
Nel WEC la Ferrari sta vivendo un inizio di stagione molto difficile e sfortunato. Basta fare riferimento all’ultima 24 Ore di Le Mans di domenica scorsa, dove le 499P hanno pagato dazio nei confronti soprattutto di Toyota, BMW e Cadillac. Il team del Cavallino, dopo aver vinto tre edizioni consecutive della corsa francese, ha dovuto fare i conti con una vettura penalizzata fortemente dal BoP, con una 499P «zavorrata» e priva di cavalli. Ma nonostante tutto il team diretto da Antonello Coletta è riuscito a conquistare la top five con la #51, mentre la #50 è stata costretta al ritiro per problemi tecnici.

Credits: BMW M Motorsport via X
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Senza il BoP così duro nei confronti della Ferrari, il Cavallino sarebbe riuscito ad agguantare il podio? Difficile dirlo, ma senza ombra di dubbio la performance della 499P sarebbe stata decisamente migliore. Purtroppo nel WEC (come in altre categorie) il BoP va a penalizzare le vetture più performanti. In pratica la Federazione vuole a tutti i costi far credere che una LMDH sia allo stesso livello della LMH. Ma non è affatto così. Una LMH avrà sempre la meglio su una LMDH, BoP permettendo appunto!
E già il fatto che il BoP da quest’anno non venga più comunicato ai media e al pubblico, beh, dimostra come l’ACO e la FIA, oltre a creare grosse polemiche tra i tifosi e i costruttori, stiano di fatto decretando chi debba vincere nel WEC, e ovviamente a Le Mans. In pratica a vincere non è quasi mai la vettura migliore, ma quella meno penalizzata dal Balance of Performance. Sull’argomento scottante legato al BoP è intervenuto Paolo Allievi ai microfoni di Pit-Talk. Il commentatore di Eurosport ha affermato che sia i team che i telecronisti avevano il divieto assoluto di parlare del BoP:
«L’ACO ha mandato un comunicato: i team non potevano assolutamente parlare del BoP, e nemmeno i telecronisti — non si poteva sapere niente, era nascosto. Non volevano alimentare polemiche, invece le hanno alimentate lo stesso: hanno deciso di oscurare il BoP. Poi tutte le squadre erano a conoscenza del BoP degli altri; ma se una squadra avesse divulgato, a quel punto avrebbero cambiato il BoP e nessuno avrebbe più saputo niente.»

«Fatto sta che nessuno all’esterno ha saputo esattamente quale fosse. Certo è che la Ferrari ha dimostrato di andare forte, ma è stata, a mio parere, pesantemente penalizzata — e non solo lei. E dopo tre anni di vittorie… La 24 Ore è stata anche sfortunata: la Ferrari ha avuto il problema dell’estintore, è rimasta ferma, ci sono state una serie di problematiche in qualifica. Il che ha sicuramente influito sulle prestazioni finali.»
Difatti, oltre alla mancanza di prestazione in casa Ferrari, si è messa di mezzo anche la sfortuna. La #50 (quella che occupava la posizione migliore in classifica) ha subito nel corso della notte il guasto all’impianto antincendio nell’abitacolo della 499P, costringendo la vettura a una lunga sosta ai box per ripulire l’abitacolo e facendola perdere diversi giri dal leader. Poi, alla fine, la #50 è stata costretta ad alzare bandiera bianca per un problema tecnico. La vettura gemella #51 ha limitato i danni in qualche modo, giungendo quinta.
Ma è evidente che in questa edizione della 24 Ore di Le Mans non doveva vincere la Ferrari! Era già stato deciso molte settimane prima della corsa francese? Chissà. Fatto sta che i vertici del Cavallino dovevano farsi sentire maggiormente con ACO e FIA, far sentire le loro ragioni! Ed ora, con i regolamenti 2030 da poco annunciati, la Ferrari condiziona la propria permanenza nel WEC alla garanzia di poter costruire la vettura al 100% in proprio. Giustamente, d’altronde! I telai omologati lasciamoli a chi non sa produrre un’auto da corsa.
Alberto Murador














