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venerdì, Settembre 4, 2026
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Zandvoort, Ferrari sfida Mercedes, ma occhio a McLaren

La F1 riparte da Zandvoort: Ferrari porta un nuovo fondo e può sfidare Mercedes, mentre McLaren arriva in crescita dopo la vittoria di Budapest.

Leclerc vs Russell, GP Australia 2026. Credits: Mercedes AMG Petronas F1 Team

La F1 riaccende i motori dopo la pausa estiva e lo fa su uno dei circuiti più particolari dell’intero calendario. Zandvoort apre la seconda parte della stagione 2026 con un weekend che potrebbe fornire indicazioni importanti sui nuovi equilibri tra Mercedes, Ferrari e McLaren.

Il tracciato olandese, lungo 4,259 chilometri e percorso per 72 giri nella gara di domenica, presenta caratteristiche molto differenti rispetto ad altri appuntamenti della stagione di F1. È una pista stretta, tortuosa, caratterizzata da numerose curve medie e veloci in appoggio, importanti variazioni altimetriche e dalle ormai celebri curve sopraelevate. I sorpassi non sono semplici e proprio per questo la posizione in pista e soprattutto la qualifica assumono un peso enorme: nelle edizioni disputate dal ritorno di Zandvoort in calendario, dal 2021, il vincitore è sempre partito dalla pole position.

Leclerc in azione a Zandvoort con la SF-25.
Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#DutchGP

Zandvoort: carico aerodinamico e bilanciamento al centro del weekend

Dal punto di vista tecnico siamo davanti a un circuito di F1 da medio-alto carico aerodinamico, nel quale la capacità di generare deportanza senza compromettere il bilanciamento della monoposto diventa determinante. Lo stress imposto agli pneumatici è elevato, soprattutto per la presenza di numerose curve percorse con importanti carichi laterali. Al contrario, la severità energetica è relativamente contenuta: Zandvoort non è una pista dominata dalle lunghe accelerazioni e dalla gestione dell’energia come altri tracciati del calendario.

Uno dei punti chiave sarà il comportamento della vettura nelle curve in appoggio. Il circuito tende a richiedere una macchina stabile soprattutto al posteriore, ma allo stesso tempo un avantreno sufficientemente preciso da evitare che il sottosterzo diventi eccessivo nelle sequenze più lunghe. È quindi un compromesso delicato: rendere solido il posteriore senza perdere troppo inserimento sull’anteriore.

E quest’anno ci sarà un’ulteriore complicazione. Zandvoort ospiterà infatti per la prima volta una Sprint di F1: le squadre avranno solamente una sessione di prove libere prima di entrare direttamente nelle sessioni competitive. Un elemento particolarmente importante per chi porterà aggiornamenti tecnici.

La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton in azione sul Circuito di Barcellona-Catalunya durante il Gran Premio edizione 2026.

Ferrari: sulla carta è una delle piste migliori

Tra le squadre da osservare con maggiore attenzione ci sarà inevitabilmente la Ferrari. Le caratteristiche di Zandvoort sembrano infatti sposarsi bene con alcuni dei punti di forza mostrati dalla monoposto di Maranello nella prima parte della stagione. Le numerose curve medie rappresentano probabilmente il terreno sul quale la Ferrari può esprimersi meglio, mentre la ridotta presenza di lunghi rettilinei dovrebbe limitare uno dei settori nei quali la vettura ha pagato maggiormente rispetto alla concorrenza. Anche la natura front limited del circuito potrebbe rappresentare un elemento favorevole nella gestione degli pneumatici.

Ma soprattutto a Zandvoort arriverà un’importante novità tecnica: un’evoluzione del fondo studiata per aumentare il carico aerodinamico. Ed è proprio qui che si trova probabilmente la grande incognita del weekend Ferrari. La pista è potenzialmente favorevole e l’aggiornamento va esattamente nella direzione richiesta dal circuito, ma il formato Sprint concederà ai tecnici una sola sessione di prove libere per comprenderne il comportamento e trovare il setup corretto.

Se il nuovo fondo funzionerà immediatamente, Ferrari potrebbe candidarsi seriamente alla vittoria. Se invece richiederà tempo per essere compreso e ottimizzato, il weekend Sprint rischia di trasformare un’opportunità in un problema.

Lando Norris guida la sua McLaren sul circuito di Montreal
Photo credits: @McLarenF1 via X

McLaren, Budapest può essere stato il punto di svolta

Se c’è però una squadra in F1 che arriva in Olanda con il vento in poppa è la McLaren. La vittoria di Lando Norris in Ungheria ha interrotto definitivamente l’idea di una stagione controllata esclusivamente dalla Mercedes. Dopo le prime sei vittorie consecutive della squadra di Brackley, Ferrari e McLaren sono progressivamente riuscite ad avvicinarsi e Budapest ha rappresentato il primo successo stagionale della formazione di Woking.

Gli aggiornamenti introdotti sulla monoposto hanno mostrato segnali particolarmente interessanti soprattutto nel comportamento nelle curve lente e nella guidabilità complessiva. E il pacchetto non è ancora completo. A Zandvoort McLaren porterà infatti una nuova ala posteriore e modifiche alle prese d’aria dei freni posteriori, completando il pacchetto di sviluppo iniziato in Ungheria.

Le caratteristiche del circuito olandese sembrano adattarsi bene alla vettura papaya: la necessità di carico aerodinamico, il comportamento nelle curve in appoggio e una pista nella quale la gestione dell’asse anteriore sarà importante rappresentano elementi potenzialmente favorevoli. Dopo Norris nel 2024 e Piastri nel 2025, inoltre, McLaren arriva da due vittorie consecutive a Zandvoort. Considerando anche quanto mostrato a Budapest, sarebbe sorprendente non vederla nuovamente nella lotta per le prime posizioni.

Antonelli in azione con la sua Mercedes durante il GP di Gran Bretagna a Silverstone.
Credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team via X
#BritishGP

Mercedes resta il riferimento, ma Zandvoort può ridurre le distanze

La grande domanda sarà naturalmente quella relativa alla Mercedes. La squadra che ha dominato l’inizio del nuovo ciclo regolamentare in F1 resta il riferimento della stagione e Andrea Kimi Antonelli arriva in Olanda da leader del Mondiale, con sei vittorie e 50 punti di vantaggio su Lewis Hamilton. Mercedes ha inoltre conquistato otto delle prime undici gare disputate.

Zandvoort, tuttavia, potrebbe non rappresentare il terreno sul quale esaltare maggiormente i suoi punti di forza. La pista presenta pochi tratti realmente stop&go e la componente energetica ha un’incidenza relativamente ridotta. Ciò significa che alcuni dei vantaggi della Mercedes potrebbero essere meno evidenti rispetto ad altri appuntamenti. Attenzione però a trasformare questa considerazione in una bocciatura.

La monoposto di Brackley ha dimostrato finora di possedere pochissimi veri punti deboli e soprattutto una capacità di essere competitiva su circuiti estremamente differenti. Nelle curve veloci rimane uno dei riferimenti e il passo gara rappresenta spesso una delle sue armi migliori. Antonelli stesso ha indicato McLaren come una delle principali minacce per questo weekend dopo quanto visto in Ungheria. Mercedes potrebbe quindi non avere il margine osservato nella prima parte dell’anno, ma resta inevitabilmente nella lista delle favorite.

Red Bull: Verstappen contro una pista poco amica della RB22

Discorso differente per la Red Bull. Paradossalmente Max Verstappen arriva alla gara di casa su un circuito che, dal punto di vista tecnico, sembra mettere in evidenza proprio alcune delle difficoltà della monoposto. La richiesta di carico aerodinamico è elevata, mentre la pista presenta poche delle caratteristiche stop&go nelle quali la Red Bull può maggiormente limitare i propri problemi. Quanto visto a Budapest, su un’altra pista ad alto carico, rappresenta un precedente poco incoraggiante.

F1 | Il ritiro di Max Verstappen al GP di Cina 2026 – Shangai – #ChineseGP
Credits: @redbullracing via X

A favore di Verstappen ci sono però due elementi impossibili da ignorare. Il primo è naturalmente il fattore casa. Il secondo è il suo straordinario rapporto con questa pista: dal ritorno del GP d’Olanda nel calendario, Max ha ottenuto tre vittorie e due secondi posti, senza mai terminare fuori dalle prime due posizioni. Servirà probabilmente qualcosa in più del semplice feeling con Zandvoort per battere Mercedes, Ferrari e McLaren, ma escludere Verstappen proprio qui sarebbe comunque rischioso.

Una qualifica che può valere mezza vittoria

Più ancora del normale, il sabato – e in generale tutte le sessioni che determinano la griglia – potrebbe decidere una fetta enorme del weekend. Zandvoort offre poche occasioni pulite per superare. Il circuito è stretto, la traiettoria ideale è spesso obbligata e seguire da vicino un’altra monoposto nelle lunghe curve in appoggio può mettere rapidamente sotto stress gli pneumatici. Partire davanti significa quindi poter controllare maggiormente ritmo e degrado. E il dato storico recente è chiarissimo: dal ritorno della F1 a Zandvoort, chi ha conquistato la pole ha poi vinto la gara.

Con Mercedes, Ferrari e McLaren ormai molto più vicine rispetto all’inizio della stagione, anche pochi centesimi potrebbero cambiare completamente il volto del Gran Premio. Zandvoort potrebbe quindi rappresentare un primo vero esame della seconda parte del Mondiale. Mercedes arriva ancora da riferimento, Ferrari trova un circuito potenzialmente molto favorevole alle caratteristiche della propria monoposto e porta un nuovo fondo, mentre McLaren vuole dimostrare che Budapest non sia stato un episodio isolato. Tre squadre, caratteristiche tecniche differenti e pochissimo tempo per trovare il compromesso giusto. Nel weekend Sprint più che mai, chi arriverà preparato a Zandvoort potrebbe non avere bisogno di aspettare la domenica per costruire la propria vittoria.