
Monaco non è un circuito come gli altri. È un’anomalia nel calendario della F1, un tracciato dove molte delle leggi che governano il mondiale vengono stravolte. Qui la potenza conta poco, l’efficienza energetica ancora meno. A fare la differenza sono la fiducia del pilota, il grip meccanico e la capacità della vettura di affrontare curve lentissime, sconnessioni e cambi di direzione senza perdere stabilità.
Il circuito del Principato è il più lento dell’intera stagione. I rettilinei sono brevissimi, le velocità massime relativamente contenute e il drag passa in secondo piano. Per questo motivo tutte le squadre scelgono configurazioni da massimo carico aerodinamico: l’obiettivo non è guadagnare chilometri orari, ma generare il maggior grip possibile nelle numerose curve a bassa velocità.
Anche dal punto di vista dell’assetto Monaco rappresenta una sfida unica. Le sospensioni vengono ammorbidite per assorbire le sconnessioni dell’asfalto e aumentare l’impronta a terra degli pneumatici. I tecnici modificano barre antirollio, altezze da terra e persino il raggio di sterzata per permettere ai piloti di affrontare passaggi estremi come il tornantino del Fairmont. Una macchina che funziona bene a Monaco spesso non assomiglia minimamente a quella vista nei weekend precedenti.
Ferrari, il Principato può nascondere i problemi
Se c’è una pista che sulla carta può sorridere alla Ferrari, è proprio Monaco.
La SF-26 ha mostrato per tutta la stagione una buona competitività nelle curve lente e nel guidato. I limiti emersi nei circuiti dove servono accelerazione e potenza pura qui tendono a ridursi sensibilmente. Non a caso molti addetti ai lavori vedono il tracciato monegasco come uno dei più favorevoli alla Rossa in questa prima parte di campionato.
C’è poi un altro elemento che alimenta le speranze di Maranello: Charles Leclerc. Il monegasco ha sempre saputo esaltarsi tra i guardrail di casa, trovando spesso prestazioni che andavano oltre il reale valore della vettura.
Quando conta mettere le ruote a pochi centimetri dai muretti, Leclerc diventa uno dei riferimenti assoluti della griglia.
Attenzione però a un aspetto. La Ferrari del 2026 ha spesso sofferto proprio nelle qualifiche, mentre Monaco è probabilmente il circuito più dipendente dal sabato di tutto il mondiale. Qui partire davanti significa avere in mano gran parte del risultato finale.
McLaren parte da favorita
Se Ferrari può sorridere, McLaren probabilmente arriva nel Principato con ancora maggiori certezze.
La vettura di Woking ha mostrato importanti passi avanti nel lento già nelle ultime gare. Inoltre il telaio ha sempre evidenziato ottime qualità meccaniche, un aspetto fondamentale su una pista dove il grip generato dalle sospensioni vale quasi quanto quello aerodinamico.
C’è poi un dettaglio tecnico spesso sottovalutato: il passo relativamente compatto della monoposto inglese potrebbe rappresentare un vantaggio nelle sezioni più tortuose del circuito, dove agilità e rapidità nei cambi di direzione diventano decisive.
Per questo motivo McLaren appare oggi la candidata più credibile per la pole position.
Mercedes, forza ridimensionata dal layout
La Mercedes arriva da settimane molto positive, ma Monaco potrebbe rappresentare uno dei terreni meno favorevoli per la W17.
Gran parte della superiorità mostrata finora è nata da una vettura molto completa e da una power unit estremamente efficace. Nel Principato però il vantaggio motoristico viene praticamente annullato.
Inoltre nei tratti più lenti la monoposto tedesca non sempre è sembrata irresistibile. Questo non significa che Mercedes sarà fuori dai giochi, ma probabilmente dovrà affidarsi più al talento dei propri piloti che a un vantaggio tecnico evidente.
Red Bull cerca il miracolo Verstappen
Sulla carta Monaco non sembra il terreno ideale nemmeno per Red Bull.
La RB22 ha mostrato per tutta la stagione alcune difficoltà nelle curve più lente, proprio quelle che dominano il giro del Principato. Nelle ultime due stagioni il team di Milton Keynes ha mostrato crescenti difficoltà su questo tracciato, e anche nel 2026 il quadro sembra confermarlo.
Naturalmente quando c’è Max Verstappen qualsiasi previsione va presa con cautela. L’olandese ha dimostrato più volte di poter compensare limiti tecnici importanti con prestazioni fuori scala. Ma questa volta la sfida appare particolarmente complicata.
Il vero GP si corre sabato
La realtà è che Monaco continua a essere l’unico weekend dove la qualifica vale quasi più della gara.
I sorpassi restano rarissimi, le strategie hanno margini limitati e il traffico può decidere un intero fine settimana. Per questo motivo la pole position assume un valore enorme.
Se Ferrari vuole davvero giocarsi la vittoria, dovrà prima di tutto risolvere il proprio tallone d’Achille del 2026: la prestazione sul giro secco.
Perché a Monaco la domenica conta. Ma il sabato conta molto di più.

















