo, è rimasto indietro. Fino a due anni fa Julia praticava ginnastica acrobatica, una passione parallela al motorsport ma il calendario alla fine non ha lasciato spazio a entrambe le cose: “Purtroppo circa due anni fa ho dovuto smettere, perché non riuscivamo più a farla stare nel mio programma. A volte mi manca.”
Il giro più veloce all’ultimo giro
Tra i sette programmi che Julia segue, il Campionato Polacco occupa un posto a parte: non è la priorità sportiva della sua stagione ma il palcoscenico dove corre per lo sponsor ORLEN, che essendo polacco tiene a vedere i propri piloti in gara anche in patria. Ed è proprio lì, a Poznań, che è arrivato il momento più netto del suo 2026, nel modo meno prevedibile.
La squadra era arrivata al weekend senza test precedenti, dopo aver saltato anche una giornata di prove ufficiali perché Julia stava tornando da un camp nel Regno Unito. “Ovviamente volevo fare del mio meglio ma non avevo aspettative particolari”, racconta. “Durante la gara non pensavo ai punti: sapevo di avere un buon ritmo e una buona posizione per il podio, e volevo solo chiudere nel migliore dei modi.” Il circuito polacco ha un rettilineo molto lungo, dove il tunnel aerodinamico dietro chi precede pesa parecchio sul cronometro. Nell’ultima gara del weekend Julia era seconda, e ha colto il momento giusto per sfruttarlo. Il resto lo ha scritto il cronometro, sull’ultimo giro dell’ultima gara, con le gomme ormai consumate: “Ho vinto per un solo punto, quello del giro più veloce, fatto proprio nell’ultimo giro — il giro più veloce di tutto il weekend, anche con le gomme già consumate. Dopo un weekend difficile, è stato bellissimo dimostrare quanto sono veloce ed essere la prima ragazza a vincere in Polonia in quindici anni.”
Un asse rotto e la pista dei sogni
Sul fronte internazionale, il 2026 nel Champions of the Future Academy non ha ancora regalato un podio: tre volte Julia è arrivata quarta, l’ultima a Viterbo. Ne parla con autoironia, senza drammatizzare: “È racing, è sport. A volte serve solo un po’ di fortuna. Per me conta poter guidare veloce e giocarmi le posizioni di vertice, quindi spero di avere più fortuna la prossima volta.”

Una delusione ben più pesante l’aveva già messa alla prova qualche mese prima. Nella finale del Champions of the Future Academy negli Emirati Arabi, a fine 2025, dopo una stagione già lunghissima, la rottura dell’asse posteriore le ha tolto un risultato che sembrava a portata di mano. “Non è mai facile accettare una fine di stagione così deludente, soprattutto quando è fuori dal tuo controllo”, dice Julia. “Per fortuna è stato solo un guasto meccanico, non un incidente serio per me o per altri piloti. Fa parte delle corse. Da allora ho fatto tante altre gare.”

A novembre la stagione del Champions of the Future Academy si chiuderà a Franciacorta, la pista che considera casa sua. “Mi piace quanto sono ‘fluide’ le curve. Con il giusto bilanciamento riesci a volare dolcemente da una curva all’altra. Alcune sono piuttosto strette ma altre sono da percorrere a tutto gas, ad alta velocità.”

Due programmi, un solo obiettivo
Se il karting resta il terreno di gara quotidiano, il 2026 di Julia si gioca soprattutto altrove, nella corsa parallela per farsi notare dai programmi che selezionano le future promesse del motorsport femminile. Una strada iniziata nel 2024, quando è diventata l’unica pilota polacca tra le venti finaliste dello Iron Dames Young Talents shootout. Il ricordo di quella chiamata è ancora nitido: “Ero a Jesolo, per una gara della Rok Cup Italia, e mio padre mi disse che qualcuno delle Iron Dames ci aveva contattato. È stata una sensazione bellissima ma anche strana, che qualcuno mi avesse notata e invitata allo shootout.” Quell’esperienza, racconta, era pensata per dare qualcosa a tutte le partecipanti, non solo alla vincitrice designata: “L’obiettivo dello shootout non era solo scegliere la futura Iron Dame ma anche offrire tanto allenamento a tutte le ragazze per aiutarle a diventare piloti migliori. Mi ha anche dato l’opportunità di conoscere altre pilote con cui sono ancora amica e contro cui corro ancora.”
Due anni dopo, quella strada l’ha portata dentro due programmi con lo stesso obiettivo dichiarato: formare la prima campionessa del mondo di Formula 1. Prima More Than Equal, poi, con la selezione annunciata a febbraio 2026, F1 Academy Discover Your Drive: il programma che ogni anno sceglie solo nove pilote, tre per ciascuna categoria (Mini, OK-N Junior, OK-N Senior), e che ha scelto Julia come una delle tre della categoria Junior. Ne parla come di un doppio riconoscimento: “Significa moltissimo per me essere parte di entrambi i programmi, soprattutto in questa fase della carriera in cui sto pianificando il passaggio dal karting alle auto. Essere stata selezionata da due programmi concentrati sullo sviluppo di talenti femminili mi dà fiducia di stare andando nella direzione giusta.” More Than Equal, aggiunge, lavora sul lungo periodo, con “coaching in pista, preparazione fisica e mentale, tutto basato su dati e ricerca”, mentre F1 Academy Discover Your Drive le apre un’altra finestra sul percorso della F1 Academy vera e propria, oltre a costruirle visibilità e connessioni con gli sponsor del programma.
Quella visibilità ha avuto, ad agosto 2026, un momento concreto: entrambi i programmi l’hanno invitata al weekend di gara di Formula 1 e F1 Academy a Zandvoort. “È stata la prima volta nella mia vita che ho visto entrambi i paddock, ho potuto incontrare e parlare con dei piloti e vedere il box McLaren. Era poco prima della sprint race, quindi tutto il team era molto impegnato a lavorare sulle macchine di Oscar e Lando.” E se le si chiede quale, tra i tanti progetti che segue, ritenga più decisivo per il suo sviluppo, la risposta non esita: “Sono tutti importanti e servono scopi diversi. Con i budget che servono nel motorsport, ho bisogno di tutto il supporto possibile. Ma per lo sviluppo personale, in questa fase della carriera penso che More Than Equal sia quello che mi dà più supporto: c’è un intero gruppo di professionisti che lavora su un programma dedicato a me come pilota e alla mia preparazione per il passaggio alle auto.”
Dal kart alle marce
Quel passaggio, sul piano pratico, è già cominciato. A giugno 2026, con More Than Equal, Julia ha provato per la prima volta una Ginetta e una monoposto di Formula 4, e il salto di sensazioni rispetto al kart è stato immediato: “Un’auto è completamente diversa da un kart, per tutte le forze G. Devi gestire le marce perché il motore abbia sempre abbastanza potenza. Anche il bilanciamento tra frenata e curva è molto più complicato rispetto al kart.” Tra le due, sceglie senza esitare la più ostica: “Mi sono piaciute molto sia la Ginetta sia la Formula 4 ma la Ginetta è più difficile.”
Sul salto vero e proprio alle monoposto, Julia non si sbilancia. Non perché eviti la domanda: la Richard Mille Young Talent Academy, il programma karting a cui appartiene, non è direttamente collegata alla Formula 4 Academy della stessa fondazione, la cui selezione passa da uno shootout separato, e i piani per il 2027 non sono ancora definiti. “Al momento non posso parlare dei piani per il prossimo anno e per quelli successivi ma i miei genitori e il mio management ci stanno già lavorando. A seconda del budget che avremo, abbiamo un Piano A, un Piano B e un Piano C. Spero che riusciremo a realizzare il Piano A, che è molto intenso ma mi entusiasma moltissimo. Mi aiuterebbe a crescere tantissimo come pilota.”
Sola in griglia, orgogliosamente polacca
Anche nel 2026, Julia resta quasi sempre l’unica ragazza, o una delle pochissime, al via. Non sembra un pensiero che la accompagni in pista: “Quando ti metti il casco non conta se sei una ragazza o un ragazzo. Devi solo dare il massimo e ottenere il miglior risultato possibile”, dice, per poi aggiungere che fuori dal casco la storia cambia: “In pista corriamo ma fuori pista ho molte buone amicizie con altri piloti nel paddock.”
Una parte di quella rappresentanza passa anche dai colori che porta al Campionato Polacco, dove corre per lo sponsor ORLEN: un legame che, tiene a precisare, va oltre quel singolo campionato. “Il supporto di ORLEN non si limita al Campionato Polacco. L’Accademia e il sostegno sono legati alla pilota, non a un team specifico, e sono pensati per l’intera stagione.” Dietro c’è un’educazione familiare precisa: “Sono cresciuta con i miei genitori come una patriota polacca, quindi sono orgogliosa di poter rappresentare il mio paese in tutto il mondo e di correre con i colori bianco e rosso. Ed è anche molto bello vedere sempre più piloti e atleti polacchi avere successo a livello internazionale.”
“Voglio superare Schumacher e Vettel”
Dietro l’agenda fittissima, l’ambizione di Julia resta dichiarata senza troppi giri di parole: superare i suoi idoli, Michael Schumacher e Sebastian Vettel. Alla domanda su da dove nasca un obiettivo così esplicito, a 14 anni, risponde con calma: “Il mio obiettivo è diventare la miglior pilota possibile. Sono ancora giovane e non so dove mi porterà questo percorso, né fin dove potrò arrivare. Nell’ultimo anno ho ricevuto tanto supporto da tutte le persone con cui ho lavorato, incluso l’intero team di More Than Equal che mi sta aiutando a crescere. Certo, mi piacerebbe diventare pilota di F1 ma al momento è quasi un miracolo per una pilota donna. Voglio comunque arrivare il più lontano possibile in questo percorso.” Poi aggiunge la frase che forse racconta meglio il suo approccio: “Per ora preferisco concentrarmi sulle cose su cui posso lavorare io. Le cose che sono fuori dal mio controllo le gestiscono i miei genitori e il mio management.”
Il compagno di box che sceglierebbe per un weekend intero di gara, tra piloti di qualsiasi epoca? Max Verstappen, risposta immediata. E quando le si chiede cosa i suoi follower non immaginerebbero mai di lei, Julia parla prima dell’equilibrio, non semplice, tra vita pubblica e privata: “Con il mio team cerchiamo di bilanciare cosa mostrare sui social. Loro vorrebbero far vedere più della mia vita personale, qualcosa dietro le quinte, più dettagli di stile di vita. Capiamo che oggi i social sono uno strumento potentissimo per costruire visibilità e trovare partner e sponsor. Ma allo stesso tempo vogliamo trovare un equilibrio e mantenere quanta più privacy possibile. Alcune cose restano solo per gli amici che frequento davvero.” Poi aggiunge il dettaglio che quasi nessuno conosce: “Ma una cosa che quasi nessuno sa è che ho un fratello gemello, Aleks. È più grande di me di cinque minuti, e a lui piace sottolinearlo come argomento a suo favore.”
Anche Aleks, in fondo, fa parte della stessa storia: quella di una famiglia che si è organizzata, weekend dopo weekend, per lasciare a Julia lo spazio di correre. Schumacher e Vettel restano l’obiettivo dichiarato. Il resto, dice lei stessa, non è cosa sua: se ne occupano i genitori e il management.
















