F1 | Ferrari SF-26: “Finisce la batteria e perde!”

La SF-26 tiene nel primo stint, poi crolla. «Da un certo punto in poi finisce la batteria e perde»: le parole di Manuel Codignoni su Pit Talk fotografano un problema che va ben oltre il setup. Difetto di Power Unit, di gestione gomme, o di entrambe? Gara dopo gara lo schema si ripete senza soluzione. Un'analisi del pattern che preoccupa la Ferrari nel 2026, mentre Mercedes resta costante e McLaren cresce.

C’è un momento preciso, ormai, in cui la Ferrari smette di essere una macchina da gara e diventa un’incognita.

Non è la partenza. Non è il primo stint.
È dopo.

Sempre dopo.

Lo schema si ripete con una puntualità quasi inquietante: prima metà gara in controllo, seconda metà in affanno. A Miami è stato semplicemente l’ennesimo capitolo di una storia già vista. E la cosa più preoccupante non è che succeda — ma che nessuno sappia davvero spiegare perché.

Manuel Codignoni lo ha sintetizzato in maniera brutale durante Pit Talk:

«Fino a metà gara Leclerc stava lì, era in partita. Il grosso l’ha perso nella seconda parte.»

E questo è il punto.
La Ferrari non è fuori gioco dall’inizio. Ci arriva da sola.

Il vero problema: non è velocità, è resistenza

Per anni il dibattito su Ferrari è stato semplice: manca performance.

Oggi no.

La SF-26 (o quello che è diventata questa macchina) la velocità ce l’ha, almeno per restare agganciata al gruppo di testa. Il problema è che non la tiene.

È una macchina che sembra funzionare “a tempo”.

Funziona per 20-25 giri. Poi qualcosa cambia:

  • il passo cala
  • gli avversari scappano
  • la gara si sfila dalle mani

E non parliamo di dettagli. Parliamo di un crollo sistematico.

Le due ipotesi: gomme o Power Unit?

Codignoni prova a mettere giù due piste, senza fare il tecnico — ma centrando il problema meglio di tanti ingegneri:

«Non so se è gestione gomme o un problema di Power Unit… da un certo punto in poi finisce la batteria e perde.»

Tradotto: Ferrari potrebbe avere un limite strutturale in uno di questi due ambiti:

1. Gestione gomme

Se fosse questo il problema, sarebbe gravissimo.
Perché significherebbe che la macchina:

  • stressa troppo gli pneumatici
  • non riesce a mantenerli nella finestra ideale
  • paga il degrado più degli altri

E questo, nel motorsport moderno, è una condanna.

2. Energia e Power Unit

Qui il discorso si fa ancora più delicato.

Se davvero la Ferrari:

  • scarica troppo presto la batteria
  • o ricarica meno efficacemente

allora il problema non è di setup. È di concetto.

E nel 2026, con l’elettrico che pesa sempre di più, significa essere fuori dal gioco che conta.

Il dettaglio che preoccupa davvero

La parte più inquietante non è tecnica. È strategica.

Perché questo difetto non è nuovo.

Non è nato a Miami.
Non è un caso isolato.

È un pattern.

E quando un problema si ripete senza essere risolto, le opzioni sono due:

  1. non lo hai capito
  2. non riesci a correggerlo

Entrambe, in F1, sono pessime notizie.

Leclerc resta… ma per quanto?

In questo contesto, anche la lettura su Charles Leclerc cambia completamente.

Perché finché la Ferrari è lenta, puoi parlare di pazienza.
Ma quando la macchina c’è a metà… e poi sparisce, diventa una questione mentale.

Ti illude.
E poi ti tradisce.

E infatti iniziano ad arrivare segnali:

  • errori in pista
  • nervosismo via radio
  • frustrazione crescente

Non è più solo un problema di risultati. È un problema di fiducia.

Il rischio più grande: non capire il difetto

Ferrari oggi è in una zona grigia pericolosissima.

Non è dominante.
Non è disastrosa.

È incompleta.

E una macchina incompleta è la più difficile da correggere, perché:

  • non sai dove intervenire con precisione
  • rischi di peggiorare quello che funziona
  • perdi tempo, mentre gli altri scappano

E nel frattempo:

  • Mercedes è costante
  • McLaren cresce
  • gli aggiornamenti arrivano

Ferrari, invece, resta lì. A metà.

La verità che fa più male

Il punto è uno solo:
questa Ferrari non perde perché è lenta. Perde perché non regge.

E finché non si risolve questo difetto, non esiste:

  • strategia
  • pilota
  • aggiornamento

che possa cambiare davvero le cose.

Perché puoi anche stare davanti per metà gara.

Ma in F1 conta dove sei alla fine.

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