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mercoledì, Aprile 15, 2026

F1 | Mazzola: “La Ferrari è lì, in quei due tre decimi”

Come si presenterà la Ferrari a Melbourne? Non di certo con i favori del pronostico, ma da quanto emerso nei test in Bahrain la SF-26 sembra essere una buona monoposto, nata bene, ed affidabile. Ed a differenza degli altri top-team, la Ferrari è stata l'unica ad aver fatto delle determinate prove.... Il tutto è stato spiegato dall'Ing Luigi Mazzola ai microfoni di Pit-Talk.

La F1 riprende questo weekend in Australia, sul circuito di Melbourne. Dopo gli ultimi test in Bahrain, la Ferrari è sembrata essere in buona forma. La SF-26 ha dimostrato di essere una monoposto solida e affidabile, con una power unit capace di percorrere molti chilometri senza particolari problemi. Sul fronte della potenza, il nuovo motore di Maranello sembra essere ad un buon punto di sviluppo.

Leclerc in azione con la SF-26 in Bahrain nella seconda sessione di test pre stagionale.
Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#F1Testing

Inoltre, la SF-26 ha portato in pista delle soluzioni tecniche molto interessanti, e questa è una notizia decisamente positiva per Maranello: erano diverse stagioni che i tecnici della Rossa non presentavano idee davvero originali, costretti invece a inseguire le soluzioni degli avversari. Il segnale è incoraggiante e lascia intendere che a Maranello possa esserci stato un cambio di rotta radicale, forse grazie a un’interpretazione creativa di alcune zone grigie del regolamento.

E allora, dopo quanto visto nel corso dei test invernali, cosa aspettarci dalla Ferrari? Sarà finalmente la stagione del riscatto? Oppure la Scuderia dovrà fare i conti — ancora una volta — con la superiorità dei diretti rivali? Sull’argomento è intervenuto Luigi Mazzola ai microfoni di Pit-Talk. L’ingegnere ha subito ribadito che il 2026 deve essere l’anno di Vasseur, con il team principal francese che non ha più alibi:

“Partiamo con due condizioni iniziali di premessa. Prima: deve essere l’anno di Vasseur, ok? Deve essere il suo anno: ha il suo gruppo, ha la sua organizzazione, tutto nasce dal suo gruppo. È il quarto anno: deve essere l’anno suo. Seconda condizione: è l’anno di Leclerc, nel caso in cui la Ferrari vada forte. Se invece la macchina non è competitiva, anche un nuovo gruppo tecnico-dirigenziale non è riuscito a fare di meglio, e non ci si può aspettare che lo faccia in futuro. Quindi per Leclerc potrebbe essere un momento di analisi per poter cambiare casacca. Questi sono due aspetti che metto come cappello iniziale perché sono importanti e incidono.”

Che in F1 il 2026 rappresenti un anno spartiacque per la Ferrari è ormai fuori discussione: o la va o la spacca. Il team di Maranello dovrà dimostrare sin da subito di essere in lotta per la vittoria; altrimenti, il rischio concreto è di dover rifondare il Reparto Corse per l’ennesima volta. E, in quel caso, sarebbe difficile trattenere Leclerc sotto il segno del Cavallino Rampante oltre la fine del 2026.

Mazzola si è poi dichiarato tutto sommato positivo in vista dell’inizio del Mondiale:

[Foto: Hamilton in azione con la SF-26 in Bahrain durante i test.] Credits: Scuderia Ferrari HP via X — #F1Testing

“Dico che la Ferrari ha fatto molto bene. Si è presentata pronta, ha fatto tanti chilometri, ha potuto provare i propri sistemi, e quando non hai problemi puoi svolgere il tuo programma, arrivare alle conclusioni, centrare gli obiettivi che ti sei dato per quelle giornate di test e acquisire molti dati, acquisire confidenza, e sapere anche dove poter intervenire a livello di performance. Se guardi bene — e parliamo anche degli ultimi giri fatti dalla Ferrari nella ricerca della prestazione — togliendo quelli dove ha dato un secondo a tutti, che chiaramente può essere veritiero fino a un certo punto della mattinata, magari no: se guardi la media su vari giorni, le macchine sono lì, entro 2-3 decimi.”

“Cambia tutto — regolamenti, concessioni, ipotesi di progetto — fai tutto questo lavoro, poi vai in pista a due o tre decimi di differenza. E lì ci sono Mercedes, Ferrari, McLaren: più o meno su quei valori. La Ferrari è lì, in quei 2-3 decimi, e ha migliorato rispetto all’anno precedente, relativamente parlando. Quindi io non sono così negativo. È chiaro che non sai quanto i team si siano scoperti. L’unica che si è scoperta è stata la Ferrari, che ha buttato giù tutta una serie di set di gomme morbide nuove per cercare la prestazione — e per me ha fatto bene.”

“Ha fatto bene perché la macchina è totalmente diversa rispetto all’anno precedente, soprattutto nella gestione della carica, e andare a cercare il limite durante una simulazione di qualifica è un test interessante rispetto al nuovo regolamento. Se fosse stato il solito regolamento dell’anno precedente non avrebbe avuto senso: sai già come si comporta la macchina con poco carburante. Qui invece devi caricare la batteria, devi cominciare a pensare: come faccio l’out lap? Come esco con la carica dopo il giro di rientro? Faccio un giro solo per caricare? Tutta una serie di informazioni in più che torneranno utili da Melbourne in poi.”

Si può essere d’accordo con quanto detto dall’Ing. Mazzola? Certamente sì, perché la Ferrari, nel corso dei test, ha sperimentato diverse condizioni: tanto carburante, poco carburante, diverse mappature, mescole differenti. La SF-26 è stata peraltro tra le vetture che hanno percorso il maggior numero di chilometri in Bahrain, e i dati raccolti dai tecnici della Scuderia potrebbero fare la differenza nei momenti salienti del weekend — come la qualifica, ad esempio. È chiaro poi che vedere sia Leclerc che Hamilton sorridenti e carichi al tempo stesso è senza dubbio un segnale incoraggiante in vista di Melbourne. Ma attenzione a non sottovalutare la concorrenza: Mercedes in primis, ma anche McLaren e Red Bull. La nuova era della F1 è pronta a restituirci una Ferrari finalmente competitiva? Mancano pochissimi giorni per scoprirlo.

Alberto Murador

Alberto Murador
Alberto Murador
Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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