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F1 | Effetto suolo: perché i team continuano a sbagliare

L'usura eccessiva del plank ha colpito Ferrari e McLaren nella stagione 2025, causando clamorose squalifiche. Il porpoising e gli assetti estremi rendono impossibile prevedere con certezza il consumo del fondo. Il regolamento 2026 potrebbe non risolvere il problema.

Nell’era delle vetture ad effetto suolo, la ricerca dell’equilibrio tra performance e usura dei componenti meccanici è un argomento che i team di Formula 1 si trovano costantemente ad affrontare. La ricerca estrema delle prestazioni a ogni Gran Premio porta talvolta, come nel caso della Ferrari in Cina e della McLaren a Las Vegas, a infrangere – certamente in maniera non voluta – il regolamento. Tuttavia, il fenomeno dell’usura eccessiva del fondo delle monoposto si è ripresentato più volte nel corso della stagione 2025, di conseguenza è un tema che merita un’analisi approfondita.

Il fenomeno del porpoising consiste in un rimbalzo verticale che si verifica sulle vetture di Formula 1 ad effetto suolo, dovuto a un ciclo di stallo e recupero dello strato limite aerodinamico sotto il fondo dell’auto. Per strato limite si intende la zona del fluido (aria) a contatto con la superficie, dove la velocità cambia da zero a quella del flusso libero e dove le proprietà come velocità e pressione sono influenzate dalla viscosità. Il porpoising si innesca quando il fondo dell’auto si abbassa fino a far staccare il flusso d’aria: il successivo recupero dello stesso crea un’oscillazione continua. Questo fenomeno porta l’auto a un continuo saltellamento e a un’usura del fondo tale da provocare, nei casi più gravi, la squalifica dei piloti al termine della gara.

La misurazione dello spessore del plank a fine gara ha mostrato, in diverse occasioni, differenze in termini di decimi di millimetri rispetto alla soglia regolamentare. Ma come fare a predire l’usura del pattino a priori? Nonostante i modelli matematici utilizzati, è praticamente impossibile predire con assoluta certezza l’usura di quest’ultimo, in quanto oltre al porpoising – causato dall’altezza da terra e da altre proprietà fisiche dell’aria come densità e viscosità – subentrano molti altri fattori, come ad esempio le asperità del circuito e lo stile di guida dei piloti.

Il prossimo anno, come sappiamo, ci sarà un importante cambio di regolamento e la speranza è che si tenga conto anche di alcune limitazioni, tra cui l’altezza da terra, per consentire alle squadre e ai tecnici di poter trovare soluzioni innovative e di premiare quindi la creatività stessa degli ingegneri. Di conseguenza, l’auspicio è una Formula 1 più spettacolare e creativa che possa infiammare i tifosi.

La sensazione al momento è che il regolamento del 2026 non sembri contemplare modifiche sostanziali riguardo all’usura massima del fondo, ma l’auspicio è che si possa arrivare al nuovo ciclo regolamentare con meno squalifiche possibili e maggiore spettacolo in gara.

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