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IndyCar | Rasmussen demolisce i pronostici al Milwaukee Mile

Christian Rasmussen e Ed Carpenter Racing vincono al Milwaukee Mile con una strategia azzeccata, approfittando di una caution. La gara mette in luce la superiorità di Alex Palou, la confusione di Penske e i problemi di mercato piloti in vista del 2026, con diversi scenari futuri.

Christian Rasmussen (Ed Carpenter Racing) demolisce i pronostici della vigilia e fa sua la penultima tappa della stagione 2025 NTT IndyCar Series sull’ovale del Milwaukee Mile. Secondo posto per il quattro volte campione Alex Palou (Chip Ganassi Racing), terzo classificato Scott McLaughlin (Team Penske).

Ed Carpenter Racing aveva fortemente voluto Christian Rasmussen, rinunciando a Rinus Veekay. E, bisogna dirlo, pare proprio che abbia avuto ragione. Ultimi trenta giri spettacolari del danese, unico ad approfittare del vantaggio delle gomme nuove dopo l’ultima caution per pioggia. Il nativo di Copenhagen è considerato il miglior interprete degli ovali corti e oggi lo ha dimostrato. La speranza è che possa avere una macchina più competitiva in vista del 2026, in maniera tale da poter diventare una costante e non un outsider. Quarto posto per Alexander Rossi, a riprova di un’ottima strategia di gara da parte del team di Ed Carpenter.

Cosa dire ancora di Chip Ganassi Racing e Alex Palou? Non giriamoci intorno: senza l’ultima caution, lo spagnolo avrebbe finito in carrozza. Pole Position, praticamente tutta la gara in testa ma la IndyCar è così, ed è il suo bello. Un imprevisto, qualcuno azzecca la strategia della vita e ti arriva davanti. E meno male, aggiungo io. Senza questi fuori programma staremmo qui a non sapere più cosa scrivere, perché gli aggettivi sono finiti da un pezzo. Vi basti pensare che il terzo classificato è arrivato a nove secondi da Rasmussen con le gomme praticamente a pari giri di quelle di Palou, che è giunto a un secondo e mezzo dal vincitore. Per farla semplice, con gomme più vecchie di venticinque giri, il nativo di Sant Antoni de Vilamajor è riuscito a rimanere in scia a una macchina con gomme fresche, guidata da un funambolo che ha rischiato di tirarla nel muro a ogni curva. Per il 2026 cercasi disperatamente avversari e colpi di scena, perché altrimenti la noia arriverà molto presto. Opaca prestazione di Scott Dixon, giunto nono. Non pervenuto Kyffin Simpson, ventesimo.

Team Penske pasticcione, tanto per mantenere il trend di questo 2025 orripilante. Sei secondo e terzo a trenta giri dalla fine, mettono fuori la caution per pioggia e cosa fai? Copi esattamente Alex Palou, senza provare l’azzardo delle gomme nuove fatto praticamente da chiunque altro. Risultato? Un secondo e un terzo posto sono diventati un terzo e un settimo. Buona prestazione di Scott McLaughlin, finalmente a podio, un po’ di sfortuna -immancabile quest’anno- per Josef Newgarden giunto settimo, dopo essere stato portato largo da Rasmussen durante la sua rimonta vincente. Peccato per Will Power, messo fuori gara da un errore. La situazione dell’australiano riguardo al 2026 non cambia, ma ormai i sedili di livello sono già tutti occupati. Ho già espresso molte volte cosa penso della squadra e non dirò altro per non diventare ripetitivo.

Arrow McLaren nel segno della continuità, con Pato O’Ward giunto quinto e Christian Lundgaard sesto. Ritiro in avvio di gara per Nolan Siegel a causa di un suo errore. Quest’ultimo ha un contratto per il 2026, ma in vista della prossima stagione sarà chiamato ad alzare sicuramente il livello se vorrà mantenere il posto. Il team papaya deve ringraziarlo per i soldi che ha portato, con i quali ha potuto coprire gli ammanchi causati dall’uscita di Alex Palou (causa legale in corso per 23 milioni di dollari di danni – NDR), ma essere costantemente il più lento dei tre piloti vestiti d’arancio è una tendenza che potrebbe risultargli fatale. La concorrenza, infatti, non manca e la IndyCar sta rapidamente entrando nei radar di tutti quei piloti che, dalla Formula 2, non riescono a trovare spazio per entrare in Formula 1.

Andretti Global ha concluso l’ennesimo week end senza infamia e senza lode. Kyle Kirkwood, dodicesimo al traguardo, sembra il cugino alla lontana di colui che sembrava poter impensierire Alex Palou nella prima parte di stagione. Buona prestazione da parte di Colton Hertha, giunto undicesimo, che dopo il testacoda delle qualifiche e la conseguente partenza nelle retrovie, è stato autore di una gara tutta in rimonta. Marcus Ericsson diciannovesimo, ma parliamo comunque di un team che sta attraversando un momento di trasformazione a cavallo tra IndyCar e Formula 1. Voci di corridoio da fantascienza vorrebbero addirittura Colton Hertha in Formula 2 nel 2026 per poter avere i punti necessari al conseguimento della Super Licenza, in modo tale da poter poi ambire a un posto in F1 l’anno successivo. Il suo posto verrebbe preso addirittura da Will Power. Per il momento il team ha confermato la line-up dei piloti, togliendosi la soddisfazione di vincere il titolo Indy NXT con Dennis Hauger. Volendo fare un po’ di fanta-mercato, sarebbe bello veder esaudito il desiderio di Colton Hertha nel fargli seguire la strada della Formula 2 per poi portarlo in F1. A quel punto dentro Will Power, fuori Marcus Ericsson e dentro Hauger. In questo modo hai il veterano che porta esperienza e solidità (Power) e il giovane da fargli crescere vicino.

Gara purtroppo da dimenticare per PREMA Racing, con il ritiro di Callum Ilott a causa della rottura del motore Chevrolet e il diciottesimo posto di Robert Shwartzman. La squadra italiana sta cercando fondi per la prossima stagione, dal momento che i nuovi team non rientrano nei bonus dati dalla IndyCar per coloro che rientrano nei primi ventidue classificati. I risultati conseguiti quest’anno sono di tutto rispetto, pertanto non dovrebbe essere complicato reperire fondi per potersi presentare al meglio l’anno prossimo.

Ultimo appuntamento stagionale sul circuito ovale del Music City a Nashville tra una settimana! Non mancate, perché poi la pausa invernale sarà davvero lunghissima.

Fabrizio Bianchini
Fabrizio Bianchini
Da sempre appassionato di motorsport, specialmente del motorsport "old style" fatto di pazzia, romanticismo e odore di gomma bruciata.

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