Minardi Management, nel cuore del motorsport italiano
Nel marzo 2024 sei entrata in Minardi Management, la stessa agenzia che ha scoperto e valorizzato tantissimi altri giovani piloti. C’è qualcosa in particolare che ti ha convinto a scegliere loro?
“Entrare in Minardi Management è stato un passo molto importante per me. Quello che mi ha convinto a scegliere Giovanni è stata la sua esperienza, la sua visione e il modo in cui crede genuinamente nello sviluppo graduale dei giovani piloti. Minardi Management ha una comprovata esperienza nel guidare i talenti dalle primissime categorie fino al massimo livello del motorsport, e questo approccio a lungo termine corrispondeva davvero ai miei obiettivi.
Per me, come pilota svedese, essere gestita da un’icona italiana del motorsport significa molto. L’Italia è al cuore delle monoposto junior, e avere qualcuno come Giovanni Minardi al mio fianco mi dà accesso a conoscenze, opportunità e un ambiente dove l’eccellenza è lo standard. È una partnership che mi motiva ad alzare il mio livello e lavorare ancora più duramente per raggiungere il mio pieno potenziale.”
Guardando alla storia di Kimi Antonelli
Antonelli ha iniziato con Minardi a 8 anni e nel 2025 è in F1. Tu sei arrivata a 15 anni. Guardi a Kimi come ispirazione o preferisci tracciare il tuo percorso unico? C’è pressione nell’essere “la prossima”?
“Vedo Kimi Antonelli come una grande ispirazione, ma allo stesso tempo sono molto chiara sul fatto che io sono la mia persona e la mia pilota. Lui è lui, e io sono io. Ognuno ha un percorso diverso nel motorsport, e credo che la cosa più importante sia concentrarsi sullo sviluppo nel modo giusto piuttosto che confrontare le tempistiche.
Non sento la pressione di essere ‘la prossima’ dopo un successo così notevole. Al contrario, lo trovo motivante. Vedere cosa è possibile mi ispira a continuare a lavorare duramente, rimanendo fedele a chi sono e costruendo la mia carriera passo dopo passo, a modo mio.”
Faenza: nel cuore dell’Italia delle corse
Come ti trovi a lavorare con un team italiano? Hai dovuto adattarti culturalmente?
“Lavorare con un team italiano a Faenza è stata un’esperienza davvero positiva. L’ambiente è caloroso e accogliente, e tutti sono estremamente appassionati di motorsport, il che rende stimolante farne parte.
Naturalmente, c’erano alcune piccole differenze culturali a cui abituarsi, ma è stato facile adattarsi perché tutti erano di supporto e concentrati sullo stesso obiettivo — aiutarmi a svilupparmi come pilota. Essere connessa al motorsport italiano mi ha già aperto molte porte, dall’apprendimento in strutture di classe mondiale all’incontro con professionisti esperti, e mi dà opportunità di crescere in un ambiente dove l’eccellenza nelle corse è lo standard.”
















