Il mondiale di F1 è iniziato come da tradizione in Australia, e vedere la Ferrari come seconda forza dietro alla Mercedes non può essere soddisfacente, ma nemmeno deludente al tempo stesso. La SF-26 ha mostrato pregi e difetti in questo primo GP, ma forse la Rossa ha sorpreso più durante il GP che deluso nelle qualifiche. Questa nuova era della F1 è tutta da scoprire, e da qui ai prossimi GP queste monoposto avranno dei margini di crescita di performance notevoli.
Ed è un bene rivedere la Ferrari lì davanti, coraggiosa ed ambiziosa nel lottare contro una Mercedes (al momento) imbattibile. Ma almeno con la consapevolezza che la SF-26 ha delle ottime basi dalle quali partire, segno che qualcosa (forse) a Maranello sta prendendo una direzione diversa da quello che ci eravamo abituati.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
#AustralianGP
Intanto la prima notizia positiva per il Cavallino è la consapevolezza di aver due piloti in palla quest’anno, con Hamilton che sembra essere tornato quello dei sette titoli mondiali vinti. E non quello prossimo al ritiro dello scorso anno. Lo stin finale dell’inglese è stato il più rapido di tutti, questo la dice lunga sulla voglia di riscatto di Hamilton. Insomma, un Lewis rigenerato. Poi dall’altro lato c’è Leclerc, sorridente ma al tempo stesso deluso per un terzo posto. L’obiettivo di Charles è vincere giustamente, non arrivare terzi! Ancora una volta il monegasco s’è dimostrato leone nel tentativo di resistere ai tentativi di sorpasso da parte di Russell. Per 26 giri dei 58 previsti il ferrarista è rimasto al comando, quasi metà gara. Non male considerando com’erano andate le qualifiche del sabato.
Sicuramente tra i pregi della SF-26 c’è il telaio, ed il buon carico aerodinamico emerso sopratutto nelle curve finali del tracciato di Melbourne. Poi la Rossa si è dimostrata una vettura molto “gentile” con le gomme, mostrando un degrado contenuto nel corso del GP. Il punto di forza della Rossa è la partenza, grazie ad una turbina più piccola rispetto a quella della Mercedes per esempio. Con una turbina di dimensioni più piccola, la coppia viene sfruttata più in basso, garantendo quindi una miglior trazione soprattutto a serbatoi pieni.

Credits: Scuderia Ferrari HP via X
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Il Tallone d’Achille della Ferrari sembra essere lo sfruttamento della potenza massima, ma anche la gestione del recupero dell’energia nella batteria. Disarmante in alcuni frangenti del GP come sia Leclerc che Hamilton perdevano terreno nei confronti della Mercedes. Ma in questo caso le possibilità di ottimizzare il pacchetto power-unit in casa Ferrari sia in qualifica che in gara ci sono. Siamo solo al primo GP di un lungo mondiale.. Senza poi considerare che la SF-26 non era nemmeno assettata in maniera corretta.
Il lavoro da fare è tanto a Maranello, ma già il fatto di sapere dove dover intervenire è un grosso vantaggio in F1. Vasseur nelle interviste parlava di circa 0″5 da recuperare nei confronti della Mercedes, e considerando il distacco finale delle due Rosse dalle Mercedes, ci potrebbe essere quel deficit di 0″5. Tra meno di una settimana si tornerà nuovamente in pista, con il GP della Cina. E lì ci sarà anche la corsa Sprint che potrebbe rimescolare le carte. Ma la Ferrari tutto sommato da seconda forza del mondiale può considerarsi relativamente soddisfatta. Ora però saranno fondamentali gli sviluppi tecnici, soprattutto sul fronte power-unit.
Alberto Murador





