Il GP del Canada, a Montreal, storicamente regala sempre emozioni: marmotte curiose, acquazzoni improvvisi, freddo e caldo che si alternano come biglie impazzite.
Quest’anno, però, le emozioni sono iniziate ancora prima del via. Monoposto schierate in griglia, termocoperte settate a 70 gradi per contrastare il freddo pungente della domenica canadese… ma già iniziano a circolare rumors sulla scelta gomme. Tutti i top team — o presunti tali — puntano sulle slick rosse, mentre nelle retrovie qualche scuderia tenta l’azzardo rimescolando le mescole. Scusate il gioco di parole.
Retrovie… qualcuno, evidentemente, deve aver pensato che anche la seconda fila facesse parte delle retrovie.
Ed ecco il colpo di scena, il coup de théâtre come direbbero quelli bravi: McLaren cala l’asso, strategia pura, scelta controcorrente. Gomme intermedie.
Peccato che già durante i giri di formazione abbiano capito che ad andare controcorrente non sarebbe stata la strategia, ma direttamente le loro monoposto. Avete presente i salmoni che risalgono il fiume facendo una fatica disumana? Ecco, esattamente così.
Forse in McLaren si sono lasciati confondere dal colore delle loro vetture: per carità, sono papaya… ma, a ben guardare, non sono poi così lontane dal colore di certi salmoni.
Scelta folle. Strategia assurda.
Ma che previsioni meteo hanno guardato al muretto? La pista era sì ancora leggermente umida, ma la gara non era nemmeno stata dichiarata “gara bagnata”. Tutti l’hanno definito “il suicidio McLaren” e, sinceramente, è difficile dargli torto. Forse qualche stratega del team è fan del gruppo musicale Suicidal Tendencies e si è lasciato prendere la mano.
Perché gli azzardi, nel motorsport, ci stanno anche. Ma la vera domanda è: perché farlo su entrambe le monoposto? Possibile che nessuno, in McLaren, abbia mai sentito parlare di diversificazione del rischio?
Il povero Oscar Piastri era già abbattuto prima ancora dello start e non ha nascosto tutta la sua frustrazione via radio durante i giri di formazione. Lando Norris, invece, ha provato a mostrarsi un po’ più convinto della scelta del team, anche in qualità di capitano e numero uno.
Numero uno sulla monoposto, ovviamente. Pensavate davvero che stessi dando del numero uno a Lando? Non scherziamo.
Dopo appena un giro, però, eccolo rientrare mestamente ai box per montare le slick. E questa volta non possiamo nemmeno prendercela con i piloti. Hanno preso il via del GP sapendo già di non poter nemmeno lottare per il podio. Da lì in avanti, distrazione e demotivazione hanno fatto il resto. Poi ci si è messo anche un problema tecnico — un guasto al cambio — a fermare Norris, mentre Piastri ha finito per commettere un errore figlio di un weekend già compromesso in partenza.
E quando la seconda forza del mondiale decide praticamente di autoeliminarsi, è inevitabile che il GP si trasformi in una splendida cavalcata solitaria di Kimi Antonelli — e della sua Mercedes.
Mercedes ringrazia? Macché.
Sono talmente avanti rispetto agli altri che probabilmente la presenza o meno dei “Papaya Boys” avrebbe cambiato poco. A ringraziare davvero sono Ferrari e Red Bull, perché senza questo clamoroso e inaspettato regalo McLaren difficilmente le avremmo viste sul podio. O, quantomeno, non sarebbe stato così scontato. Ma va bene così: rivedere Sir Lewis Hamilton festeggiare, con sua mamma Carmen emozionata come se il figlio fosse un esordiente qualunque… non ha prezzo.
E, in fondo, qualcosa di bellissimo questo GP del Canada ce l’ha lasciato.
L’immagine del podio.
Montreal delivered! 🇨🇦
🥇 His fourth consecutive win
🥈 His best Grand Prix finish since joining the team
🥉 His first podium of the season#FIA #F1 #CanadianGP pic.twitter.com/zM66PIYE6K— FIA (@fia) May 24, 2026
Undici titoli mondiali che prendono sulle spalle un ragazzo di appena 19 anni. Il probabile prossimo campione del mondo.
Quindi, grazie McLaren. Ad maiora semper.
Ci vediamo a Monaco.





