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domenica, Ottobre 11, 2026
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Giovani piloti italiani, Minardi: dopo Antonelli c’è la fila

Non c'è solo Kimi Antonelli. Gian Carlo Minardi indica i nomi della nuova generazione italiana: Emanuele Olivieri, primo esordiente di sempre a vincere la Formula Regional europea, e Gabriele Minì, terzo in Formula 2 a tre round dalla fine. Merito del lavoro di ACI Sport e della Scuola Federale, anche se l'imbuto verso la Formula 1 resta strettissimo, con 22 sedili per tanti pretendenti.

Per anni ci siamo chiesti quando avremmo rivisto un italiano capace di vincere in Formula 1. La risposta è arrivata con Kimi Antonelli, oggi leader del Mondiale con 81 punti di vantaggio, e adesso la curiosità si è spostata su chi potrà seguirlo.

Gian Carlo Minardi, che dalla sua Faenza di talenti ne ha visti passare parecchi, qualche nome in testa ce l’ha. Il suo è anche un punto di osservazione privilegiato: dopo aver guidato ACI Sport come consigliere delegato fino all’arrivo di Mario Isola alla direzione generale, da luglio presiede la Commissione Velocità in Circuito della federazione. Parlando dei giovani italiani ha allargato lo sguardo oltre il leader del Mondiale, con una reticenza scaramantica che fa quasi sorridere.

«La presenza, sì, di Antonelli, leader del mondiale, e magari (non lo voglio dire, mi sto zitto, ok?) ma anche, ad esempio, di Emanuele Olivieri che, a 18 anni, ricordiamolo, questa settimana ha ottenuto il campionato europeo di Formula Regional al primo anno: è la prima volta che un esordiente, un pilota al primo anno in questa formula, vince questa serie. E poi c’è anche Gabriele Minì, ricordiamolo terzo in Formula 2, a 24 punti dal primo, e mancano ancora tre gare.»

Olivieri, campione al primo tentativo

Emanuele Olivieri, 18 anni, di Canelli, in provincia di Asti, ha vinto la Formula Regional European Championship con la R-ace GP all’ultima gara dell’ultimo round, a Hockenheim. Si arrivava all’appuntamento con quattro piloti ancora in corsa per il titolo e a lui è bastato il secondo posto dietro Sebastian Wheldon, che in classifica ha chiuso a 9 punti di distanza. Il titolo riservato ai rookie lo aveva già conquistato a Imola, nel round precedente.

Il dato citato da Minardi è corretto: nessun esordiente aveva mai vinto la classifica assoluta della serie. Olivieri è anche il secondo italiano a riuscirci dopo Antonelli. Corre con i colori di ACI Team Italia ed è cresciuto nella Scuola Federale, due elementi che nel discorso di Minardi hanno un peso preciso.

Minì ci prova con la costanza

Poi c’è Gabriele Minì. Il palermitano della MP Motorsport esce da Madrid terzo in Formula 2 con 153 punti, 24 in meno di Nikola Tsolov e 17 dietro Rafael Câmara. Il suo campionato si regge sulla regolarità: due vittorie e nove podi, più di chiunque altro in griglia. Con tre appuntamenti ancora da correre i favoriti restano i due che gli stanno davanti, però i punti in palio bastano per tenerlo in partita.

«Il motorsport italiano sta vivendo un momento particolarmente felice, grazie al lavoro fatto dall’ACI Sport, dalla scuola federale: abbiamo fatto suonare parecchie volte l’inno in Formula Regional, dove abbiamo vinto il campionato, in Formula 3, in Formula 2: quindi abbiamo tutti i piloti. È chiaro che l’imbuto si stringe sempre di più: in Formula 1 ci sono 22 piloti, anche se qualcuno comincia ad avere un’età per cui prima o poi andrà in pensione, e quindi lascerà dei posti liberi. È un momento felice, l’effetto Kimi. Mi auguro e spero sia ancora più propedeutico per quello che sarà il futuro.»

L’imbuto

L’entusiasmo ha basi solide. La parola che pesa di più nella risposta, però, è imbuto, e Minardi la usa quasi di passaggio. I sedili in F1 sono 22 e per conquistarne uno i risultati non bastano: servono il sostegno di un vivaio importante e un budget adeguato, oltre alla fortuna di trovarsi al posto giusto quando un volante si libera. Antonelli è cresciuto nel programma giovani della Mercedes fin da ragazzino, e non tutti possono contare su una struttura del genere alle spalle.

Qualche porta prima o poi si aprirà. Fernando Alonso ha compiuto 45 anni a luglio e Lewis Hamilton ne ha 41: Minardi non fa nomi, anche perché non ce n’è bisogno. Conterà farsi trovare pronti quel giorno.

Su questo il sistema italiano dovrà dimostrare di saper andare fino in fondo. Portare un ragazzo a vincere in Formula Regional è già un grande risultato, accompagnarlo per altri tre o quattro anni tra Formula 3, Formula 2 e trattative per un volante richiede pazienza e parecchi soldi.

L’effetto Kimi, per usare le parole di Minardi, dovrebbe servire proprio a questo: dare una spinta a chi viene dopo. Olivieri e Minì avranno l’occasione di dimostrarlo nei prossimi due o tre anni, quando si capirà quanti di loro saranno riusciti a passare dall’altra parte dell’imbuto.