La NTT Indycar Series è approdata a Leeds, Alabama, sul primo circuito permanente della stagione. Partito dalla pole position, Alex Palou ha vinto la gara battendo Christian Lundgaard su Arrow McLaren. Terzo posto per Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan Racing). I monumentali saliscendi del Barber Motorsport racchiusi in 90 giri, hanno regalato spettacolo e tanti sorpassi. Ma, a vincere, è stato ancora una volta il campione spagnolo, lesto ad approfittare di una sbavatura di McLaren per portarsi a casa l’intera posta.
Chip Ganassi Racing ha, per l’ennesima volta, imposto la sua legge. Dopo la pole straordinaria del sabato da parte di Palou, la pressione era tutta sugli altri. Per la verità, dopo il secondo stint, Arrow McLaren con Lundgaard aveva sparigliato un po’ le carte, ma l’ultimo pit stop è stato fatale al pilota papaya. Lo diciamo ormai da anni: contro gli uomini di Ganassi, il minimo errore lo paghi salatissimo. Il campione spagnolo è così il primo pilota in stagione a bissare il successo, dimostrando una solidità mentale pazzesca e una costanza di risultati che lascia basiti. Gli avversari sono avvisati. Settima posizione per Scott Dixon che, se non si decide a sistemare il problema delle qualifiche, è destinato a rimanere sempre nelle posizioni di rincalzo.
Arrow McLaren a due facce: se Lundgaard partito decimo ha rischiato di vincere la gara, la dodicesima posizione in griglia di Pato O’Ward si è trasformata in una gara da incubo, conclusa al diciassettesimo posto, subito davanti a Nolan Siegel. McLaren sprecona in occasione della sosta ai box di Lundgaard, dove un pit stop liscio avrebbe probabilmente consegnato la vittoria al pilota danese. Purtroppo gli uomini vestiti d’arancio ci hanno abituato a situazioni di questo tipo, ma per le prossime volte bisognerà necessariamente evitare errori da principiante. Per Pato O’Ward è tempo di darsi una mossa, questa IndyCar non aspetta nessuno, soprattutto gli eterni altalenanti.
Well, he said he liked Barber… 🤷 pic.twitter.com/GtNad52kTl
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Rahal Letterman Lanigan Racing ha dimostrato che, a volte, la carta d’identità di un pilota conta poco o nulla, se il talento è ancora intatto. Graham Rahal si è permesso il lusso di partire terzo e di contendere il secondo posto a Lundgaard per buona parte della gara. Gli altri due piloti del team, Mick Schumacher e Louis Foster, hanno veleggiato nelle parti basse della classifica per tutto il tempo. Sono giovani, sono all’inizio della loro carriera a stelle e strisce, ma è anche vero che se il pilota è di spessore, anche una monoposto da team minore può giocarsela là davanti. È il bello della IndyCar, e deve essere un monito per tutti: poche chiacchiere e piede sul gas, che il bel risultato si può sempre fare.
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Team Penske né carne né pesce. A parte David Malukas, partito secondo e giunto quarto, decimo posto di Josef Newgarden e sedicesimo di Scott McLaughlin. Il risultato finale ha ricalcato, grosso modo, quanto visto nelle qualifiche. C’è evidentemente ancora qualcosa da sistemare, ma almeno non si sono viste debacle grossolane durante le soste ai box, vero e proprio incubo del team di The Captain durante la scorsa stagione. Facendo un parallelo rispetto al 2025, la situazione è senz’altro migliore, ma c’è da lavorare. La verità è che, a parte Ganassi, gli altri sono tutti lì ad alternare week end solidi ad alcuni dove non riescono a mettere tutto insieme: Newgarden va forte sugli ovali, Malukas se la cava più o meno ovunque ma deve riuscire a concretizzare, McLaughlin sta cercando se stesso.
Supercharged. pic.twitter.com/nBlAdyWcMW
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Andretti Global deve farsi delle domande. Incidenti spaventosi come quelli di Will Power in qualifica, dove è rimasto senza freni posteriori e ha tirato un botto tremendo, non si dovrebbero mai vedere. La gara è stata anonima, con Kyle Kirkwood partito e arrivato quinto, Marcus Ericsson nono e un Power partito dal fondo e che è giunto dodicesimo. Vale lo stesso discorso fatto per Penske: Kyle Kirkwood è lo specialista dei cittadini, altrove fa fatica. Ericsson veleggia a metà classifica, Will Power ci mette del suo ma quando sfasci la macchina nelle prove, poi in gara si fa quel che si può. La rimonta è stata buona, ma la tendenza va invertita al più presto.
A lot of movement today P23 ➡️ P12
Big shoutout to the 26 team pic.twitter.com/k3N11edsKx— Andretti INDYCAR & INDY NXT (@AndrettiIndy) March 29, 2026
Menzione di merito per Romain Grosjean (Dale Coyne Racing) che, partito sesto, è giunto quindicesimo dopo aver lottato con chiunque per tutta la gara. Il talento c’è ancora, la grinta anche. La monoposto è quella che è, ma il pilota francese ci mette sempre del suo e non sembra nemmeno rimasto lontano dal paddock per un anno intero. Mick Schumacher (Rahal Letterman Lanigan Racing) partito ventesimo è stato autore di una gara nelle retrovie: per lui è arrivato un cambio all’interno della sua squadra, con il ruolo di Ingegnere di Pista passato nelle mani di Mike Pawlowski, ex Arrow McLaren. L’esperienza di Pawlowski gioverà sicuramente a Mick, che per sua stessa ammissione sta trovando molte difficoltà di adattamento. Ma si sa, chiunque pensi ancora oggi di snobbare la IndyCar, viene riportato bruscamente sulla terra. Santino Ferrucci (A.J. Foyt Racing) partiva settimo e ha concluso ottavo, autore di una gara molto solida e dimostrando di essere un osso davvero duro nei duelli.
Appuntamento al 19 di aprile, sul leggendario tracciato di Long Beach!
Hello, Palou 👋 Victory Lane has missed you 🏆 pic.twitter.com/0JryGBWk7a
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Ordine di arrivo — Children’s of Alabama Indy Grand Prix, Barber Motorsports Park (29 marzo 2026)
| Pos. | Pilota | Team | Motore |
|---|---|---|---|
| 1 | Alex Palou | Chip Ganassi Racing | Honda |
| 2 | Christian Lundgaard | Arrow McLaren | Chevrolet |
| 3 | Graham Rahal | Rahal Letterman Lanigan Racing | Honda |
| 4 | David Malukas | Team Penske | Chevrolet |
| 5 | Kyle Kirkwood | Andretti Global | Honda |
| 6 | Marcus Armstrong | Meyer Shank Racing | Honda |
| 7 | Scott Dixon | Chip Ganassi Racing | Honda |
| 8 | Santino Ferrucci | A.J. Foyt Racing | Chevrolet |
| 9 | Marcus Ericsson | Andretti Global | Honda |
| 10 | Josef Newgarden | Team Penske | Chevrolet |
| 11 | Alexander Rossi | Ed Carpenter Racing | Chevrolet |
| 12 | Will Power | Andretti Global | Honda |
| 13 | Felix Rosenqvist | Meyer Shank Racing | Honda |
| 14 | Rinus VeeKay | Juncos Hollinger Racing | Chevrolet |
| 15 | Romain Grosjean | Dale Coyne Racing | Honda |
| 16 | Scott McLaughlin | Team Penske | Chevrolet |
| 17 | Pato O’Ward | Arrow McLaren | Chevrolet |
| 18 | Nolan Siegel | Arrow McLaren | Chevrolet |
| 19 | Christian Rasmussen | Ed Carpenter Racing | Chevrolet |
| 20 | Kyffin Simpson | Chip Ganassi Racing | Honda |
| 21 | Caio Collet | A.J. Foyt Racing | Chevrolet |
| 22 | Sting Ray Robb | — | — |
| 23 | Dennis Hauger | Dale Coyne Racing | Honda |
| 24 | Mick Schumacher | Rahal Letterman Lanigan Racing | Honda |
| 25 | Louis Foster | Rahal Letterman Lanigan Racing | Honda |
Classifica Piloti NTT IndyCar Series 2026 — dopo 4 gare su 18
| Pos. | Pilota | Team | Punti |
|---|---|---|---|
| 1 | Kyle Kirkwood | Andretti Global | 156 |
| 2 | Alex Palou | Chip Ganassi Racing | 154 |
| 3 | Christian Lundgaard | Arrow McLaren | 121 |
| 4 | David Malukas | Team Penske | 116 |
| 5 | Josef Newgarden | Team Penske | 113 |
| 6 | Pato O’Ward | Arrow McLaren | 106 |
| 7 | Scott McLaughlin | Team Penske | 99 |
| 8 | Marcus Ericsson | Andretti Global | 99 |
| 9 | Marcus Armstrong | Meyer Shank Racing | 98 |
| 10 | Scott Dixon | Chip Ganassi Racing | 85 |





