La Ferrari SF-26 non è una macchina costruita per stupire nei rendering. È una macchina costruita per avere una direzione. Ferrari ha scelto una strada tecnica precisa: efficienza complessiva, retrotreno aggressivo e piattaforma meccanica stabilizzata. Non è una rivoluzione totale, ma è un progetto coerente in ogni area.
Vediamo cosa raccontano davvero le soluzioni adottate.
The innovation never stops in F1
Contrast and compare @ScuderiaFerrari‘s different rear wing systems 👀#F1 #F1Testing pic.twitter.com/kd6HRINJFA
— Formula 1 (@F1) February 19, 2026
1. Power Unit: efficienza prima del picco
Il lavoro sulla Power Unit sembra seguire tre linee guida molto nette:
- Affidabilità solida: chilometraggi importanti nei test senza segnali critici.
- Turbo Honeywell più compatto per ridurre il turbo lag.
- Gestione energetica orientata alla costanza più che ai picchi estremi.
Il turbo più piccolo è una scelta tecnica chiara: risposta più pronta in accelerazione, meno ritardo nella generazione di pressione, migliore trazione in uscita di curva e probabilmente vantaggio nelle partenze e nei rilanci.
Il compromesso? Potenziale leggermente inferiore agli altissimi regimi rispetto a configurazioni più “aggressive”.
Ferrari sembra aver privilegiato l’efficienza globale alla potenza pura. Una scelta intelligente in un campionato dove la gestione dell’energia fa la differenza su stint lunghi.
Ma qui entra il primo punto delicato: nel paddock si percepisce che Mercedes possa avere oggi qualcosa in più lato motore, soprattutto in termini di picco energetico. Non è una certezza, ma è una voce tecnica che circola con insistenza. E se fosse confermata a piena potenza, potrebbe spostare equilibri in qualifica.
2. Aerodinamica: anteriore razionale, posteriore estremo
La SF-26 è probabilmente la monoposto più creativa nella zona retrotreno.
Gli elementi chiave:
- Ala posteriore con filosofia “reverse” (~180°) per ridurre il drag e modulare l’estrazione del diffusore.
- Flap dietro lo scarico per sfruttare i gas caldi e attivare il flusso verso l’ala.
- Diffusore esteso fino all’aggancio del supporto alare.
- Airbox triangolare compatto per contenere resistenza e abbassare il drag.
- Anteriore volutamente più semplice e conservativo.
La filosofia è chiara: stabilità davanti, aggressività dietro. Ferrari ha cercato carico “efficiente”, non carico fine a sé stesso. Il retrotreno lavora tanto, forse più di chiunque altro in griglia. Questo può generare grande performance, ma apre una domanda tecnica:
Quanto sarà stabile nelle fasi di transizione e in ingresso curva?
Un retrotreno così spinto richiede controllo meccanico e sospensivo impeccabile.
3. Sospensioni e telaio: più controllo, meno dipendenza dal fondo
Qui emerge un dettaglio molto interessante.
Ferrari mantiene la filosofia push-rod anteriore e posteriore, ma con un triangolo superiore anteriore molto aperto e ancorato in alto sul telaio.
Questo suggerisce un obiettivo chiaro: meno dipendenza assoluta dal carico del fondo (si parla di circa -20%) e maggiore controllo meccanico dei movimenti.
Tradotto: la SF-26 sembra voler essere più “gestibile” sui cordoli, meno sensibile ai cambi di altezza, più stabile nelle variazioni di assetto. Altro dato significativo: peso vicino al minimo regolamentare (circa 2 kg sopra). Significa margine di zavorra e quindi possibilità di lavorare bene sul bilanciamento.
Verdetto telaio?
Tra le piattaforme più solide e leggere della griglia.
Ride onboard with @Charles_Leclerc as he flies around the Bahrain International Circuit to clock the fastest lap of #F1Testing ⏱️💨#F1 pic.twitter.com/CY0fI7sXgg
— Formula 1 (@F1) February 20, 2026
Il confronto reale: niente illusioni
Ora la parte più importante.
- Red Bull appare meno estrema ma tremendamente razionale.
- McLaren sembra la più bilanciata nel complesso.
- Mercedes potrebbe avere oggi il riferimento motoristico, almeno come potenziale.
E soprattutto: nessuno ha mostrato il vero passo a piena potenza.
Ferrari non sembra aver nascosto troppo il proprio concetto. Altri, probabilmente sì.
Conclusione: progetto ambizioso, ma il giudice è Melbourne
La SF-26 è forse la monoposto più creativa del 2026 fin qui vista.
Anteriore solido. Retrotreno estremo. Power Unit efficiente. Telaio leggero.
Non è una macchina da proclami.
È una macchina da verifica.
Il punto critico sarà capire:
- Se il retrotreno sarà stabile nelle fasi limite.
- Se il turbo più piccolo penalizzerà davvero il picco in rettilineo.
- Se Mercedes confermerà il presunto vantaggio energetico.
Le gerarchie non si decidono nei test.
Si decidono quando tutti aprono il motore.
E a quel punto capiremo se la creatività Ferrari è stata un colpo di genio…
o un rischio calcolato.
Melbourne sarà la prima vera sentenza.
Round 1 of the 2026 season awaits…
Who’s excited?! 🤩#F1 pic.twitter.com/iBIPtgeGnk
— Formula 1 (@F1) February 20, 2026
Davide Rossi




