Giovanni Minardi e Dorothea Schulz lo ripetono spesso quando parlano del loro lavoro: il talento non si crea, si trova, si protegge e si guida. Da oltre vent’anni DAG Management opera su questo principio con la stessa coerenza con cui si costruisce qualcosa di solido — senza scorciatoie, senza promesse eccessive, con la pazienza di chi sa che i risultati veri hanno bisogno di tempo. La stagione 2026 si apre con venti piloti, undici nazionalità diverse, tre macrocategorie di competizione. Dal karting alle monoposto, passando per il Gran Turismo e i prototipi, questa è la loro storia.
GT E PROTOTIPI
Ruote coperte, gare lunghe, pit stop da coordinare e un compagno di equipaggio con cui condividere tutto — incluso il nervosismo. Benvenuti nel GT e nei prototipi, dove la velocità pura è solo una delle variabili in gioco. Le vetture GT3 e GT Cup sono macchine potenti con una forte componente tecnologica — aerodinamica sofisticata, pneumatici al limite della fisica, gestione termica da calibrare gara per gara — ma la vera sfida è umana: adattare il proprio stile alla situazione tattica, mantenere concentrazione e ritmo in gare che durano da 50 minuti a 3 ore, e trovare l’intesa giusta con chi siede nell’altra metà del box. I campionati italiani GT — Sprint ed Endurance — sono tra i più competitivi d’Europa, con un calendario costruito su circuiti storici come Imola, Mugello, Vallelunga e Monza. I prototipi, con la Wolf GB08 Raiden del Campionato Italiano Sport Prototipi, aggiungono la dimensione della macchina aperta e leggera, più vicina per sensazioni a una monoposto, con una curva di apprendimento che richiede adattamento rapido.
Matteo Bergonzini — Spilamberto, provincia di Modena. Per chi non lo sapesse, quella striscia di terra emiliana ai piedi dell’Appennino è conosciuta in tutto il mondo per due ragioni: l’aceto balsamico tradizionale e la passione viscerale per i motori. Bergonzini la sua identità di pilota l’ha costruita lì, con il ritmo lento e tenace di chi sa che le cose importanti si costruiscono mattone dopo mattone. Formatosi nelle ruote coperte fin dal 2007 con il team Proteam Motorsport nella Clio RS Cup by Peroni Race (dove chiuse terzo nel campionato Under 25 al primo anno), Matteo ha attraversato anni di alti e bassi, di weekend sporadici e budget mai sufficienti. Ma non ha mai smesso. Nel 2025, per la prima volta, ha avuto l’opportunità di disputare un campionato completo: il Campionato Italiano Gran Turismo Endurance con SP Racing su una Porsche 992 GT3 Cup. Il risultato finale — quarto in classifica generale, con un podio conquistato all’ultima gara di stagione al Mugello Circuit — dice poco dei numeri e molto del carattere. In una stagione in cui un problema tecnico lo costrinse al ritiro a Imola quando era in testa a un minuto e mezzo dalla bandiera a scacchi, Bergonzini incassò il colpo e andò al Mugello con la testa dritta. Come ha dichiarato lui stesso: «Spilamberto è un punto di riferimento per chi visita le aziende automobilistiche della zona, creando un legame speciale tra motori, sapori e cultura. Correre con questo legame alle spalle mi dà energia e motivazione in più.» Il 2026 è il momento di smettere di accontentarsi del quarto posto.
Mattia Bucci — Pescara, classe 2007. Sette anni consecutivi con la stessa agenzia, un legame rinnovato per altri cinque: nel mondo del motorsport, non è la norma. Mattia Bucci ha trovato la sua casa e non ha avuto motivo di andarsene. La versatilità è la sua carta d’identità: nel 2024 ha corso nel Campionato Italiano GT con una Ferrari 296 nella GT Cup, vivendo il sogno di guidare al Tempio della Velocità con un’auto iconica. Le sue parole dopo Monza raccontano tutto: «È un sogno correre nel ‘Tempio della Velocità’ con una macchina iconica come la Ferrari, qualcosa che ho sempre desiderato da piccolo guardando le gare in televisione o giocando ai videogiochi.» Nel 2026 cambia vettura e livrea: Lamborghini Huracán Super Trofeo EVO2 con DL Racing, impegnato su doppio fronte sia nella serie Sprint che in quella Endurance. Ma Bucci non si ferma al motorsport reale: gareggia anche nel DrivingItalia GT3 Sprint e nell’ACI Esport, dove l’agenzia ha costruito una vera e propria accademia simracing. Maturità precoce, capacità di adattamento e uno sguardo già rivolto al futuro: è la firma di un pilota che sa dove vuole arrivare.
Miguel Maria Garcia — Asunción, Paraguay, 9 marzo 2000. Quando si dice che il motorsport è una lingua universale, il caso di Miguel Maria Garcia lo illustra meglio di qualsiasi teoria. Primo pilota paraguaiano nella storia del TC2000 e del Super TC2000 — i campionati di punta dell’automobilismo sudamericano — Garcia ha fatto su e giù tra Sudamerica ed Europa con la disinvoltura di chi sa che in pista conta la velocità, non il fuso orario. Nella stagione 2022 al suo debutto in quelle serie ha conquistato una pole position e cinque podi. Nel 2023 l’approdo in Europa con il Campionato Italiano GT Championship sotto le insegne di Imperiale Racing su Lamborghini GT3: due podi al debutto nella categoria, più tre top-10 nella French Formula Regional. Non è tutto: nel 2021 aveva vinto in assoluto il Campionato Nazionale Rally del Paraguay. Un pilota capace di correre su qualsiasi superficie e con qualsiasi tipo di vettura. Nel 2025 sembrava destinato all’Indy NXT con Juncos Hollinger Racing, uno dei team di riferimento del singolo sedile nordamericano, ma il progetto saltò. Garcia incassò e non si fermò. A febbraio 2026 ha già completato due giorni di test a Misano; entro fine mese ne seguiranno altri due a Vallelunga, e ad aprile una giornata ad Imola chiuderà la fase di avvicinamento alla stagione. La macchina si scalda. Garcia è già in modalità gara.
Federico Sbardellati — Roma, 9 dicembre 2010. Quindici anni. La storia di Federico comincia in modo insolito: non con una gara di karting vista da bordo pista, non con un padre che lo porta sulla prima rotella. Comincia con un film. «Rush», il racconto della rivalità tra James Hunt e Niki Lauda. Federico guarda quel film e qualcosa scatta: non si tratta solo di velocità, ma della storia di chi costruisce qualcosa dal nulla e vince contro ogni previsione. Per lui il 2026 si apre con piani ambiziosi e di altissimo livello, un percorso costruito con cura e lungimiranza da chi lo segue e crede in lui. Chi lo conosce dice che è un ragazzo insolito: tra i suoi hobby ci sono il simulatore di volo e la pallanuoto, e il suo circuito preferito — Wackersdorf, in Baviera — non è esattamente quello che ti aspetti da un quindicenne romano. Ciò che colpisce di più è il suo approccio alla preparazione: Sbardellati sfrutta attivamente il simracing per affinare la propria velocità e intensificare l’allenamento, trattando il simulatore come un’estensione naturale della pista. La macchina ha già trovato il pilota giusto.
Manuel Quondamcarlo — Avezzano, 6 febbraio 2007. La Marsica, nell’entroterra abruzzese, non è una delle culle tradizionali del motorsport. Non ci sono kartodromi a ogni incrocio, non ci sono famiglie storiche del motorsport a cena. Manuel Quondamcarlo viene da lì, e questo lo rende, in un certo senso, diverso dagli altri. Chi lo ha incrociato nei paddock dice sempre la stessa cosa: «Ha la stoffa vera». Un articolo de La Notizia Sportiva lo aveva definito «ragazzo di periferia che vive di passione» — una descrizione senza fronzoli che lo stesso Manuel probabilmente non rifiuterebbe. Dopo due anni di gare sporadiche per mancanza di budget, nel 2025 ha finalmente ottenuto un programma completo: il campionato X-GT4 Italy con LR Dynamics Motorsport su Ligier JS2 R. Il risultato più significativo è arrivato ad aprile ad Imola: secondo posto in gara, il podio che vale una stagione. Il suo idolo è Max Verstappen. I suoi hobby preferiti sono la boxe e l’atletica. Il circuito del cuore è Imola, la stessa pista dove ha firmato il risultato più bello. Il 2026 punta a consolidarsi nel campionato italiano con la Ligier JS2 R: la velocità c’è, l’esperienza si costruisce gara dopo gara.





