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domenica, Luglio 12, 2026
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Barcellona cambia tutto. Anzi, forse.

Lewis Hamilton firma la sua prima vittoria in rosso nel Gran Premio di Barcellona-Catalunya 2026, interrompendo il digiuno della Ferrari durato 34 gare. Un successo costruito su una strategia gomme impeccabile e su una SF-26 profondamente aggiornata. A commentare l'impresa, il commentatore Eurosport Paolo Allievi: «Hamilton ha vinto per merito suo e per la macchina.» Ma il mondiale è ancora lungo: le prossime gare diranno se il risveglio del Cavallino è strutturale.

La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton in azione sul Circuito di Barcellona-Catalunya durante il Gran Premio edizione 2026.

Hamilton vince. Ferrari si risveglia. Mercedes trema. Ma è davvero iniziato un nuovo campionato?

Fino a sabato scorso sembrava che la stagione avesse imboccato con decisione la strada per Brackley.

Mercedes appariva semplicemente superiore in tutto: motore, telaio, aerodinamica, affidabilità. Ferrari, McLaren e Red Bull inseguivano, spesso da lontano.

Certo, George Russell era stato costretto al ritiro nel GP del Canada, ma rispetto ai problemi incontrati dai suoi rivali nelle prime gare della stagione sembrava poca cosa — quasi il colpo di scena inserito dagli sceneggiatori per non far addormentare il pubblico.

Poi arriva Barcellona, e le carte vengono rimescolate con una certa brutalità.

Kimi Antonelli fuori gara, Russell in difficoltà sul passo, Red Bull e McLaren mai realmente protagoniste. E davanti a tutti, con pieno merito: Sir Lewis Hamilton.

L’inglese, alla sua seconda stagione in rosso, ha riportato la Ferrari alla vittoria dopo un digiuno di 34 garel’ultimo successo del Cavallino risaliva infatti al GP del Messico 2024, firmato Carlos Sainz. Al traguardo il vantaggio su Russell è stato di quasi venti secondi. Non esattamente un dettaglio.

Dopo l’annus horribilis 2025, stagione in cui qualcuno aveva persino ipotizzato il ritiro, il sette volte campione del mondo è tornato sul gradino più alto del podio. E con il ritiro di Charles Leclercoh Charles, che sfortuna — Hamilton si è cucito addosso i gradi di capitano.

Ai microfoni di Pit-Talk, Paolo Allievi — giornalista e commentatore motorsport di Eurosport Italia — ha commentato l’impresa sportiva del britannico.

«Quest’anno ho ritrovato un Hamilton che, all’alba dei 40 anni, va veramente forte: l’abbiamo visto in tutte le occasioni, è sempre lì. Se la Ferrari va così, ci sarà da divertirsi fino alla fine della stagione. Abbiamo ritrovato — o meglio: non l’abbiamo mai perso, ma per alcuni era diventato un po’ un pilota bollito — un Hamilton che ha vinto sette campionati del mondo, non per caso.»

Va sottolineato anche il lavoro svolto dal muretto Ferrari nella gestione della strategia gomme, praticamente impeccabile. Mercedes, al contrario, ha dato l’impressione di rincorrere più che di controllare.

Toto Wolff era partito sabato mattina con il sorriso per i risultati FIA sulla questione ADUOmotore Mercedes classificato secondo dietro Red Bull, dati ancora da confermare — ed è arrivato domenica sera con i pugni sul tavolo per il ritiro di Antonelli. Settimana corta, in senso psicologico.

Sul fronte Ferrari, invece, il clima è cambiato con una velocità degna di una qualifica sul circuito catalano. Nelle prime gare della stagione i commenti erano quelli classici, immortali, quasi rituali:

“La Ferrari è la prima degli ultimi.”

“Anche quest’anno il mondiale lo vinciamo l’anno prossimo.”

Poi sono arrivate Monaco e Barcellona, e improvvisamente siamo tutti sul carro. Va benissimo così — è il nostro sport, è il nostro carattere. Ma forse è ancora un po’ presto per parlare di carro dei vincitori.

In Catalogna, la Rossa ha portato uno dei pacchetti di aggiornamenti più importanti della stagione sulla SF-26: nuova ala anteriore, fondo completamente rivisto e modifiche alle fiancate.

Come sottolineato dallo stesso Allievi, i primi riscontri sembrano estremamente incoraggianti.

«Credo di non sbagliare nell’evidenziare che, per la prima volta da anni, la Ferrari ha portato a Barcellona degli sviluppi su questa macchina che hanno funzionato — e questa è già una grande notizia. Perché voglio ricordare una cosa importante: Hamilton ha vinto per merito suo e per la macchina.»

Restano però alcune domande.

Il miglioramento Ferrari è strutturale o è un fuoco d’artificio? Mercedes tornerà a fare Mercedes già in Austria? E quando rivedremo Red Bull e McLaren protagoniste?

Le prossime due o tre gare ci diranno se la parità con Mercedes è ormai consolidata oppure se le prestazioni della SF-26 siano state favorite dalle peculiarità del tracciato catalano e dalle alte temperature del weekend.

Il campionato è ancora lungo. E forse sta per diventare molto interessante e divertente.

Next stop: Austria

Stay tuned!

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