Câmara in Haas, Fornaroli nel WEC: titoli e porte socchiuse

Nel 2027 le strade di Rafael Câmara e Leonardo Fornaroli si dividono. Il brasiliano, leader della Formula 2 e allievo della Ferrari Driver Academy, prenderà in Haas il posto di Esteban Ocon con un contratto pluriennale. L'italiano, campione di Formula 3 e Formula 2 in due stagioni consecutive, resta invece fuori dalla griglia: McLaren lo porta nel WEC con la nuova Hypercar MCL-HY, Le Mans compresa, e lo conferma riserva in Formula 1. Sulle due scelte pesano i risultati in pista, e non soltanto quelli.

In Formula 1 i titoli contano. Non sempre, però, bastano per conquistare un sedile. Lo sanno bene Rafael Câmara e Leonardo Fornaroli, protagonisti di due percorsi che oggi si separano: il brasiliano debutterà in Haas nel 2027, mentre l’italiano correrà nel Mondiale Endurance con McLaren, restando la riserva del team in Formula 1.

Câmara è nato nel 2005 a Recife ed è entrato nella Ferrari Driver Academy a fine 2021. Ha vinto la Formula Regional European Championship nel 2024 e la Formula 3 nel 2025. Quest’anno, al debutto in Formula 2, guida la classifica con tre vittorie (Barcellona, Spa e Baku) e sette punti di margine su Nikola Tsolov, a due appuntamenti dalla fine. Come biglietto da visita, niente male.

Haas ha ufficializzato il suo ingaggio il 15 ottobre: contratto pluriennale e il sedile lasciato libero da Esteban Ocon. La scelta è arrivata anche dopo i test di Portimão di fine agosto, durante i quali il team ha valutato sulla VF-25 Câmara, Fornaroli e Ryo Hirakawa. Il team principal Ayao Komatsu ha lodato la velocità del brasiliano e la rapidità con cui ha preso confidenza con la macchina, avendo pochissimo tempo per impararla. Poi ha aggiunto:

«Ci ha mostrato più della semplice velocità. Rafa è riuscito a creare intorno a sé le condizioni per tirare fuori il meglio di sé.»

Tradotto: non basta andare forte, bisogna anche saper lavorare.

Certo, in Formula 1 il talento non viaggia mai da solo. Câmara arriva dall’accademia di Maranello, e la sua promozione dice molto di una Haas che monta motori Ferrari e che, pur con un legame sempre più stretto con Toyota, ha preferito un altro ragazzo cresciuto in casa Ferrari al pilota spinto dai giapponesi. Con ogni probabilità al suo fianco ci sarà Oliver Bearman, la cui conferma è attesa a breve. Poi c’è il Brasile, mercato storicamente importante per la F1, con una tradizione motoristica enorme e un potenziale commerciale che fa gola agli sponsor. Non significa che il passaporto abbia deciso la partita. Pensare però che questi aspetti non pesino sarebbe piuttosto ingenuo.

Per Fornaroli la storia è più amara. Il pilota piacentino, classe 2004, ha vinto il titolo di Formula 3 nel 2024 e quello di Formula 2 nel 2025, uno dopo l’altro. Eppure, per il 2027, la porta della Formula 1 da titolare è rimasta chiusa.

Anche lui ha girato a Portimão con Haas ma il team non ha pubblicato tempi ufficiali che permettano di capire quanto abbiano pesato le prestazioni sul giro nella decisione finale. Parlare di una sconfitta in pista, quindi, sarebbe azzardato. Il dato certo è un altro: il titolo di campione non garantisce un sedile. Nemmeno quando arriva dopo una doppietta F3-F2 che, da quando esiste la Formula 3 attuale, era riuscita soltanto a Oscar Piastri e Gabriel Bortoleto.

Quattro giorni dopo la scelta di Haas, McLaren ha rilanciato su Fornaroli. Il 19 ottobre è arrivato l’annuncio ufficiale: nel 2027 l’italiano correrà con la nuova Hypercar MCL-HY nel FIA WEC, insieme a Mikkel Jensen, Laurens Vanthoor e Alex Lynn, partecipando anche alla 24 Ore di Le Mans, e manterrà il ruolo di riserva del team di Formula 1.

Altro che parcheggio: è un programma agonistico di alto livello, con una macchina nuova da sviluppare e una sfida prestigiosa da affrontare. Sarebbe altrettanto sbagliato, però, fingere che WEC e Formula 1 siano la stessa cosa. Fornaroli continuerà a lavorare nel paddock della F1, senza un posto da titolare.

Il verdetto, per ora, è questo: Câmara si è preso la griglia, Fornaroli una nuova occasione per correre e crescere. Il brasiliano dovrà dimostrare di meritare la promozione, mentre all’italiano toccherà farsi notare in un’altra categoria, sperando che qualcuno in F1 continui a guardare.

I numeri contano, certo. Nel motorsport, però, non raccontano quasi mai tutta la storia.

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