Josef Newgarden (Team Penske) ha vinto l’atto finale della stagione 2025 della NTT IndyCar Series andato in scena sul super-speedway di Nashville. 225 giri a tutto gas, densi di colpi di scena e adrenalina. Secondo posto per Alex Palou (Chip Ganassi Racing), terzo classificato Scott McLaughlin (Team Penske). Ritirato il poleman Pato O’Ward (Arrow McLaren).
La gara ha presentato una tematica relativa alle gomme, perché sia Alex Palou che Pato O’Ward hanno dovuto fronteggiare dei problemi, purtroppo con destini molto diversi. Firestone sta continuando a lavorare alacremente per aumentare la solidità delle coperture, ma rimane il fatto che sugli ovali di tipologia super-speedway (quelli più lunghi e veloci – NDR) la problematica sia presente e anche in maniera piuttosto evidente. Chiaramente la questione è tutt’altro che banale, perché si tratta comunque di correre su un ovale con il timore di poter centrare il muro a 200 miglia orarie a causa dello scoppio di una gomma. La IndyCar è sempre molto attenta alla sicurezza, la speranza è che il fornitore di gomme riesca prontamente a risolvere queste criticità.
Team Penske praticamente perfetto quest’oggi. Sembrava tutto apparecchiato per la vittoria di Pato O’Ward, ma dopo l’uscita di scena del messicano tutti pensavano che Alex Palou avrebbe vinto in carrozza. L’ipotesi era suffragata dall’undercat che aveva riportato il fresco vincitore del campionato davanti a Josef Newarden e Scott McLaughlin, ma stavolta non ce n’era per nessuno. La vittoria di Newgarden lo rilancia in vista della prossima stagione e il terzo posto di McLaughlin ha il sapore di una splendida luce in fondo al tunnel per il team di The Captain, perfetto anche ai pit stop. Peccato per Will Power, che ha vanificato tutto con un rientro ai box un po’ garibaldino che lo ha fatto ripartire in fondo al gruppo. Bello rivedere le macchine di Penske davanti, soprattutto perché i super-speedway sono sempre stati il terreno di caccia preferito di Newgarden che, quest’oggi, correva anche in casa. La speranza è che in questi mesi la squadra si compatti e prenda le decisioni giuste.
Chip Ganassi Racing e Alex Palou, ennesima gara che dimostra il motivo per cui hanno archiviato il campionato con due gare d’anticipo. Fortunato in occasione dello scoppio del pneumatico, Alex Palou è stato autore di una gara intelligente e molto solida. La sua macchina non brillava per velocità di punta, motivo per cui ha sempre fatto molta fatica a sorpassare e a difendersi, ma se quando ti scoppia una gomma e non hai il miglior mezzo della griglia arrivi secondo, i discorsi sono già finiti. Chissà se quella fantomatica chiamata di Red Bull arriverà davvero: Chip Ganassi ha già smentito categoricamente, ma il futuro del quattro volte campione IndyCar sarà una delle tematiche di questo lungo inverno. Prestazione opaca di Scott Dixon, mai nelle posizioni di vertice, prestazione eccelsa invece per Kyffin Simpson, giunto quarto ma che ha a lungo conteso il podio a Scott McLaughlin. La classifica generale del campionato non mente: nei primi tre, ci sono due macchine di Ganassi. Un caso? Decisamente no, si chiama saper lavorare e saper puntare sui piloti giusti.
Arrow McLaren è passata dal probabile trionfo con due macchine in top ten, al rammarico più totale. Christian Lundgaard si è fermato per un guasto meccanico, subito dopo la gomma anteriore destra di Pato O’Ward ha ceduto, scaraventandolo contro al muro quando il messicano si trovava comodamente in testa alla corsa. Un vero peccato, perché nonostante fosse matematicamente certo della seconda posizione in campionato, il pilota messicano era alla ricerca di un buon risultato per guardare al 2026 con rinnovato ottimismo. Va detto che il team papaya ha avuto un rendimento un po’ altalenante durante la stagione, ma nelle ultime gare la squadra si è sempre mostrata piuttosto solida. Finire la stagione con un doppio zero non è il massimo in vista del prossimo anno, ma la base c’è, si tratta solo di provare ad alzare ulteriormente il livello. Discorso diverso per Nolan Siegel, anche oggi nelle retrovie. Va bene portare soldi, ma nel 2026 c’è bisogno di una svegliata e di quelle grosse anche.
Andretti Global può finalmente archiviare una stagione decisamente sotto le aspettative. Lo fa con il sesto posto di Kyle Kirkwood, l’undicesimo di Colton Herta e il quindicesimo di Marcus Ericsson. Visti i risultati, sembra difficile rivedere tutti e tre i piloti il prossimo anno e, tutto sommato, sarebbe anche contro natura. Colton Herta non ha mai fatto mistero di essere interessato alla Formula 1 e le sirene della Formula 2 per guadagnare i punti della superlicenza rappresenterebbero una possibilità allettante. Kyle Kirkwood deve assolutamente ritrovarsi, mentre Marcus Ericsson pare essere stato riconfermato e, in tutta franchezza, è una scelta che si può capire solo e unicamente seguendo l’aspetto economico. In vista del 2026 urge sedersi a un tavolo, tutti, e guardarsi in faccia. Questa IndyCar è troppo complessa per poter essere fatta pensando ad altro, quindi bisognerà mettersi in testa di fare tutti molto di più. Quest’anno si sono visti troppi errori al pit stop, troppe strategie di gara apparentemente casuali e, di conseguenza, piloti finiti spesso nell’anonimato. Anche oggi, Colton Herta era messo bene, prima di incappare nella solita leggerezza che lo ha fatto finire in fondo al gruppo causa penalità. Così non funziona, e se Penske sembra averci messo una pezza, Andretti sembra ancora lontano dai giorni migliori.
PREMA Racing ha centrato la top ten con Callum Ilott e la quattordicesima posizione con Robert Shwartzman, il quale a causa di una penalità vede sfumare il titolo di Rookie of the Year vinto da Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan Racing). Per il campione Indy NXT 2024 si tratta di una grande soddisfazione, mentre per Shwartzman rimane il rimpianto per una stagione da debuttante tutt’altro che scadente, con la pole position alla Indy500 che rimarrà negli annali. Se il 2025 di Prema è stato oggettivamente oltre le aspettative (5 top ten complessive e una pole position – NDR), il 2026 è -purtroppo- un’incognita. Qualcuno dice che sia fisiologico per un team esordiente, anche perché se sei una squadra debuttante non rientri nei premi dei migliori 22 della stagione, ma sta di fatto che il management di PREMA sia alla ricerca di nuovi investitori per poter continuare la permanenza nella serie. L’avvento dell’ibrido, infatti, ha innalzato vertiginosamente i costi per partecipare al campionato, motivo per cui alcune squadre si sono affiliate a team più grandi (Penske e A.J.Foyt Racing, per esempio). Se PREMA dovesse uscire dalla IndyCar sarebbe oggettivamente un grande peccato, visti i risultati conseguiti, ma il motorsport purtroppo non fa sconti a nessuno.
Facendo una panoramica sui team minori, non possiamo non menzionare la stagione davvero molto solida di Meyer Shank Racing, con Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist entrambi in top ten. Buona stagione anche di A.J. Foyt Racing, anche se lato David Malukas i rimpianti sono tanti. Tanti errori, l’ultimo proprio in questa gara conclusiva che lo ha visto finire a muro nel doppiaggio di Louis Foster. Errore da novellino, la classica disattenzione che un pilota non dovrebbe avere quando viene sempre più insistentemente accostato a un top team come Penske. Ottima la crescita di Santino Ferrucci che, finalmente, ha smesso di far parlare di se per gli atteggiamenti poco consoni e si è messo a darci del gran gas. Ed Carpenter Racing ha lasciato andare Rinus Veekay alla fine del 2024 a favore di Christian Rasmussen e, il nativo di Copenhagen ha ripagato la fiducia con una vittoria, mentre ci si aspettava qualcosa di più da Alexander Rossi.
Ed Carpenter Racing si è trovato con Rinus VeeKay quasi per caso e, l’olandese, rimasto improvvisamente senza sedile, è stato di gran lunga il miglior pilota della squadra, tant’è che Ed Carpenter ha già fatto sapere di essere disposto a tutto pur di trattenerlo. Come dargli torto, verrebbe da dire. Juncos Hollinger Racing ha disputato una stagione opaca, con Conor Daly e Sting Ray Robb alle prese con evidenti difficoltà. Anche qui ci sarebbe da farsi delle domande, ma trattandosi di squadre minori, il problema budget si fa sentire in maniera prepotente e, spesso, occorre scendere a compromessi. Rahal Letterman Lanigan Racing si consola con il titolo di Rookie Of the Year di Louis Foster, per il resto è notte buia senza stelle. Devlin De Francesco non ha mai inciso, decisamente queste macchine non sembrano essere nelle sue corde. Qualcosa di più si è visto da Graham Rahal, ma è decisamente troppo poco per essere soddisfatti.
La stagione 2025 va ufficialmente in archivio e si ripartirà a marzo. Di fronte a noi abbiamo una pausa davvero molto lunga, ma con diversi contratti ancora da siglare, non ci sarà assolutamente da annoiarsi. Personalmente vi ringrazio per avermi fatto compagnia in questo campionato fittissimo, nella speranza di avervi fatto divertire nella lettura almeno la metà di quello che mi sono divertito io a scrivere.
Last dance of 2025
Where did your favorite #INDYCAR driver finish in the @MusicCityGP? pic.twitter.com/J2oW0IwTwI
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) August 31, 2025
The final curtain falls on the 2025 #INDYCAR season pic.twitter.com/ujYLXO08P3
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) September 1, 2025





