Las Vegas è tornata a fare ciò che ormai sa fare benissimo: trasformare la Formula 1 in uno show che amplifica tutto – i pregi, ma soprattutto i difetti. E quest’anno la notte del Nevada non ha risparmiato nessuno: errori, squalifiche e una pista che cambia condizione ogni tre giri. Un GP che ha acceso i riflettori su tutto: errori, squalifiche, limiti e due performance sublimi.
Una è di un ragazzino terribile di Bologna, Kimi Antonelli. L’altra è dell’alieno di questa epoca, Max Verstappen.
Antonelli, altro che promessa: ormai è sostanza. E pure tanta
Il ragazzino bolognese ha messo in scena una gara che ha stonato con la mediocrità generalizzata. Pulito, rapido, deciso nei sorpassi, glaciale nella gestione gomme: Antonelli sta correndo come chi ha già capito tutto, mentre tanti suoi colleghi oscillano tra errori e amnesie competitive.
Quello che sta vivendo è un momento di forma che definire “ottimo” è riduttivo: è uno slancio continuo, un crescendo weekend dopo weekend. Maturi così a quell’età, in Formula 1, se ne sono visti pochissimi. E a Las Vegas, ancora una volta, la differenza si è vista tutta.
P17 to P3, via P5. It’s a podium for Kimi!!! pic.twitter.com/LuqbwGQWkN
— Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team (@MercedesAMGF1) November 23, 2025
Verstappen: Super Max gioca a un altro sport
Chiamarlo “dominante” è una mancanza di rispetto.
Verstappen è arrivato a un livello in cui non compete: sovrasta.
È come presentarsi a un torneo di ping pong con una racchetta da tennis e vincere comunque.
A Las Vegas ha guidato con una maestosità che rasenta l’umiliazione degli avversari:
ritmo costante, gestione perfetta, nessuna sbavatura.
L’immagine è chiara: Super Max si diverte, gli altri sopravvivono.
E lo fa pure sembrare facile.
Cheering like a champion #F1 || #LasVegasGP pic.twitter.com/74yR6re4ji
— Oracle Red Bull Racing (@redbullracing) November 23, 2025
McLaren: squalifica da incubo.
È inutile girarci intorno: la squalifica di oggi è stata ridicola.
Un team che vuole vincere il mondiale non può sbagliare così.
Non può compromettere tutto per un errore evitabile, banale, quasi dilettantistico.
McLaren oggi è stata la peggior versione di sé stessa: forti in pista, ingenui fuori, e all’arrivo conta solo chi resta dentro il regolamento.
Loro no.
BREAKING: Both McLaren cars of Lando Norris and Oscar Piastri have been disqualified from the Las Vegas Grand Prix
This is because the thickness of the rearmost skid of both cars was less than the required thickness#F1 #LasVegasGP pic.twitter.com/gOplpgDHl7
— Formula 1 (@F1) November 23, 2025
Ferrari: sette anni di caos sul bagnato. Set-Te- An-Ni.
Leclerc lo ha detto chiaramente in conferenza:
“Sono sette anni che sul bagnato non riusciamo a far funzionare la macchina.”
E a Las Vegas: copia-incolla del solito disastro.
Appena l’asfalto si è umido la SF-25 è diventata:
- instabile,
- inefficiente,
- incapace di mettere temperatura,
- incapace di dare fiducia.
Sembra quasi un talento della Scuderia quello di ripetere gli stessi errori per anni.
La pioggia non ha mai mentito: Ferrari si spegne.
E continuare a ignorare questa voragine tecnica è quasi offensivo per i tifosi.
Hamilton: un altro weekend da dimenticare. Ma ormai è la norma.
Non giriamoci intorno: Hamilton continua a non esistere.
La sua stagione è un susseguirsi di gare molli, senza mordente, senza guizzi.
A Las Vegas, di nuovo, si è visto un pilota lento, passivo, incapace di incidere.
Il paragone con Leclerc ormai è impietoso:
uno tira la squadra, l’altro la rallenta.
E ogni weekend che passa diventa sempre più difficile capire cosa stia succedendo a un sette volte campione che sembra aver perso tutto ciò che lo rendeva speciale.
In Ferrari servono performance, non curriculum.
E al momento Hamilton sta portando solo il secondo.
Time to turn the heat up! pic.twitter.com/NoMq1IDhhH
— Scuderia Ferrari HP (@ScuderiaFerrari) November 23, 2025
nbsp;
Tra rovine e luci al neon, solo due verità
Las Vegas ha disintegrato certezze e reputazioni.
Ha ridicolizzato una McLaren disattenta, ha ricordato alla Ferrari il suo incubo sul bagnato, e ha mostrato ancora una volta l’ombra lunga della crisi di Hamilton.
Ma soprattutto ha acceso i riflettori su due colossi:
Antonelli, che corre già come un predestinato,
e Super Max, che continua a riscrivere le gerarchie di questo sport.
Il resto?
Comparse. Neanche troppo brillanti.
MAX VERSTAPPEN WINS IN LAS VEGAS!
He takes his second victory on the Strip in dominant style! #F1 #LasVegasGP pic.twitter.com/y2MEBqEo4y
— Formula 1 (@F1) November 23, 2025
nbsp;





