Messico: Antonelli campione del mondo, festa italiana

Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. Al Gran Premio del Messico il bolognese della Mercedes ha chiuso terzo dietro a Verstappen e Hamilton, conquistando il titolo con quattro gare di anticipo e diventando il più giovane iridato della storia. L'Italia aspettava un campione dal 1953, dai tempi di Alberto Ascari. In Messico intanto la Ferrari si è complicata la vita da sola, con il duello al via tra Leclerc e Hamilton che ha spalancato la porta alla terza vittoria stagionale di Max.

Non succede ma se succede. Ed è successo.

Andrea Kimi Antonelli, classe 2006, da Bologna, ha riportato il titolo mondiale piloti in Italia.

Un titolo che mancava da 73 anni. Mica noccioline. L’ultimo italiano a riuscire nell’impresa era stato un certo Alberto Ascari, nel 1953, con la Ferrari. Alzi la mano chi c’era!

Kimi, al suo secondo anno in Formula 1, è diventato il più giovane campione del mondo della storia. E lo ha fatto mettendo insieme nove vittorie stagionali. Leclerc nove e Russell otto in tutta la carriera, così per dire eh. Il ragazzo dei record, insomma.

Se avesse potuto scegliere dove e come conquistare il titolo, probabilmente non avrebbe immaginato uno scenario tanto perfetto.

La vittoria è arrivata con quattro gare di anticipo. Un bel contrasto con il 2025, quando il mondiale si è deciso all’ultima gara, con appena due punti di differenza tra Norris e Verstappen.

Due punti: quelli che sarebbero bastati a Kimi per chiudere i conti già in Messico. Poteva quindi permettersi di gestire la gara senza correre rischi inutili. Ma accontentarsi, evidentemente, non è nel suo DNA.

Anche perché, diciamolo, festeggiare il primo titolo mondiale salendo sul podio ha tutto un altro sapore.

E così, dopo essere partito dalla quarta posizione, Kimi si è ritrovato a dover affrontare anche una seconda partenza, dopo la bandiera rossa esposta al 46° giro per il violento incidente di Valtteri Bottas. Il cedimento della sospensione anteriore sinistra della Cadillac ha spedito il finlandese contro le barriere, costringendo la direzione gara a fermare tutto per consentire le riparazioni. Che “botto” Bottas!

Alla ripartenza Antonelli era ancora quarto. Ma secondo voi poteva accontentarsi di finire ai piedi del podio? Certo che no! In curva 1 ha infilato Charles Leclerc, approfittando anche della spiattellata rimediata dal ferrarista in frenata. Terzo posto conquistato e appuntamento con la storia rispettato.

E sul podio con chi ha festeggiato? Con Max Verstappen e Sir Lewis Hamilton. Undici titoli mondiali in due. Una sorta di passaggio di testimone al giovane talento Mercedes. I due veterani hanno preso sulle spalle il «ragazzino» di Bologna, rendendo omaggio alla sua impresa. Un gesto bellissimo, che racconta anche quanto Kimi sia riuscito a conquistarsi rispetto e affetto all’interno del paddock.

Sicuramente l’anno scorso queste scene non si sono viste. Scusa Lando, in un modo o nell’altro ti tiriamo sempre in ballo!

Il colpo d’occhio era da brividi: le immense tribune dell’Hermanos Rodríguez, un catino ribollente di migliaia di tifosi in festa e bandiere messicane ovunque. Bandiere che, a un’occhiata distratta, potevano persino confondersi con quelle italiane. A parte l’aquila con il serpente nel becco e il cactus, praticamente ci siamo!

Un caso del destino? Forse.

La gara, intanto, l’ha vinta un pimpante Verstappen. Terza vittoria stagionale per l’olandese e altro segnale della crescita della Red Bull. Max si è issato anche al secondo posto della classifica mondiale. E allora perché non cominciare a sognare un 2027 ricco di duelli tra i due ragazzi terribili, Kimi e Max?

Se poi alla festa volessero unirsi anche i piloti Ferrari, non ci dispiacerebbe affatto.

In Messico il passo delle Rosse è apparso competitivo, tanto da far pensare a una possibile doppietta. Peccato che, almeno nelle prime battute, la sintonia all’interno del box abbia lasciato parecchio a desiderare.

Al via Hamilton, partito dalla pole, e Leclerc si sono ritrovati a duellare in curva 4. Entrambi sono finiti fuori pista e Charles è rientrato davanti, guadagnando un vantaggio che gli è costato cinque secondi di penalità. Una manovra che ha permesso a Verstappen di infilarsi tra le due Ferrari e che ha inevitabilmente complicato la gara di Hamilton.

Il britannico non l’ha presa affatto bene. Né durante la gara, né dopo, quando ha dichiarato:

«Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e poi perdi posizioni in questo modo, è sicuramente difficile».

Tradotto: abbiamo una macchina per fare primo e secondo e riusciamo a complicarci la vita da soli. Complimenti a tutti!

Caro Vasseur, visto che pare tu sia riuscito a salvare il “cadreghino” (termine dialettale milanese per indicare la sedia), forse è arrivato il momento di mettere qualche regola in più all’interno del box. Ti ricordiamo che Toto Wolff, l’amico di cui sei stato testimone di nozze, non ha perso tempo a mettere in chiaro le cose con i suoi ragazzi: niente stupidate. Messaggio recepito forte e chiaro in Mercedes. Prendi appunti!

Ma adesso pensiamo a chiudere questa stagione e a tributare i giusti onori a Kimi Antonelli. Scommettiamo che il ragazzo vorrà portarsi a casa almeno un’altra vittoria? La decima. Cifra tonda, mica male per un ventenne!

Possiamo stare certi che non tirerà i remi in barca e non affronterà le ultime gare guidando come un pensionato con il cappello. Dai, non fate finta di niente: sappiamo tutti come guidano quelli con il cappello!

E quando, nell’ultimo GP di Abu Dhabi o Imola o chissà dove, risuonerà l’Inno di Mameli, alziamo il volume, tutti in piedi, mano sul petto. Perché dopo 73 anni, questa volta, la festa è davvero italiana!

Next stop: Interlagos

Stay tuned!

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