F1 | Codignoni su Antonelli: «Credo, al mondiale di Kimi»

«Ci credo, al mondiale di Kimi»: con queste parole Manuel Codignoni, radiocronista di Rai Radio 1 ospite a Pit Talk, sintetizza un momento storico della stagione 2026. Tre vittorie consecutive, tre pole, e un George Russell sempre più in difficoltà psicologica. Antonelli non sta più imparando: sta già comandando la Mercedes.

Tre vittorie consecutive.
Tre pole consecutive.
E soprattutto una sensazione sempre più chiara: Kimi Antonelli non sta più facendo esperienza. Sta già comandando la Mercedes.

È questo il messaggio più forte emerso dall’intervento di Manuel Codignoni a Pit Talk. Perché la vittoria di Miami, secondo il radiocronista di Rai Radio 1, non è stata solo un’altra vittoria: è stata la gara che ha cambiato gli equilibri interni del team.

«La gara di Miami era quella cruciale.»

Ed è lì che tutto ha iniziato a pesare davvero.

Antonelli non sta solo vincendo: sta entrando nella testa di Russell

Il punto centrale dell’analisi di Codignoni non riguarda il talento di Kimi Antonelli — quello ormai è evidente a tutti.
Riguarda invece quello che sta succedendo dall’altra parte del box.

Perché fino a pochi mesi fa George Russell era:

  • il pilota che aveva battuto Hamilton
  • il leader designato Mercedes
  • l’uomo scelto per guidare la nuova era

E invece oggi si ritrova accanto un diciannovenne che:

  • lo batte in qualifica
  • lo batte in gara
  • e soprattutto sembra guidare con una tranquillità disarmante

Codignoni lo descrive quasi come un processo mentale inevitabile:

«Tu vai completamente matto, cominci a forzare e forzando si fanno gli errori.»

Ed è qui che la situazione diventa pericolosa per Russell.

Il mondiale non è più fantascienza

La frase più forte dell’intervista arriva quasi con naturalezza:

«Ci credo, al mondiale di Kimi.»

E detta oggi non sembra nemmeno più una provocazione.

Perché Antonelli non sta vincendo gare casuali o approfittando degli errori altrui. Sta dando la sensazione di avere:

  • velocità pura
  • lucidità
  • gestione mentale
  • capacità di adattamento

Tutte cose che normalmente si vedono dopo anni in F1.

Non a 19 anni.

Il dettaglio che impressiona davvero

Secondo Codignoni, la parte più clamorosa è un’altra: Miami arrivava dopo cinque settimane di pausa.

In teoria Russell avrebbe dovuto:

  • analizzare dati
  • studiare Antonelli
  • capire dove recuperare

E invece è successo l’opposto.

«In questa gara ha preso la scopola più grossa delle altre.»

Ed è qui che nasce il sospetto che dentro Mercedes il rapporto di forza si stia ribaltando molto più velocemente del previsto.

Mercedes adesso ha un problema enorme

Perché quando un pilota così giovane va così forte succedono due cose:

  1. entusiasma il team
  2. destabilizza il compagno

E in F1 la seconda conta tantissimo.

Russell oggi rischia di trovarsi nella stessa situazione vissuta da Hamilton negli ultimi anni Mercedes:

  • dover difendere il proprio status
  • contro un pilota più veloce
  • e soprattutto più leggero mentalmente

Con una differenza enorme: Antonelli sembra persino più freddo.

Il sorriso “da coniglietto mannaro”

C’è una frase di Codignoni che racconta tutto meglio di qualsiasi dato:

«Ti guarda con quel sorriso da coniglietto mannaro…»

Perché Antonelli sta vincendo senza trasmettere tensione.
E questa è forse la cosa più devastante per un compagno di squadra.

Non sembra sotto pressione.
Non sembra emozionato.
Non sembra nemmeno stupito.

Sembra convinto di appartenere già a questo livello.

E se Russell fosse già entrato in modalità difesa?

La sensazione è che il vero bivio della stagione Mercedes non sia tecnico.

È psicologico.

Perché se Russell:

  • perde sicurezza
  • inizia a strafare
  • entra nella spirale degli errori

allora il mondiale potrebbe davvero trasformarsi in una cavalcata per Antonelli.

E la cosa incredibile è che stiamo parlando di un ragazzo che molti, appena pochi mesi fa, volevano ancora in Formula 2.

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