Nell’era delle vetture ad effetto suolo, la ricerca dell’equilibrio tra performance e usura dei componenti meccanici è un argomento che i team di Formula 1 si trovano costantemente ad affrontare. La ricerca estrema delle prestazioni a ogni Gran Premio porta talvolta, come nel caso della Ferrari in Cina e della McLaren a Las Vegas, a infrangere – certamente in maniera non voluta – il regolamento. Tuttavia, il fenomeno dell’usura eccessiva del fondo delle monoposto si è ripresentato più volte nel corso della stagione 2025, di conseguenza è un tema che merita un’analisi approfondita.
Il fenomeno del porpoising consiste in un rimbalzo verticale che si verifica sulle vetture di Formula 1 ad effetto suolo, dovuto a un ciclo di stallo e recupero dello strato limite aerodinamico sotto il fondo dell’auto. Per strato limite si intende la zona del fluido (aria) a contatto con la superficie, dove la velocità cambia da zero a quella del flusso libero e dove le proprietà come velocità e pressione sono influenzate dalla viscosità. Il porpoising si innesca quando il fondo dell’auto si abbassa fino a far staccare il flusso d’aria: il successivo recupero dello stesso crea un’oscillazione continua. Questo fenomeno porta l’auto a un continuo saltellamento e a un’usura del fondo tale da provocare, nei casi più gravi, la squalifica dei piloti al termine della gara.
The famous “plank” (permaglass) on the #Ferrari. To avoid excess plank wear, the ride height has to be increased, which compromises performance. #AustrianGP #F1 #TechF1 pic.twitter.com/TKHgjjiNQ4
— nicolas carpentiers (@carpentiers_f1) June 27, 2025
La misurazione dello spessore del plank a fine gara ha mostrato, in diverse occasioni, differenze in termini di decimi di millimetri rispetto alla soglia regolamentare. Ma come fare a predire l’usura del pattino a priori? Nonostante i modelli matematici utilizzati, è praticamente impossibile predire con assoluta certezza l’usura di quest’ultimo, in quanto oltre al porpoising – causato dall’altezza da terra e da altre proprietà fisiche dell’aria come densità e viscosità – subentrano molti altri fattori, come ad esempio le asperità del circuito e lo stile di guida dei piloti.
Il prossimo anno, come sappiamo, ci sarà un importante cambio di regolamento e la speranza è che si tenga conto anche di alcune limitazioni, tra cui l’altezza da terra, per consentire alle squadre e ai tecnici di poter trovare soluzioni innovative e di premiare quindi la creatività stessa degli ingegneri. Di conseguenza, l’auspicio è una Formula 1 più spettacolare e creativa che possa infiammare i tifosi.
La sensazione al momento è che il regolamento del 2026 non sembri contemplare modifiche sostanziali riguardo all’usura massima del fondo, ma l’auspicio è che si possa arrivare al nuovo ciclo regolamentare con meno squalifiche possibili e maggiore spettacolo in gara.





