La Formula 1 potrebbe essere vicina a uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni. Non un semplice nuovo sponsor, non un accordo commerciale e nemmeno l’arrivo di un costruttore interessato soltanto a mettere il proprio logo sulle monoposto.
Dietro le quinte si starebbe muovendo BYD, colosso cinese dell’automobile elettrica, e secondo quanto raccontato da Alberto Sabbatini a Pit Talk, il progetto sarebbe molto più concreto di quanto possa sembrare.
“Ho fatto recentemente un’intervista ad Alfredo Altavilla, che oggi è il suggeritore strategico della BYD per tutte le operazioni europee”, ha spiegato Sabbatini.
Una figura tutt’altro che secondaria.
Altavilla è stato per anni il braccio destro di Sergio Marchionne in FCA e oggi rappresenta uno degli uomini più influenti nell’espansione europea del marchio cinese. Un elemento che rende l’interesse per la Formula 1 particolarmente credibile.
Secondo Sabbatini, infatti, BYD avrebbe compreso perfettamente il valore strategico del Mondiale.
“Altavilla ha fatto capire a BYD quanto sia importante la Formula 1 per un gruppo cinese che voglia conquistarsi credibilità e rispetto tra i clienti.”
Il problema, infatti, non è vendere automobili. BYD sta già conquistando quote di mercato in tutto il mondo. Il vero obiettivo è cambiare la percezione del marchio.
“Perché il problema dei cinesi è che tutti considerano i marchi cinesi come auto low cost senza tecnologia. BYD invece è un gruppo molto forte a livello tecnologico e per dimostrarlo vorrebbero entrare in Formula 1.”
Ma la parte più interessante riguarda le modalità dell’operazione.
Per anni si è parlato di possibili nuovi ingressi nel Circus, ma la vicenda Cadillac ha dimostrato quanto sia complesso costruire una squadra da zero e ottenere l’approvazione dell’intero sistema Formula 1.
Per questo motivo, secondo Sabbatini, la strada sarebbe un’altra.
“L’operazione non è quella di fare un dodicesimo team. L’idea è quella di acquisire una squadra già esistente.”
Ed è qui che entra in scena la Racing Bulls.
La seconda squadra Red Bull rappresenta da tempo un’anomalia politica all’interno del paddock. Molti team mal sopportano il fatto che il gruppo di Milton Keynes possa contare su due strutture distinte, con un peso inevitabilmente maggiore nelle discussioni strategiche che riguardano il futuro della categoria.
Non sorprende quindi che proprio la Racing Bulls venga indicata come il candidato più probabile.
“Questa potrebbe essere la Racing Bulls perché tutti gli altri team di Formula 1 vorrebbero rompere il monopolio della Red Bull che ha due squadre.”
Una frase che racconta molto più di quanto sembri.
Perché dietro questa possibile operazione non ci sarebbe soltanto l’arrivo di un nuovo costruttore, ma anche la fine di un equilibrio che molti nel paddock considerano ormai superato.
E poi c’è il nome che rende tutta la vicenda ancora più esplosiva.
Christian Horner.
L’ex numero uno della Red Bull viene indicato come figura centrale del progetto e come possibile uomo incaricato di guidare la nuova avventura.
“BYD deve cercare anche qualcuno che gestisca il team. Horner, che è l’uomo che ha costruito i successi della Red Bull, è lì sulla piazza, ha parlato con loro, li ha incontrati più volte.”
Parole che vanno ben oltre il semplice rumor.
Anche perché Sabbatini aggiunge un altro elemento destinato a far discutere.
“BYD ha tutti i soldi per permettere a Horner di acquisire una squadra attuale di Formula 1 e ribattezzarla BYD.”
In poche righe viene descritto uno scenario che potrebbe ridisegnare completamente la geografia della Formula 1.
Da una parte un colosso industriale con risorse praticamente illimitate. Dall’altra uno dei manager più vincenti dell’era moderna. In mezzo una squadra già presente nel campionato e pronta a cambiare identità.
Ma c’è un ultimo elemento che rende questa storia ancora più interessante.
BYD non sarebbe interessata a una semplice operazione di facciata.
“Loro vogliono costruirsi il motore.”
Una dichiarazione che segna una differenza enorme rispetto a molte operazioni viste in passato.
Non un adesivo sulla carrozzeria. Non un accordo commerciale. Non una partnership di convenienza.
L’obiettivo sarebbe entrare in Formula 1 come vero costruttore.
E considerando che BYD ha costruito il proprio successo nello sviluppo delle batterie e delle tecnologie elettriche, il collegamento con la Formula 1 del futuro appare tutt’altro che casuale.
Oggi siamo ancora nel campo delle trattative e delle strategie industriali. Ma una cosa è certa.
Se il progetto dovesse concretizzarsi, non assisteremmo semplicemente all’arrivo di un nuovo marchio sulla griglia.
Assisteremmo all’ingresso della Cina nel cuore del potere della Formula 1.





