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giovedì, Gennaio 15, 2026

F1 | Storia del GP di Azerbaijan tra caos, sorpassi e colpi di scena

Dal debutto nel 2016, il circuito cittadino di Baku si è trasformato nella gara più imprevedibile del calendario. Incidenti clamorosi, sorpassi impossibili e colpi di scena hanno reso questo GP il teatro dei momenti più leggendari della Formula 1 moderna.

Da quando è entrato in calendario nel 2016, il Gran Premio d’Azerbaigian è diventato sinonimo di adrenalina pura. Il circuito cittadino di Baku, con il suo rettilineo infinito e le curve strettissime tra le mura medievali, è una pista che mette alla prova piloti e team come poche altre. In appena otto edizioni disputate, questo GP ha già regalato momenti leggendari, incidenti clamorosi e sorpassi da antologia.

L’esordio: calma prima della tempesta

Il debutto arrivò nel 2016 con il nome di Gran Premio d’Europa. Nico Rosberg dominò dall’inizio alla fine, senza colpi di scena: una gara quasi “tranquilla”, ma era solo il preludio a ciò che sarebbe accaduto negli anni successivi.

2017: il caos in rosso e nero

Il secondo appuntamento a Baku entrò subito nella storia. La tensione tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton esplose in diretta mondiale: sotto safety car, il tedesco tamponò l’inglese accusandolo di aver frenato di proposito. Nel caos generale, a spuntarla fu Daniel Ricciardo, partito decimo e vincitore in modo rocambolesco. Da lì in poi, Baku si guadagnò l’etichetta di “gara pazza”.

Incidenti fratricidi e colpi di fortuna

Nel 2018 fu la volta delle due Red Bull, con Ricciardo e Verstappen che si eliminarono a vicenda in un duello fratricida. Bottas vide la vittoria svanire a due giri dalla fine per una foratura, spalancando la porta al successo di Hamilton.

Il 2019 riportò ordine, con Bottas finalmente vincente. Poi il 2020 saltò per la pandemia.

Ma nel 2021 tornò il caos: Verstappen, leader solitario, vide la sua gomma esplodere a pochi giri dalla fine. Alla ripartenza, Hamilton commise l’errore più clamoroso della carriera, andando lungo in curva 1. Alla fine, a festeggiare fu Sergio Pérez, nuovo specialista delle strade cittadine.

Ferrari e Baku: un amore incompiuto

La Ferrari a Baku ha spesso fatto sognare i tifosi, salvo poi lasciarli con l’amaro in bocca. Sebastian Vettel nel 2017 fu protagonista della “ruotata” a Hamilton, mentre Charles Leclerc ha scritto una pagina particolare della storia recente: quattro pole consecutive, dal 2021 al 2023, ma mai una vittoria. Problemi tecnici, strategie sbagliate e rivali più solidi hanno negato alla Rossa la gloria. Nel 2024 Leclerc è riuscito a salire sul podio, dietro al sorprendente Oscar Piastri, ma il conto con Baku resta aperto.

2024: il giorno di Oscar Piastri

L’ultima edizione ha consacrato il talento di Oscar Piastri. Il giovane australiano della McLaren ha sorpreso tutti, battendo Leclerc e portando a casa la sua seconda vittoria in carriera. L’incidente tra Sainz e Pérez nel finale ha aggiunto l’ennesimo colpo di scena a un Gran Premio che non delude mai.

Perché Baku è già leggenda

In meno di dieci anni, il Gran Premio d’Azerbaigian è diventato una delle gare più attese dai tifosi. È la corsa in cui nulla è scontato, dove la pole position non garantisce il successo e dove la linea che separa la gloria dal disastro è larga quanto le mura della curva 8. Baku è caos, emozione, spettacolo: la Formula 1 allo stato puro.

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