Messico: Liuzzi su Leclerc, «ha agito in maniera egoistica»

Hamilton in pole, Leclerc terzo, una Ferrari con il passo per vincere: in Messico è finita con Verstappen davanti e le Rosse seconda e quarta. Tutto nasce dal sorpasso fuori pista di Leclerc su Hamilton in curva 4 al primo giro, punito con cinque secondi. Vitantonio Liuzzi, oggi commissario FIA, non commenta la decisione dei colleghi e giudica i piloti: per lui Leclerc ha agito in modo egoistico e il team deve rimettere ordine.

Una Ferrari con il passo per vincere, Lewis Hamilton in pole e Charles Leclerc terzo in griglia. Il Gran Premio di Città del Messico sembrava fatto apposta per la doppietta. L’ha vinto invece Max Verstappen, partito quinto, con Hamilton secondo a meno di otto decimi e Leclerc quarto. In mezzo, terzo, Kimi Antonelli, che sul podio ha festeggiato il titolo mondiale.

La gara si è decisa al primo giro. Leclerc ha attaccato Hamilton all’esterno di curva 4 con troppa velocità, i due sono finiti larghi e il monegasco, tagliando sull’erba, è rientrato davanti. Nella confusione Verstappen si è preso il secondo posto. I commissari hanno inflitto a Leclerc 5 secondi di penalità: la sanzione di riferimento sarebbe stata di 10, ridotta perché anche Hamilton era finito fuori pista, all’interno, nelle prime fasi del giro. Quando Leclerc ha scontato la penalità al pit stop, Verstappen è passato in testa ed è andato a vincere, anche dopo la ripartenza seguita alla bandiera rossa per l’incidente di Valtteri Bottas.

Leclerc, a fine gara, ha definito la penalità meritata e ha spiegato perché non ha restituito la posizione: avrebbe ridato subito il posto a Hamilton se il compagno fosse rimasto secondo. Con una Red Bull in mezzo, ha detto, gli è sembrato che valesse la pena tenersi la testa e vedere come andava a finire.

Il giudizio di Liuzzi

Il parere di Vitantonio Liuzzi ha un peso particolare. L’ex pilota di Red Bull, Toro Rosso, Force India e HRT oggi fa parte dei commissari FIA, e infatti sulla decisione dei colleghi non si pronuncia. Sui piloti invece sì, e senza sconti:

«Io penso che anche Leclerc l’abbia affermato nelle interviste post gara: dopo quello che aveva combinato, la posizione l’avrebbe restituita, se non fosse stato che c’era Max Verstappen in mezzo alle due vetture. Quindi penso che abbia fatto un passo indietro e si sia reso conto di quello che aveva fatto e della situazione che aveva creato.»

Per Liuzzi, però, la responsabilità va oltre il singolo episodio:

«Però penso che a livello di team bisogna rimettere un attimo in quadro la situazione, perché è vero che tutti e due i piloti lottano per vincere. Ma in questo caso hanno buttato via, secondo me, un primo e un secondo posto che sarebbero stati meritatissimi, solo per cercare di far vedere a ogni gara che uno dei due è superiore all’altro.»

Due stili, un box

Liuzzi mette a confronto anche il modo di correre dei due ferraristi:

«Io penso che Hamilton in tutto questo ci metta un pochettino più, non dico di rispetto ma di metodo nella guida, mentre Charles è sempre over the limit, diciamo: si spinge sempre oltre. E in questo caso lo ha fatto in maniera egoistica, pensando puramente a se stesso e non all’outcome, a cosa sarebbe potuto succedere dopo, nel finale di gara.»

«Per me sarebbe stato il momento di dire: “Ok, cerchiamo di fare una bella gara”. Visto che si sono perse tante opportunità durante questa stagione, si doveva cercare di concretizzare una doppietta in testa e pensare più al team, invece di essere, come dire, più selfish.»

Il traguardo gli dà una sponda difficile da ignorare: Hamilton ha chiuso a meno di otto decimi da Verstappen. Il resto tocca a Frédéric Vasseur, chiamato a fare quello che Liuzzi chiede, cioè rimettere in quadro il rapporto tra i suoi piloti. Una Ferrari che lotta per vincere non può permettersi un’altra domenica come questa.

Francesco Svelto
Francesco Svelto
Non tifo e non simpatizzo squadre e piloti. Amo tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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