La nuova F1 continua a dividere addetti ai lavori e appassionati, ma quando a parlare è uno che ha progettato monoposto per team come Brabham, Williams, Benetton, Sauber e Arrows, le parole pesano ancora di più.
L’ingegner Sergio Rinland, intervenuto a Pit Talk, non ha usato mezzi termini nel descrivere l’attuale scenario tecnico della categoria: secondo lui la direzione presa con il nuovo regolamento ha trasformato radicalmente la natura delle gare.
E il risultato, nella sua visione, è chiaro.
La F1 non è più una sfida tra piloti.
È diventata una gara di batterie.
«I piloti non guidano più al limite»
Rinland parte da una constatazione che, secondo lui, ormai è evidente anche nelle telecronache delle gare.
Non si parla più di traiettorie, di coraggio o di chi frena più tardi. Si parla quasi esclusivamente di energia disponibile.
«Si è tornati a una gara di batterie. Non è più una corsa di piloti e macchine come era prima: è una gara di batterie».
Il tecnico argentino spiega che ormai i sorpassi non sono più il risultato di una manovra o di un errore dell’avversario, ma della semplice disponibilità di energia elettrica.
«Questo ha sorpassato perché aveva più energia dell’altro. L’altro recupera e lo ripassa al rettilineo dopo».
Una dinamica che, secondo Rinland, snatura l’essenza stessa della categoria.
Perché se l’energia diventa la variabile principale, il ruolo del pilota cambia radicalmente.
«Oggi non sono più piloti. Sono gestori di batteria».
Curve non più al limite: il vero problema della nuova F1
La conseguenza più evidente di questo sistema, secondo Rinland, è che i piloti non possono più guidare costantemente al massimo.
Ed è proprio questo il punto che per molti appassionati rappresenta lo snaturamento più grande della categoria.
«A noi piace vedere una macchina che prende le curve al massimo. Oggi non lo fanno: recuperano energia in curva».
In altre parole, alcune delle sezioni più spettacolari dei circuiti diventano momenti di gestione energetica invece che di pura velocità.
Una filosofia completamente diversa rispetto alla F1 tradizionale.
Il rischio sicurezza e la proposta radicale
Oltre all’aspetto sportivo, Rinland solleva anche un tema molto più delicato: la sicurezza.
Secondo lui i grandi delta di velocità generati dalle diverse modalità di utilizzo dell’energia possono diventare pericolosi, soprattutto nelle frenate e nelle zone ad alta velocità.
Per questo propone una soluzione molto netta.
Eliminare completamente il cosiddetto «super clipping», il sistema che permette di ricaricare la batteria attraverso il motore endotermico.
«Per la sicurezza fermerei subito questa modalità. Anche se la Formula 1 diventasse più lenta di una Formula 2».
Una posizione drastica, ma che secondo Rinland servirebbe a ridurre proprio quei salti di velocità che oggi rendono le dinamiche di gara difficili da prevedere.
Una F1 diversa da quella che conoscevamo
Alla fine, l’analisi dell’ingegnere porta a una conclusione quasi inevitabile.
La F1 non è più lo stesso sport.
«Dobbiamo imparare che questo è un motorsport diverso. Una Formula 1 diversa».
I piloti dovranno adattarsi a questa nuova realtà fatta di gestione energetica e strategie elettroniche.
Ma la domanda, quella vera, resta aperta.
Questa è ancora la F1 che ha fatto innamorare milioni di appassionati?
O è ormai qualcosa di completamente diverso?





