Il mondiale di F1 come da pronostico è iniziato sotto il segno della Mercedes, con Russell che ha vinto a Melbourne davanti al team-mate Antonelli. Una doppietta preannunciata. Insomma, le indiscrezioni trapelate nel corso dell’inverno, e dopo quanto visto nei test pre-season in Bahrain (soprattutto), hanno mostrato una superiorità del team di Brackley rispetto alla concorrenza.

Credits: Mercedes AMG Petronas F1 Team
Probabilmente il vantaggio della Mercedes nei confronti degli altri top-team è all’incirca di 0″5. O meglio, nei confronti della Ferrari, perché McLaren e Red Bull sembrano essere ancor più distanti dalla casa tedesca. Insomma, questo dominio al round iniziale della nuova era della F1 da parte della Mercedes ricorda molto il 2014, quando in F1 iniziò l’era della power-unit.
Il vantaggio tecnico della Mercedes nei confronti degli altri è tuttora oggetto di forti discussioni ed opinioni contrastanti tra addetti ai lavori, piloti e tifosi. Sull’argomento Mercedes è intervenuto ai microfoni di Pit-Talk Stefano Tamburini. Secondo il giornalista di AutoSprint il team diretto da Toto Wolff vince per meriti tecnici, e non per irregolarità nel motore. E per essere più precisi sul famoso rapporto di compressione nella camera di combustione.
“Allora, questa cosa è un falso problema, perché se fosse quello il motivo per cui la Mercedes sta dominando questo avvio di stagione — questo primo GP, e probabilmente anche qualche altra tappa, poi ci saranno delle soste e probabilmente si rimetteranno in equilibrio alcune cose — la Mercedes fornisce motori ad altre sei monoposto, e le altre sei sono notevolmente indietro. Quindi, se fosse solo quello, non si spiegherebbe. In più, nessuno dice — o meglio, l’ha scritto Fulvio Solms [sul suo profilo su X] e sul Corriere dello Sport — che la prova a caldo, quella famosa: siccome si dice che a caldo questo effetto si accentua, nel senso che il rapporto di compressione torna a 18:1, la FIA ha fatto la prova a caldo ed è risultato regolare anche a caldo!”

Credits: @MercedesAMGF1 via X
“In più, non è che la Mercedes abbia imbrogliato: nel regolamento la misurazione viene fatta a freddo, e tutti gli sviluppi di questo motore, passo passo, la Mercedes li ha fatti informando tempestivamente la Federazione per ogni modifica. Quindi non ha imbrogliato. Questo tentativo — e non sto accusando nessuno dei presenti, è l’atmosfera generale — è far capire che la Mercedes sta vincendo perché ha imbrogliato. No: la Mercedes ha semplicemente lavorato meglio, come era successo all’inizio del ciclo ibrido. Aveva lavorato meglio, aveva lavorato per un anno in anticipo rispetto agli altri.”
Certamente è un mistero che McLaren, Williams ed Alpine con lo stesso motore siano così indietro. Mancanza di condivisione dei dati sul fronte power-unit da parte della Mercedes con i team clienti come detto da Andrea Stella? Anche questa è un’ipotesi non totalmente da scartare. Se uno ci pensa, i vertici del team di Brackley lo scorso anno non sono rimasti proprio felici nel veder vincere una scuderia rivale in F1 con lo stesso motore Mercedes di cui disponeva il team ufficiale.
Poi, che la Mercedes abbia lavorato meglio degli altri team di F1 questo è vero; però dall’altro lato la FIA, a mio avviso, sembra che abbia un occhio di riguardo in particolare nei confronti del team di Brackley. Perché modificare certi parametri tecnici, come avviene ormai ogni anno in F1, quando il campionato è già virtualmente concluso dal punto di vista sportivo? Ormai è diventata la prassi cambiare le carte in regola a metà stagione.
Nel 2022, per esempio, con la famosa TD039, che andò a penalizzare la Ferrari. Nel 2024 qualcosa avvenne con Red Bull, dominante sino a metà campionato con Verstappen, e poi mondiale vinto comunque grazie al vantaggio accumulato da Verstappen nei confronti degli avversari nei primi GP. E quest’anno invece chissà cosa uscirà dalla Federazione. Il problema parte da chi scrive i regolamenti innanzitutto. Poi da chi riesce (abilmente) a sfruttare le zone grigie del regolamento.

Credits: Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team
#F1Testing
Tornando indietro nel tempo, come dimenticare il famoso test segreto Pirelli con protagonista sempre la Mercedes nel 2013 dopo la gara al Montmelò? I test in stagione con vetture dell’anno corrente erano espressamente vietati dal regolamento: la FIA accertò l’irregolarità e comminò una reprimenda sia a Mercedes che a Pirelli. L’anno dopo Mercedes dominante con l’avvento delle power-unit. Ed anche lì giravano voci che la casa di Stoccarda avesse minacciato la FIA di lasciare la F1 se non avessero introdotto l’ibrido. Insomma, per dirla tutta, la F1 sembra essere diventata più importante dal punto di vista politico che da quello sportivo.
Tornando all’attualità, la FIA ha già annunciato misure correttive sul rapporto di compressione, con nuove verifiche a caldo in vigore dal 1° giugno 2026. Bene; però non ha senso correggere le numerose lacune di un regolamento che fa acqua da tutte le parti, in una F1 sempre più irriconoscibile rispetto ai tempi gloriosi che resero questo sport unico al mondo. La F1 è a un bivio senza punto di non ritorno?
Alberto Murador





