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domenica, Ottobre 11, 2026
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Il dopo Vasseur? Turrini: «Andrei a Noale a prendere Rivola»

La posizione di Frédéric Vasseur in Ferrari è sempre più traballante e il toto-nomi è già cominciato. Leo Turrini analizza i candidati: Antonello Coletta, da sempre restio alla Formula 1, Andrea Stella, che avrebbe già detto no, e Christian Horner, più interessato a diventare socio di un team. La sua scelta porta invece a Noale, da Massimo Rivola, ex direttore sportivo del Cavallino oggi alla guida dell'Aprilia in MotoGP.

A Maranello il toto-team principal è già partito, anche se nessuno lo ammette. La posizione di Frédéric Vasseur si è indebolita dopo un settembre complicato e i nomi dei possibili successori circolano da settimane. Leo Turrini li passa in rassegna uno per uno, partendo da chi dovrà scegliere.

«La decisione spetta, giustamente, a John Elkann. Elkann, alla Juventus, ha cambiato quattro allenatori in un anno e mezzo: quindi non è, per le sue abitudini, uno particolarmente paziente, anzi lo è stato persino con Vasseur.»

Il riferimento è alla girandola bianconera tra il 2024 e il 2025, con gli esoneri di Massimiliano Allegri, Thiago Motta e Igor Tudor prima dell’arrivo di Luciano Spalletti. Un presidente così difficilmente concederà un quinto anno senza titolo per inerzia.

Coletta, l’uomo delle vittorie a Le Mans

Il nome più logico, sulla carta, è interno. Antonello Coletta guida il programma endurance della Ferrari e ha portato la 499P a vincere tre volte di fila la 24 Ore di Le Mans, dal 2023 al 2025. In primavera era stato proprio Turrini a indicarlo come la soluzione più sensata in caso di cambio. Oggi però ricorda anche le resistenze del diretto interessato.

«Coletta lo conosco bene. È in Ferrari da una vita. In passato ha sempre rifiutato di essere coinvolto sulla Formula 1 e ha sempre detto che non gli interessa, perché è un mondo che non conosce: si è sempre occupato dei track day per i clienti, poi del progetto WEC. Questo è sempre stato il suo atteggiamento; poi, certo, è un dirigente Ferrari, se gli venisse semplicemente chiesto…»

Questo fine settimana, del resto, Coletta avrà altro a cui pensare: il Mondiale Endurance fa tappa al Fuji per la 6 Ore giapponese, dal 25 al 27 settembre.

Stella e Horner, suggestioni difficili

Poi ci sono i nomi esterni. Andrea Stella, stando alle indiscrezioni, avrebbe già declinato un sondaggio arrivato qualche mese fa e resta saldo alla guida della McLaren. Christian Horner, fuori dalla Red Bull dal luglio 2025, è libero ma ha altri progetti in testa.

«Horner è Horner, con la storia che ha. Però è anche vero che ha sempre fatto sapere che la sua idea è comprarsi un team, appoggiato da un fondo di investimento, e diventare come Toto Wolff, socio della scuderia che dirige.»

Il nome dell’inglese è stato accostato all’Alpine, dove una cordata di investitori di cui farebbe parte si è interessata alla quota di minoranza del fondo Otro Capital. La squadra di Enstone, dopo la chiusura del programma motori di Viry-Châtillon, dal 2026 corre con power unit Mercedes. Difficile immaginare che uno con queste ambizioni accetti di fare il dipendente, anche a Maranello.

La carta di Turrini: Rivola

Il nome del cuore, alla fine, è un altro. E porta a Noale, sede dell’Aprilia Racing.

«Io, se dipendesse da me, non andrei tanto lontano: andrei a Noale e prenderei Massimo Rivola, perché è stato in Ferrari per tanti anni, ha fatto la vita dei box, ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo, è bravissimo, ne capisce come pochi. In Aprilia, nel motomondiale, ha fatto un lavoro eccellente (gli auguro di vincere il mondiale), anche se non so quanto sarebbe benvenuto a Maranello, per alcune cose.»

Massimo Rivola è arrivato in Ferrari nel 2009 come direttore sportivo, negli anni di Fernando Alonso e poi di Sebastian Vettel, e dal 2016 ha guidato la Ferrari Driver Academy. Nel 2019 è passato all’Aprilia come amministratore delegato del reparto corse e l’ha portata dalle retrovie della MotoGP alla lotta per il titolo, con Marco Bezzecchi e Jorge Martín.

L’idea ha un suo fascino: un uomo che conosce i corridoi di Maranello, che ha già dimostrato di saper ricostruire un progetto da zero e che non avrebbe bisogno di anni per capire chi fa cosa. Quel «per alcune cose» finale però pesa. Turrini non spiega, e forse non serve: a Maranello le porte che si chiudono raramente si riaprono. Se Elkann cercherà davvero un nome di rottura, la strada per Noale è breve: un paio d’ore di autostrada. Servirà però qualcuno disposto a percorrerla.