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venerdì, Settembre 4, 2026
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Ecco cosa ci lascia l’ultimo ballo di Zandvoort

L'ultimo GP d'Olanda sul circuito di Zandvoort ci restituisce un vincente binomio Norris-McLaren, con un solido Antonelli secondo con Mercedes. Le Ferrari la ritroviamo tra luci ed ombre, mentre subito out l'idolo di casa Verstappen. La F1 tornerà in pista tra due settimane per il GP d'Italia a Monza, una corsa che farà da spartiacque per il prosieguo del campionato.

Il circuito di Zandvoort visto dall'alto. #F1 #DutchGP

Bentornata F1. Bentornati dalle vacanze. Dopo la consueta pausa estiva, le monoposto sono tornate in pista a Zandvoort per l’ultimo ballo del Gran Premio d’Olanda. Già, perché dall’anno prossimo il circuito olandese non sarà più in calendario. Poi, in F1, mai dire mai: oggi ti salutano, domani magari ti richiamano. Ci eravamo lasciati a fine luglio con la vittoria di Lando Norris in terra magiara. Ci ritroviamo con la vittoria del pilota inglese in terra olandese.

La gara, purtroppo, è rimasta subito orfana dell’idolo di casa Max Verstappen. Un peccato per lo spettacolo. Max, soprattutto quando corre davanti al suo pubblico, è uno di quei piloti capaci di aggiungere sempre un po’ di peperoncino. Figuriamoci nell’ultimo Gran Premio di casa, carico a pallettoni e con un intero Paese pronto a spingerlo. Cosa avrebbe potuto fare non lo sapremo mai.

Foto di rito per la McLaren, vincitrice del GP d’Olanda con Norris.
Credits: McLaren Mastercard Formula 1 Team via X
#F1 #DutchGP

Chi invece carico a pallettoni lo era eccome è stato Norris. La McLaren ha fatto passi da gigante, riducendo in maniera considerevole il gap con la Mercedes. E, un po’ come accade nel team di Brackley, anche a Woking c’è un pilota che sta facendo la differenza.

Mentre Piastri non è mai riuscito a inserirsi con continuità nella lotta per le posizioni che contano, Norris sta mettendo in pista maturità, sicurezza e solidità sorprendenti. Vero, è il campione in carica. Ma diciamocela tutta: l’anno scorso, chi più chi meno, lo avevamo liquidato con frasi del tipo “è diventato campione per sbaglio”, “ha vinto perché guidava un’astronave” oppure “le altre macchine non erano all’altezza”.

E invece, alla faccia dei detrattori, tiè: due vittorie consecutive, piazzate lì con una certa autorità. Il risveglio della McLaren è arrivato forse un po’ tardi per pensare seriamente di insidiare il vertice del campionato. Ma in F1 mai dire mai: basti ricordare i due punti di distacco tra primo e secondo nel Mondiale 2025.

Antonelli precede Norris durante il GP d’Olanda.
Credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team via X
#F1 #DutchGP

E la Mercedes? Sul podio sono saliti entrambi i piloti, con Antonelli che consolida ulteriormente il suo primato in classifica. Il vantaggio della Stella sulle rivali, però, pare essersi assottigliato. Attenzione però ai facili entusiasmi. A differenza di McLaren, Ferrari e Red Bull, Mercedes non ha ancora portato grandi aggiornamenti. E conoscendo Toto Wolff, non è escluso che l’asso sia ancora nascosto nella manica.

Intanto il team ha dimostrato di saper fare gioco di squadra. Chapeau a Russell, che ha eseguito l’ordine di scuderia lasciando passare il nostro Kimi senza colpo ferire. Quando ho sentito il classico “scambiatevi le posizioni” e il successivo silenzio di George, mi aspettavo una risposta decisamente poco british. E invece no. Good job, mate.

In tutto questo, Ferrari resta il solito affascinante mistero. Capace di grandi fiammate, altrettanto grandi battute d’arresto e di navigare, una gara dopo l’altra, appena dietro ai migliori. Il passo gara sembra esserci. Sul giro secco, invece, la musica cambia. E a Zandvoort, dove sorpassare è complicato, partire lontano dalla prima fila diventa una condanna.

Leclerc durante la sua seconda sosta ai box durante il GP d’Olanda.
Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#F1 #DutchGP

Da sistemare anche la strategia box. Oggi il muretto ha confezionato un “uno-due” tutt’altro che magistrale: a causa di una sosta lenta, Leclerc ha finito per perdere una posizione proprio a vantaggio del compagno di squadra Hamilton. Forse Charles ha ignorato l’ordine di rientrare, ma se così fosse il muretto dovrebbe comunque farsi qualche domanda.

E Sir Lewis non l’ha presa benissimo. Il suo team radio parla da solo:

“Ottimo modo di perdere tempo, complimenti ragazzi.”

Ora si va a Monza. E speriamo che a Maranello, per il Gran Premio di casa, facciano come a Camelot: Re Artù Vasseur e i cavalieri della Tavola Rotonda Leclerc e Hamilton, tutti uniti alla ricerca del Santo Graal. Che, per una volta, potrebbe anche assomigliare a una vittoria. Next stop: Monza.

Stay tuned!