Bentornata F1. Bentornati dalle vacanze. Dopo la consueta pausa estiva, le monoposto sono tornate in pista a Zandvoort per l’ultimo ballo del Gran Premio d’Olanda. Già, perché dall’anno prossimo il circuito olandese non sarà più in calendario. Poi, in F1, mai dire mai: oggi ti salutano, domani magari ti richiamano. Ci eravamo lasciati a fine luglio con la vittoria di Lando Norris in terra magiara. Ci ritroviamo con la vittoria del pilota inglese in terra olandese.
La gara, purtroppo, è rimasta subito orfana dell’idolo di casa Max Verstappen. Un peccato per lo spettacolo. Max, soprattutto quando corre davanti al suo pubblico, è uno di quei piloti capaci di aggiungere sempre un po’ di peperoncino. Figuriamoci nell’ultimo Gran Premio di casa, carico a pallettoni e con un intero Paese pronto a spingerlo. Cosa avrebbe potuto fare non lo sapremo mai.

Credits: McLaren Mastercard Formula 1 Team via X
#F1 #DutchGP
Chi invece carico a pallettoni lo era eccome è stato Norris. La McLaren ha fatto passi da gigante, riducendo in maniera considerevole il gap con la Mercedes. E, un po’ come accade nel team di Brackley, anche a Woking c’è un pilota che sta facendo la differenza.
Mentre Piastri non è mai riuscito a inserirsi con continuità nella lotta per le posizioni che contano, Norris sta mettendo in pista maturità, sicurezza e solidità sorprendenti. Vero, è il campione in carica. Ma diciamocela tutta: l’anno scorso, chi più chi meno, lo avevamo liquidato con frasi del tipo “è diventato campione per sbaglio”, “ha vinto perché guidava un’astronave” oppure “le altre macchine non erano all’altezza”.
E invece, alla faccia dei detrattori, tiè: due vittorie consecutive, piazzate lì con una certa autorità. Il risveglio della McLaren è arrivato forse un po’ tardi per pensare seriamente di insidiare il vertice del campionato. Ma in F1 mai dire mai: basti ricordare i due punti di distacco tra primo e secondo nel Mondiale 2025.

Credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team via X
#F1 #DutchGP
E la Mercedes? Sul podio sono saliti entrambi i piloti, con Antonelli che consolida ulteriormente il suo primato in classifica. Il vantaggio della Stella sulle rivali, però, pare essersi assottigliato. Attenzione però ai facili entusiasmi. A differenza di McLaren, Ferrari e Red Bull, Mercedes non ha ancora portato grandi aggiornamenti. E conoscendo Toto Wolff, non è escluso che l’asso sia ancora nascosto nella manica.
Intanto il team ha dimostrato di saper fare gioco di squadra. Chapeau a Russell, che ha eseguito l’ordine di scuderia lasciando passare il nostro Kimi senza colpo ferire. Quando ho sentito il classico “scambiatevi le posizioni” e il successivo silenzio di George, mi aspettavo una risposta decisamente poco british. E invece no. Good job, mate.
In tutto questo, Ferrari resta il solito affascinante mistero. Capace di grandi fiammate, altrettanto grandi battute d’arresto e di navigare, una gara dopo l’altra, appena dietro ai migliori. Il passo gara sembra esserci. Sul giro secco, invece, la musica cambia. E a Zandvoort, dove sorpassare è complicato, partire lontano dalla prima fila diventa una condanna.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#F1 #DutchGP
Da sistemare anche la strategia box. Oggi il muretto ha confezionato un “uno-due” tutt’altro che magistrale: a causa di una sosta lenta, Leclerc ha finito per perdere una posizione proprio a vantaggio del compagno di squadra Hamilton. Forse Charles ha ignorato l’ordine di rientrare, ma se così fosse il muretto dovrebbe comunque farsi qualche domanda.
E Sir Lewis non l’ha presa benissimo. Il suo team radio parla da solo:
“Ottimo modo di perdere tempo, complimenti ragazzi.”
Ora si va a Monza. E speriamo che a Maranello, per il Gran Premio di casa, facciano come a Camelot: Re Artù Vasseur e i cavalieri della Tavola Rotonda Leclerc e Hamilton, tutti uniti alla ricerca del Santo Graal. Che, per una volta, potrebbe anche assomigliare a una vittoria. Next stop: Monza.
Stay tuned!
















