In F1 nel GP di Cina Hamilton è finalmente riuscito a conquistare il suo primo podio con la Ferrari. Un’attesa durata ben 26 GP, tanti, forse troppi per un sette volte campione del mondo di F1. Ma dopo un 2025 a dir poco tragico sportivamente parlando per Sir Lewis, il 2026 sembra essere iniziato nel migliore dei modi. Con la SF-26 l’inglese sembra essersi ben adattato al suo stile di guida, a tal punto da saper tener testa a Leclerc in questi primi due GP.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#ChineseGP
In Australia Hamilton è giunto subito dietro a Leclerc, mentre in Cina il britannico ha avuto la meglio sul team-mate monegasco dopo un bel duello in pista nella seconda parte di gara. La domanda che viene da farsi è questa ad ogni modo: si può dire che il vero Lewis Hamilton è tornato? Oppure è stato il circuito di Shanghai a risaltare Hamilton, con l’inglese che ha sempre amato questo circuito? Sull’argomento Hamilton è intervenuto Matteo Novembrini ai microfoni di Pit-Talk.
Il giornalista di Autosprint afferma che parlare di un Hamilton rinato è prematuro. Ma secondo Novembrini l’inglese parte da una miglior situazione rispetto allo scorso anno, e che di conseguenza guida più in scioltezza rispetto al 2025:

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#ChineseGP
“Allora, secondo me Hamilton è partito da una base migliore rispetto all’anno scorso, perché conosce meglio la squadra e perché ha partecipato alla gestazione di questa macchina. Aggiungo che lui non ha mai davvero digerito il vecchio ciclo tecnico, il vecchio ciclo regolamentare: erano macchine con cui non riusciva a esprimersi. Credo che dopo quattro anni — si può dirlo, tra Mercedes e Ferrari — si vedeva che non era quello del ciclo precedente. Poi io aspetto a dire “è rinato: diciamo che per ora è “rinfrancato”, mi sembra un termine un po’ più giusto, perché “rinato” io aspetterei ancora un po’. Rinfrancato sì: mi sembra, sin dall’inizio, che si stia divertendo — o forse neanche divertendo, ma che sia un po’ più sereno alla guida.”
“Forse sono macchine un po’ più prevedibili per lui, e quindi le gradisce di più. Ha un po’ resettato, secondo me, dopo il disastro del 2025. Lo trovo in fiducia, sereno — questo sì. Ed è anche più integrato in squadra. Poi, per dire “rinato” — come giustamente stavi sottolineando —, la Cina è una delle piste più amiche di Hamilton e meno amiche di Leclerc. Per cui io aspetterei a dire che ha ribaltato la gerarchia. Poi è vero anche che tra Cina e Australia era vicino, quindi ha sicuramente fatto dei passi avanti, ha accorciato su Leclerc — e tante cose.”

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#ChineseGP
Ciò non toglie che da un sette volte campione del mondo di F1 ci si aspetta molto di più che di un semplice podio. Per parlare di Hamilton rinato bisognerebbe (forse) vederlo sul gradino più alto del podio, oppure veder Lewis stare regolarmente davanti a Leclerc. Diciamo che tornare alla vittoria potrebbe “sbloccare” mentalmente Hamilton, dato che in F1 è sempre stato un punto di forza del britannico in tutti questi anni.
Poi è chiaro, ci vuole anche un mezzo competitivo per tornare al top. I prossimi GP saranno una sorta di spartiacque per Sir Lewis, perché se dovesse davvero tornare a guidare come quello di un tempo, allora potrebbe decidere di esercitare l’opzione per prolungare il contratto con la Ferrari oltre il 2026. Verso metà stagione probabilmente Hamilton deciderà se proseguire, oppure se appendere il casco al chiodo, ovviamente in base ai risultati che otterrà in primis. Ma anche alla F1 stessa, se riuscirà ad “accendere” Lewis in modalità “Hammer Time”.
Alberto Murador





